Noto, regina del Sud

Elegante, sontuosa, luminosa.
Così ho percepito la Città di Noto tutte le volte che ci sono stata.
E anche quest’anno, nella terza domenica di maggio, sono tornata per ammirarne il barocco e l’Infiorata di via Nicolaci.

DSC07715 copiaArtisti dipingono con petali di fiori straordinari disegni e via Nicolaci, già ricca dei suoi stupendi palazzi, offre la sua media pendenza al colore dei fiori e il colpo d’occhio, vi assicuro, è davvero efficace.
Nonostante la marea di turisti in fila per ammirare da vicino i dipinti a fiori, basta stare lungo il corso principale per gustarne l’effetto, oppure salire sul campanile della chiesa di San Carlo per averne una visione dall’alto.
Ne vale senz’altro la pena.

Ma l’incanto di Noto è Noto stessa.
La città, dopo il violento terremoto del 1693 che la rase al suolo, fu ricostruita a pochi chilometri dal sito d’origine per volontà del duca di Camastra.
Architetti e ingegneri fecero davvero un bel lavoro!
Il barocco diventò eleganza raffinata e splendente.
La pietra usata per costruire i suoi palazzi e le sue chiese, fa di Noto una città dorata.
E il lungo lastricato nero della via principale non fa che esaltare la luce del sole di Sicilia, creando un magnifico contrasto.

Noto, regina del SudNon posso fare a meno di citare alcune delle chiese principali.
Santa Chiara, San Carlo, San Domenico e naturalmente la Cattedrale di San Nicolò dove l’imponente scalinata antistante fa pregustare la magnificenza dell’interno.
Non sono un’esperta, ma permettetemi di esprimere la mia sensazione.
Qui il barocco netino è diventato luce e aria.
Lo spazio, le proporzioni, gli stucchi leggiadri mi aiutano nel far “respirare” il cuore.
Per i cultori di storia dell’arte, valenti guide sapranno indicare date di costruzione, nomi di artisti e architetti, ogni genere di curiosità sull’edificazione e sullo sviluppo della città.

Ma ritorniamo all’Infiorata.
Il flusso continuo e ordinato dei turisti riempie tutto il lungo Corso Vittorio Emanuele e faccio fatica a trovare un tavolino libero in uno dei tantissimi bar e ristoranti della via.
Un caffè ci vuole proprio e me lo voglio gustare con calma.
Il vocio della gente è in armonia con la musica degli artisti di strada e con il suono lontano della banda musicale che ho incrociato all’inizio del Corso.
Un vecchio signore suona la fisarmonica ed io, come al solito, mi commuovo.
Sento parlare tedesco, inglese, francese e chissà quali altre lingue di cui non conosco neanche il nome, e mi pare che sia un coro che segue i ritmi della musica che giungono da più parti.
Dopo essermi riposata e anche emozionata, riprendo la mia visita.

infiorata-di-noto-2015-1-638Quest’anno Noto, in occasione dell’Infiorata, ospita una mostra importante.
“Casa Catalunya”, presso l’ex convitto Ragusa, espone quadri, fotografie, sculture e tanto altro.
Un modo coinvolgente per apprezzare la cultura e l’arte della Catalogna.
Naturalmente il ballo della Sardana è il benvenuto in terra di Sicilia.

Visito tutte le sale e al piano terra, in una di queste, con mia grande sorpresa, vedo una pila di valigie e delle buffe marionette esposte dentro.
Data la mia passione per le valigie, mi illudo che stavano aspettandomi.
Appoggiata alle valigie, c’è una scala.
Chissà… forse la scala dei sogni, un po’ contorta e poco stabile.
Ma che importa? Se dal cammino che è la vita togliamo il viaggio e il sogno, la strada potrebbe diventare troppo monotona.

È ora di pranzo. Qui a Noto non c’è che l’imbarazzo della scelta. Scelgo un pasto veloce con pane e panelle.
Avrò tempo per visitare la Sala degli specchi del Municipio e l’interno del Teatro, prima di assistere al Corteo storico.
Mi cercherò un posticino comodo lungo la scalinata della Cattedrale per godermi lo spettacolo, e poi a casa.
Quest’anno ci saranno anche giochi di musiche e luci.

Per chi non avesse ancora visitato Noto, consiglio vedere su YouTube uno dei numerosi video.
Dopo, sono sicura concorderete con me. Noto è magnifica.
Arrivederci Noto, bella in qualsiasi stagione.
Sei la splendida regina del Sud.

Brunella Li Rosi