Militello in Val di Catania

È appena passato il mese dei colori dorati che fanno da naturale cornice alle tante manifestazioni e sagre che si svolgono su tutto il territorio italiano, e già ne sento la nostalgia.
Adoro ottobre, carico di prodotti della terra e di sapori genuini.

Militello in Val di CataniaProprio ad ottobre, Militello in Val di Catania offre ai visitatori un momento davvero speciale.
Questo piccolo paese della Sicilia, in provincia di Catania, è famoso dalle mie parti per le sue stupende chiese, per le cassatelle (dolce ripieno di marmellata, cacao e mandorle) e per la “Sagra della Mostarda e del Fico d’India”.
La mostarda di fichi d’India è un dolce della tradizione siciliana, che richiede una lunga e difficile preparazione e che, essiccata dal sole, si manterrà profumata e gustosa per tutto l’inverno.

Per noi siciliani, ma anche per molti turisti, la felice tradizione della sagra di Militello è un appuntamento da non perdere.
Il paese accoglie i visitatori con luminarie, bancarelle con prodotti della terra e tante altre piccole curiosità.
Le degustazioni di mostarda sono concentrate in una piazza in fondo alla via principale, e già da lontano si può sentire il fragrante profumo che sale da enormi calderoni, che lentamente portano a cottura la polpa di fichi d’India carica di aromi speziati. Una delizia.

Militello in Val di CataniaCome in ogni sagra che si rispetti, anche altri odori impregnano l’aria.
Quello della carne e delle salsicce che sfrigolano sulle graticole, pronte per saltare sui panini appena sfornati e quello degli immancabili formaggi.
Naturalmente i fichi d’India padroneggiano la scena, ma anche le noci, le zucche, le melagrane, creando un felice collage che sa di buono e di natura pulita.

La sfilata dei gruppi bandistici fa diventare la sagra una festa. Osservo i volti delle persone che mi sono vicine e noto che sorridono tutti. La banda educa alla musica e all’allegria!
Sfilano per le strade del paese anche i bambini delle scuole elementari. Indossano il loro primo costume siciliano.
Le bambine si pavoneggiano con quelle lunghe gonne rosse o gialle o verdi e i maschietti si atteggiano già a giovanotti.
Le mamme custodiscono i loro preziosi ”pulcini” creando un recinto ambulante fatto di corda. E loro, i piccoli siciliani, al sicuro, possono sfilare e farsi ammirare.

Militello in Val di CataniaIntorno a mezzogiorno, tra musica, profumo di sagra e quello che proviene dalla finestra di una cucina, dove una sconosciuta massaia sta preparando il pranzo della domenica – un delizioso sugo con la carne, dentro il quale staranno navigando due o tre foglie d’alloro – ecco apparire da lontano i ciuffi di piume colorate della bardatura dei cavalli, che alteri e maestosi trainano i carretti.
Non sono carretti qualunque. Sono mirabili opere d’intarsio e di colore. Sono pagine di storia che come antiche cattedrali raccontano della Passione di Cristo o delle vicende dei paladini. Anche sui raggi delle ruote il racconto continua in un decoro d’arte che li rende preziosi.

Militello in Val di CataniaFortunatamente il nostro tempo, quello dell’usa e getta, non ha scoraggiato gli estimatori e i collezionisti.
Questi provvedono a loro spese alla manutenzione dei carretti e alla cura dei cavalli. Fantastico vederli sfilare.
Anche i piccoli vengono accontentati. C’è il carrettino con l’asinello tutto per loro.

A questo punto, carica di buste con noci, cassatelle e fichi d’India, mi avvio verso il parcheggio… chissà dov’è la mia macchina?
Saluto Militello, le sue chiese e il suo profumo d’autunno.
Eh sì, da noi Militello è famoso, non perché “l’ha inventato” Pippo Baudo, che di questo paese è originario, ma perché è un piccolo scrigno di arte e tradizioni.
Non posso fare a meno di dargli un affettuoso arrivederci!

Questo breve racconto, di una felice e rilassante domenica, vuole essere un invito per tutti i lettori a visitare questo piccolo paesino del sud, magari proprio nel mese di ottobre.

Brunella Li Rosi

 

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