Un viaggio tira l’altro

Valige in attesa. Immagine di Bruna Biamino.

Già, è proprio cosi! Cominci con uno e non sai mai quando finirai.
Il viaggio ti entra nella testa, ti entra nel cuore e godi di quella strana sensazione che ti fa desiderare di conoscere tutto il possibile e di vedere ogni angolo della terra.
Saziare tutti i cinque sensi con le meraviglie di questo pianeta azzurro sul quale viviamo diventa un’esigenza primaria, come respirare.
Per sommi capi, questo il profilo generale del viaggiatore.

E così, un nuovo viaggio per festeggiare una felice tappa della nostra vita insieme ci portò in un grande magazzino. Avevamo bisogno di una nuova compagna di viaggio. Una bella, grande ed elegante valigia.
Le precedenti erano già parecchio consumate. Nei tanti viaggi fatti, avevano “vissuto” con noi il desiderio di conoscenza e di “aria nuova” che, io e mio marito, avevamo sempre percepito come il migliore investimento per la vita. Non le avevo buttate via. Troppi ricordi belli. Le avevo trasformate in contenitori per costumi in maschera e addobbi natalizi.
Quel giorno, ai primi di giugno mi trovai davanti a una pila enorme di valige dai colori e dalle dimensioni più svariate. Dalle classiche a quelle dalle fogge più strane. Le rotelle di molte di loro, posizionate nei punti più strategici, promettevano trasporti facili e maneggevoli.

Le osservavo rapita e a un tratto provai a fare un viaggio… diverso. Il viaggio della fantasia.
Mi sembrò di sentirle quasi mormorare nel silenzioso dialogo che intrapresi con loro.
Provai a immaginare la loro impazienza e il loro desiderio di iniziare il “ lavoro”.
Era come se potessi sentire la loro fretta di iniziare il viaggio. Lo scopo della loro esistenza.
Per questo erano state create, o dalla mano dell’uomo le più costose, o da macchine che parlano cinese, le più comuni.

Comprammo quella che ci sembrò la più adatta alle nostre esigenze e con il cuore salutai tutte le altre che rimanevano lì, in attesa di un padrone che avesse bisogno di una valigia.
Pensando e ripensando a quel grande magazzino e a tutte quelle valige esposte, mi venne l’idea di dare vita e pensiero a una di loro. La mia fantasia ne scelse una come modello e con quel meraviglioso bagaglio “ di pelle bordeaux” ho viaggiato nelle pagine del romanzo che andavo scrivendo, narrando delle sue singolari avventure.
Partendo da un negozio, ho fatto percorrere alla protagonista, l’itinerario della vita.
Ho “usato” la mia valigia di pelle bordeaux per riempirla di emozioni, di conoscenza e di crescita.
Ho fatto della mia protagonista una turista, ma soprattutto una viaggiatrice, capace di cogliere l’anima dei luoghi visitati.
E lei, la mia valigia di pelle bordeaux, si è prestata magnificamente a quest’avventura letteraria.

Quale altro oggetto sarebbe servito meglio al mio scopo?
Una valigia non è solamente un contenitore che ti serve e ti segue fedelmente (a meno che non sia un bagaglio smarrito!) e non esaurisce la sua peculiare funzione di contenitore alla fine del viaggio. Se non altro, per tutti i ricordi che può contenere.
La valigia non viene buttata al ritorno ma, continua ad “ abitare” con il suo padrone, riposta in qualche posto della casa, aspettando che si riparta di nuovo.

La mia protagonista ha viaggiato anche rimanendo ferma nelle case e tra le famiglie che ha conosciuto. Vivendo insieme a loro le varie vicende della vita. Il trascorrere del tempo e i vari passaggi di proprietario non l’hanno fatta invecchiare ma l’hanno, per così dire, trasformata e “ fatta crescere”.
È diventata una farmacia e poi una culla. E infine, per proteggere dal sole una neonata africana, si è adattata a fare da tenda canadese.

Mi ha appassionato far venire fuori la poliedricità di quest’oggetto straordinario e multiforme che ha accompagnato la vita dell’uomo nel suo fantastico viaggio attraverso i secoli.
La valigia, fedele e indispensabile compagna di viaggio.

L’attesa. Courtesy Walter Cicchetti.

Pensate forse che la protagonista di “In viaggio con me” sia una bella ragazza che ama viaggiare e ammirare con i propri occhi paesaggi lontani ed esotici?

… avete quasi colpito nel segno!
No, non è una bella ragazza e neppure un’attempata signora che si gode in santa pace la buonuscita e la pensione.
Eppure avete quasi colpito…
La protagonista di questa storia è un soggetto davvero particolare.
La costante compagna di qualsiasi tipo di viaggio. E, piccola o grande che sia, ha accompagnato e accompagnerà sempre qualsiasi tipo di viaggiatore.
E dato che si tratta di un romanzo dove la fantasia e la realtà si abbracciano, mi sono concessa la licenza di dare coscienza a un oggetto.
Sì, proprio così! La protagonista è una bella, grande e lussuosa valigia di color bordeaux!

Da In viaggio con me.

“Che freddo! E quanta neve! Anche dall’interno del negozio, qui, dietro a questa vetrina sfavillante di oggetti lussuosi e colorati, tutti firmati, si sente che lì fuori fa un freddo cane!
Ma io ci sto bene, mi diverte vedere sfilare tanta gente carica di pacchi e pacchettini.
Molti si fermano a guardare la mia vetrina, e sono certa che una sbirciatina ad alcuni oppure uno sguardo di grande ammirazione ad altri li strappo un po’ a tutti! Sono certa che prima di Natale qualcuno verrà a chiedermi di andare con lui e io lo farò ben volentieri, a patto che sia qualcuno veramente distinto, elegante, proprio come me, e con me abbia voglia di viaggiare e scoprire gli angoli più belli e ben frequentati del mondo. Sono disposta a coprire anche distanze lunghissime e muoio dalla voglia di andare in Australia… anche se non so bene cosa sia. Ne ho sentito parlare così tanto che la mia curiosità si è accesa. Beh, vediamo un po’… prima o poi qualcosa succederà!
Un altro giorno è passato e le luci del negozio stanno per spegnersi…

… intanto, con il rumore della saracinesca che si abbassa, mi preparo a passare molte ore al buio nella vetrina di questo negozio, aspettando che il mio destino si compia e finalmente io serva a qualcuno che, con me, possa andare alla scoperta del mondo.
Altrimenti che senso avrebbe essere stata costruita, cucita, colorata… Essere una valigia non è roba da poco! E una valigia grande, bella, robusta come me per giunta! Insomma, non siamo molte in giro a essere così!
Sì, sì, lo so, i grandi magazzini sono pieni di valige! L’ho sentito dire dalle operaie che si sono prese cura della mia fattura, ma belle come me… poche! Quelle dei centri commerciali e di altri negozietti sono state confezionate con materiali scadenti, con colori che sbiadiscono e stingono dopo pochi viaggi, con chiusure che al minimo urto si rompono.
Io… io invece… oh io! Io sono robusta ma snella, anche sotto la pioggia battente sarò in grado di custodire, gli oggetti e tutto quanto mi verrà affidato con il massimo confort e all’asciutto. Sono anche impermeabile! Nelle mie tasche laterali troveranno facilmente posto tutte le piccole cose che i signori che viaggiano con me vorranno mettere e, con altrettanta facilità, ritrovare al momento del bisogno.
Insomma, non voglio essere presuntuosa, ma sono veramente una bella e grande e lussuosa valigia di color bordeaux!”

La storia che ho inventato e la protagonista che ho immaginato mi hanno permesso di visitare, alcune volte in punta di piedi, altre volte con grande partecipazione, uno spaccato della vita dei nostri giorni.
E così, da una casa di persone facoltose, dove l’agiatezza e il benessere sono dati per scontati, è iniziato il viaggio della mia protagonista.
Un viaggio tutto speciale. La mia lussuosa e colorata valigia, carica della preziosa consapevolezza di esistere, ha intrapreso il suo incredibile viaggio tra le emozioni, percorrendo un graduale ma inesorabile percorso di conoscenza e di crescita. Questa sua “dote” le ha permesso di partecipare e compiere anche lei, assieme ai suoi vari padroni, il viaggio nell’esistere.
E come tutti noi, in questo fantastico percorso della vita, ha assaporato le gioie, sofferto per gli abbandoni e gustato l’amarezza dei rifiuti, come quella volta quando…

Dalla storia di Sara e Andrea

“… ha gli occhi lucidi… ha pianto. Sì, quelle perle non danno nessuna felicità anzi sono il loro modo di dare sfogo al dolore. Sono fatti così gli umani. Comincia a riempirmi, in fretta e senza nessuna attenzione… che disordine. Sara, troverai tutto sgualcito e non per colpa mia! Mi chiude di scatto e poi… e poi… ah! Sapessi piangere anch’io!
Mi sferra una pedata con una tale forza che mai avrei creduto possibile per quei piedi e quelle gambe così sottili e delicate…
Ohh! Mi hai lacerata dentro e fuori!
Tu, Sara, cos’hai fatto? Cosa mi hai fatto! Non è un taglietto da niente, è visibile, troppo visibile e sei stata tu Sara. Ora dove mi stai portando? Attenta, finirai per rovinarmi completamente. Sì, in macchina! Andiamo! Ma dove?
Sono troppo stanca e mi sento strana… sarà per la ferita? “

La mia protagonista è svenuta per il grande dolore e per la forte emozione!
Da quel momento assolutamente imprevisto ha cominciato a passare di mano in mano, sempre più usata ma sempre più carica delle esperienze accumulate.
L’incontro con Letizia e Luigi segna una tappa fondamentale nella sua “maturazione”. Anche per la mia protagonista accade quello che talvolta succede nella vita di ciascuno di noi. L’incontro con persone speciali che sanno farti crescere senza avere la presunzione di essere maestre. Quelle che sanno avere rispetto degli altri e di tutto ciò che le circonda. Quelle che sanno segnarti senza ferirti.

Dalla storia di Letizia e Luigi

“Essere una grande e bella valigia non significa niente, se non si dà. Sì, dare. S’impara a dare. Solo qualche volta nell’esistenza, ed è molto, molto difficile se non si capisce bene il perché. Dare del nostro tempo, della nostra forza e del nostro esistere. Letizia, con quel suo fare silenzioso e attivo, dai movimenti forse poco aggraziati, ma estremamente fattivi, mi ha insegnato tutte queste cose. Mi ha insegnato l’intelligenza e la forza dell’amore. E da qui, dall’alto della mia postazione, nell’abbraccio con cui vorrei circondare tutto quanto vede sotto di me, non posso fare altro che inondarli con una pioggia d’amore.”

Il viaggio si compirà in Africa, dove l’uso per cui sembrava essere stata costruita è cambiato. Si troverà tra le infinite bellezze e ricchezze di quella terra, pronta a condividere con i suoi abitanti la miseria dell’esistenza e la crudeltà della guerra.

Dalla storia di Aluka e Sonéka

“…intanto, a poche decine di metri da noi, il triste e inutile spettacolo della guerra si compie. Assistiamo impotenti allo scempio e al massacro che si consuma sotto il nostro sguardo incredulo, attonito, spaventato.
L’odore della polvere da sparo è presto coperto da un altro, quello della terra che, rossa si tinge di un rosso più scuro, quello del colore del sangue dei soldati, nemici e amici, che cadono a terra trapassati da saette feroci che volano e guizzano da tutte le parti, con un triste e nefando sibilo.”

Mi sono intromessa nel viaggio della mia valigia con altri personaggi. Il tempo e il turbine. Con loro mi sono lasciata andare ad alcune riflessioni cercando di accompagnare la “rossa” nel suo percorso. Ne do un piccolo assaggio.

“ …quando crediamo che tutto sia come dev’essere e di essere nel posto giusto in cui dobbiamo stare e che tutti ricoprano il ruolo che devono nell’esistenza, può capitare che ogni cosa sia scombinata da eventi che non si sarebbe mai pensato potessero accadere, ma che accadono e ci sopraffanno. Allora bisogna sapersi inventare altri ruoli e scoprire altri affetti. Per dare una ragione all’esistenza stessa…

…e nel vortice lento dell’esistenza, dove miriadi e miriadi di particelle viaggiano insieme, sospese nel tempo e nello spazio, solo alcune saranno in grado di scorgere la verità, sapendosi spogliare e alleggerire, nel viaggio, da quegli inutili ornamenti che rendono pesante l’andare e soprattutto il salire…

…e nel turbine lento che, quasi incurante dei fatti e degli avvenimenti, gira costante su se stesso e tutto avvolge e prende, si svolge parallelo il consueto gioco del dare e del togliere. E quel dare e riprendere ricorda all’esistenza che nulla è dovuto, ma è solo un prestito, un assaggio temporaneo. Tutto può essere, e subito dopo non essere. E di quanto ci viene dato, non sempre sta a noi decidere se accettare o rifiutare. Ma, allo stesso, il brillio che a volte luccica dentro il turbine, ci rivela che non solo di passività è fatta l’esistenza umana. Ma di volontà che liberamente affronta la realtà e con intelligenza e con coscienza della propria miseria e impotenza, si fa grande nel capire e nell’abbracciare il tutto con quella forza misteriosa che si chiama amore e che ciascuna delle particelle del turbine sperimenta e fa propria solo dopo avere attraversato la tempesta dell’esistere…”

Non posso dire di più, aggiungo soltanto che questo straordinario oggetto di uso comune si è prestato magnificamente alle mie esigenze. La mia valigia si è lasciata riempire delle emozioni mie e di quelle immaginate. Si è lasciata colmare dolcemente di ricordi, di esperienze e di capacità di crescita e maturazione.
Confesso che mi piacerebbe somigliarle almeno un pochino.

Quale altro oggetto sarebbe stato più adatto per un viaggio simile?

 

 

Brunella Li Rosi

In viaggio con me. Il fantastico cammino dell’esistere
Angelo Parisi Editore
Narrativa per ragazzi
www.aped.it

 

 

Immagine di copertina Courtesy Bruna Biamino