Isole Shetland e il vento del nord

Hermaness, Isola di Unst

L’assordante rumore delle eliche ci accompagna per tutto il viaggio nell’ora di volo che da Edimburgo ci vedrà atterrare all’aeroporto di Sumburgh. Il piccolo velivolo sta in aria per puro miracolo e l’abitacolo è claustrofobico anche per l’uomo di grossa stazza seduto in fondo alla carlinga che sembra starci sottovuoto.
Quando inizia la discesa e il faro di Sumburgh emerge bianco in lontananza e pensi “siamo arrivati”,  il piccolo aereo deve ancora fare un’improvvisa, breve e finale virata per evitare il promontorio al limite della pista prima di, finalmente, atterrare.

Faro di Sumburgh Head, Mainland
Faro di Sumburgh Head, Mainland

Quando scendi sul primo gradino della scaletta dell’aereo, ad accoglierti è ciò che ti accompagnerà per tutti i giorni di permanenza sulle isole: il vento del nord. Qui non esiste riparo, è lui il protagonista incontrastato su questo palcoscenico che assieme al paesaggio mozzafiato, alle molteplici specie di uccelli marini e alla fauna del luogo, mette in scena una delle opere più belle cui l’occhio umano possa assistere.

Alla guida di un’auto sulle piccole strade che attraversano da un capo all’altro le isole dell’arcipelago, ti imbatti in luoghi come Sumburgh Head, il promontorio più a sud del Mainland con scogliere altissime dove ogni anno a inizio estate, nidifica una delle più grandi colonie di pulcinella di mare e dove più frequentemente si possono avvistare delfini e orche. La sensazione è di vastità, quasi di smarrimento. Nelle orecchie il brontolio dell’oceano, il richiamo dei pulcinella di mare e degli innumerevoli gabbiani. Sulla pelle il vento che incessantemente sembra portarsi via un po’ di te e negli occhi la natura perfetta all’apice della sua bellezza… forse il luogo dove più di altri ti senti “altrove”.

Pulcinella di mare
Pulcinella di mare

Spostandoti all’altro capo dell’arcipelago trovi Hermaness, il promontorio a nord dell’isola di Unst, la più settentrionale di tutto l’arcipelago dove ad accogliere il visitatore è un piccolo edificio bianco alla fine di una strada che corre fino al mare. Da qui ha inizio la Riserva Naturale Protetta dove potrai muoverti soltanto a piedi. Il lungo percorso obbligatorio fino alle scogliere è segnato da una passerella di legno che conduce fino a due passi dall’oceano e attraversa distese di erba e arbusti dove nidificano numerose specie di uccelli. Terminato il percorso segnato, puoi finalmente muoverti in assoluta libertà costeggiando le scogliere su prati di erba verde e soffice, fino ad arrivare sulla cima del promontorio dal quale potrai ammirare il faro sulla piccola isola di Muckle Flugga, il punto più a nord del Regno Unito.
In mezzo a queste due estremità dell’arcipelago, c’è tutto il resto.

La curiosità può spingerti, una sera dopo cena con ancora la luce del giorno, ad andare a vedere cosa c’è in fondo alla penisola di Lunnasting, a quel dito che si protende verso il mare e che sembra non portarti a niente. Invece scopri che la piccola strada si snoda tra distese di erba verde punteggiata qua e là da piccole costruzioni, greggi di pecore e pony delle Shetland, finendo in un’ultima casa bianca appoggiata sull’erba come ali di gabbiano sull’oceano, a pochi passi dalle scogliere che si gettano nel mare. L’aria fresca, tersa, il vento, il sole che galleggia all’orizzonte nelle infinite ore del Simmer Dim: la pace dei sensi.

Faro di Eshaness, Mainland
Faro di Eshaness, Mainland

Attraversando l’isola in direzione nord ovest ti imbatti in Eshaness, con il suo bianco faro sulla cima di scogliere altissime e frastagliate. Le onde s’infrangono ai tuoi piedi durante la passeggiata che ti porta a seguire la costa a est del faro, camminando su soffici nuvole di prati verdi. E puoi ritrovarti ancora lì, una sera, seduto in macchina a mangiare qualcosa per cena con il vento che sembra spostarti pure l’auto… ma con un panorama davanti che neppure il miglior ristorante al mondo potrebbe offrirti!

Poi ancora la zona di Walls, nel Mainland, dove per trovare ristoro al termine di una giornata trascorsa a lottare contro il vento, si può fare sosta al Burrastow House, un edificio del XVIII secolo adibito a struttura bed and breakfast dove Pierre, il proprietario, ti riserverà una calorosa accoglienza, con camere confortevoli, ottimo cibo, un camino sempre acceso e dove lo scenario tutto attorno non potrà che farti sentire il peso della nostalgia quando giungerà il momento di ripartire.

Potrei continuare all’infinito a scrivere, parlare, fantasticare e sognare di queste isole, dei paesaggi sconfinati, delle persone infinitamente disponibili e cordiali, degli animali: pulcinella di mare, così simpatici e apparentemente fragili; foche curiose lungo le scogliere, sulle spiagge, che se per un attimo volgi lo sguardo, le trovi lì, a pochi passi che ti seguono; otarie, che riescono a sfuggire anche all’occhio più attento mimetizzandosi lungo la costa.

Il piccolo velivolo attende sulla pista del Sumburgh Airport. Sali, ti siedi e la claustrofobia e l’idea che l’aereo stia in aria per puro miracolo, ti accompagneranno anche per il volo di ritorno.
C’è però una nuova sensazione dentro di te che si aggiunge a quelle della partenza, che a differenza di tutti gli altri voli di ritorno a casa ti tiene incollato al finestrino, ti fa piegare la testa per vedere il più possibile e per il tempo più esteso che ti è concesso l’ultima parte dell’isola, finché pian piano svanisce quando l’oceano si impadronisce di tutto il tuo sguardo.
Ci sono stati molti ritorni, ma in nessuno come in questo ho avuto la percezione di lasciarmi dietro qualcosa, la convinzione di dover tornare, alla fine, là dove il vento si è trattenuto una parte di me.

Romina Fiaschi

Nata a Fucecchio (FI) nel 1979, già da bambina sono travolta dalla passione per la fotografia che riesco ad approfondire con l’età adulta.
Come compagna di viaggio ho una Nikon D7000 con cui vado in cerca della foto perfetta, consapevole che, se un giorno dovrà succedere, sarà la foto perfetta che sarà venuta a cercare me.

www.rominafiaschi.wordpress.com
www.facebook.com/RominaFiaschiPhotography

 

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