Le ragazze in bikini

Nel cuore della Sicilia c’è un posto che per bellezza e arte non ha nulla da invidiare ai più importanti complessi artistici del mondo. La grande e magnifica Villa Romana del Casale.

Mosaici. Parco Archeologico della Villa Romana del Casale

Costruita poco prima della fine dell’impero romano, la grande villa è ritornata a godere del bollente sole di Sicilia a metà del secolo scorso, quando alcuni archeologi decisero di saperne di più su dei ruderi di epoca romana che affioravano dal terreno.
Posso solo immaginare lo stupore e la grande soddisfazione di chi, chino sulla polvere e sulla terra che aveva ricoperto la villa forse durante un’alluvione, con delicatezza restituiva al mondo e all’arte così tanta bellezza: quei ruderi nascondevano come una perla preziosa in un’ostrica, qualcosa di assolutamente straordinario.
Stupendo esempio di architettura romana, la villa ha la pavimentazione più sorprendente che si possa immaginare.
Mosaici di raffinata bellezza adornano quasi tutte le stanze, ciascuna con riferimenti mitologici e di vita vissuta. E tutto questo per centinaia di metri quadri.
Studiosi di storia e archeologi non hanno ancora individuato il nome del signore ricchissimo e molto potente che tra il III e il V secolo d. C. decise di farsi costruire una sontuosa dimora a pochi chilometri dall’attuale Piazza Armerina (Enna), ma la storia esige certezze e il lavoro degli specialisti procede tra i testi antichi e i tesori del nostro passato.

Poco tempo fa sono tornata a visitare la villa per vedere con i miei occhi come i lavori di restauro e sistemazione delle coperture degli itinerari di visita, fossero stati completati.
Dopo aver pagato il mio bravo biglietto, mi avvio seguendo le indicazioni.
Tra la folla di stranieri che si ristorano al bar con un arancino o una fetta di pizza appena sfornata, un signore con la fisarmonica esegue i brani classici della tradizione siciliana e italiana. Siamo in Italia, la musica non può mancare e alle prime note di “Volare” anche i più composti tra i visitatori stranieri si lasciano andare a battere le mani al ritmo della musica. “Volando” accompagnata dalla musica, arrivo all’inizio del percorso di visita.

600px-Sicilia_Piazza_Armerina_Villa_romana_del_CasaleNoto, con estrema soddisfazione, che è stato fatto un ottimo lavoro di sistemazione e di restauro. Le coperture rispettano l’idea di quelle originali e riparano dal caldo, che qui, in estate, potrebbe essere un problema. Una passerella sopraelevata consente ai visitatori di godere appieno la bellezza dei colori e delle scene rappresentate nei mosaici.
Le prime colonne con gli straordinari capitelli, s’intravedono in mezzo al verde. Poi le terme e il primo mosaico che mostra, con dovizia di particolari, quanto i romani avessero cura del loro corpo.
E poi, “dentro casa”…
C’è tanta gente. Tutti in fila, affacciati alla ringhiera della lunghissima passerella, tutti con lo sguardo in giù, verso quelle figure che sembrano ancora danzare e combattere e raccontare le storie degli dei e delle scene di caccia. Tutti in silenzio a seguire i sussurri delle guide che ne spiegano lo svolgersi.
La bellezza della classica disposizione delle stanze, degli ambienti termali, della palestra, dell’ingresso monumentale, degli appartamenti, dell’incredibile lungo corridoio e della grande basilica ornata di marmi preziosi è adeguata alla grande bellezza dei mosaici.
Geometrie preziose e figure di scene quotidiane raccontano, con immutato splendore, lo svolgersi della vita in quei tempi lontani, di un signore di altissimo rango e della sua famiglia.
I mosaici sono fotogrammi di un’epoca della storia, costruiti con piccole tessere colorate. Ho avuto la sensazione di sfogliare un libro illustrato che racconta delle preziose vesti, delle collane e dei bracciali sopra il gomito della ricca signora, delle passioni e delle attività del proprietario.
Anche il teatro è descritto in quel Polifemo con tre occhi: due dell’attore più l’occhio dipinto sulla fronte per rendere il personaggio inequivocabile. Poi le gare sportive con doni di palme e corone di fiori alle ragazze. E ancora il bacio sensuale raffigurato in una delle camere da letto, la stanza dei bambini e tutte le altre stanze, che lo strano potere della bellezza e dell’arte rende “parlanti” oggi, a dispetto dei secoli passati, delle alluvioni e dei terremoti.
Il corridoio, quasi un viale per dimensioni, è l’apoteosi del mosaico. Animali esotici, navi, sistemi di cattura delle fiere e tanto altro sono raccontati in un’esplosione di colori con i milioni di tessere colorate. Ho pensato che bisognerebbe inchinarsi davanti a tanta bellezza e lo sporgersi da quella ringhiera, per ammirare le scene “dipinte” con la pietra, forse rende naturale il gesto a tutti i visitatori.
Anche ciò che rimane degli intonaci racconta del fasto e del colore della ricca dimora.
Ho provato a chiudere gli occhi per immaginarla nel suo pieno splendore, affollata di ospiti e di servitù, con i grandi tendoni che fungevano da porte e custodivano la privacy dei suoi abitanti, con il suono di tube e cetre e le voci che parlano latino… fantastico!
Verso la fine del percorso, tra le ultime stanze, ecco quella che lascia senza fiato.

Mosaici. Parco Archeologico della Villa Romana del Casale

Qui domina il bianco sullo sfondo del mosaico, forse per non togliere nulla alla bellezza delle dieci figure femminili rappresentate. Otto di queste sono raffigurate nei giochi e nello sport e ognuna di loro indossa un bikini. In questa stanza, ho la sensazione che l’artista abbia di proposito voluto evitare l’uso dei colori forti per non distrarre l’occhio dalla bellezza dell’atteggiamento e dalla regalità dei corpi torniti, che hanno davvero dello straordinario. Qualsiasi elemento o colore di troppo avrebbe disturbato la rappresentazione del movimento sportivo, della grazia e della bellezza di cui quelle donne sono l’emblema.
Attrezzi ginnici, bikini, sguardo che scruta sicuro e lontano. Si stavano divertendo e non avevano nulla da nascondere. I fianchi generosi e una piccola cicatrice non erano un problema.

Mosaici. Parco Archeologico
della Villa Romana del Casale

Sicure della loro bellezza, si potevano concedere il piacere di giocare a palla, o lanciare il disco, per poi essere cinte dalla corona di rose, che esalta una femminilità che non ha bisogno di emanciparsi. I bikini non ostacolano i movimenti delle ragazze, e loro scoprono il corpo fin dove si può. Ma stranamente, una delle due ragazze del lato sinistro del mosaico è coperta fino ai piedi da un leggero velo, lasciando intravedere tutto! Sottile gioco di seduzione?
I secoli e l’alluvione si sono portati via per sempre la prima delle ragazze. Ne possiamo ammirare soltanto le gambe. Peccato! Lo voglio interpretare come un monito. Capolavori del genere e tutto il grande e splendido patrimonio artistico dell’Italia vanno custoditi e protetti, per essere consegnati alle generazioni future nel miglior stato possibile, senza parti mancanti!
Noto che tutti i visitatori, italiani, stranieri e naturalmente gli immancabili giapponesi e coreani, rallentano il passo. Tutti incantati da quella scena di sport e da quei sensuali bikini che parlano un linguaggio universale. Il linguaggio misterioso dell’arte e della bellezza che sorpassa il tempo e le mode.

Mosaici. Parco Archeologico
della Villa Romana del Casale

Lascio a malincuore la stanza e anche gli altri visitatori non mancano di girarsi per dare un ultimo sguardo all’incanto di quelle ragazze.
La grande basilica, segno dell’enorme ricchezza e potenza del suo proprietario, con i suoi preziosi marmi, con le sue colonne e la grandiosità delle sue proporzioni, mi fa venire voglia di ricominciare il giro daccapo.
Ma… si sa! Il tempo è tiranno. E quando scorre felicemente, sembra diventare più breve.
Guardo l’orologio. No, non posso rifare il giro. Ho giusto il tempo di ripassare da Piazza Armerina, la bianca e nobile cittadina nel cuore della Sicilia, ricca di storia e di tradizioni.
Mi avvio verso l’uscita, la musica al bar continua con “ciuri ciuri” e sembra darmi l’arrivederci.
Alcuni chilometri e sono in paese. Ogni anno a metà agosto Piazza Armerina offre le sue piazze e le sue strade a un grande evento.
Il Palio dei Normanni.
Ma di questo, se avrete pazienza, racconterò la prossima volta.

Brunella Li Rosi

 

Mosaici del Parco Archeologico della Villa Romana del Casale
Per gentile concessione dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana
www.regione.sicilia.it/beniculturali

 

I racconti di Brunella Li Rosi pubblicati su Luomoconlavaligia.it

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