Messina e la sua lettera d’amore

Forte San Salvatore

Messina, città di mare felicemente coronata dai monti Peloritani e bagnata dalle acque vorticose dello Stretto, invita con discrezione a una visita che sarà piena di piacevoli sorprese.

La città, fiorente e attiva prima del disastroso terremoto e maremoto del 1908, è risorta con costruzioni piuttosto basse, molte in stile liberty.
Forse per questa sua caratteristica e per la mancanza di grattacieli nel cuore della città, ho sempre pensato che respirare e guardare il cielo e l’orizzonte a Messina fosse più facile che in altri capoluoghi.

Campanile del Duomo di Messina
Campanile del Duomo di Messina (Foto Vito Manzari – Flickr)

La visita che mi accingo a compiere parte proprio dal cuore di Messina.
Nella vasta e bianca piazza che fronteggia il Duomo, a mezzogiorno il campanile mette in movimento, per dieci minuti, le sue figure dorate.
Il canto del gallo, il ruggito del leone e il canto dell’Ave Maria accompagnano i movimenti delle figure allegoriche e sacre che fanno di questo splendido campanile uno degli orologi astronomici e meccanici più complessi del mondo.

Con il sole o con la pioggia, la piazza si riempie di gente che guarda affascinata in su il roteare dei carri dorati nel carosello dei giorni e delle età e i movimenti delle scene bibliche che culminano con le figure degli apostoli nel racconto della Pentecoste.
Suggestivo il nascere, dal cuore del campanile, del modellino del Santuario di Montalto, luogo più amato dai messinesi, che si alza dalla sua nicchia e si posiziona proprio dirimpetto alla collina dove sorge quello voluto dalla devozione alla Madonna e alla sua Lettera.

La tradizione racconta che la Santa Madre di Dio mandò ai messinesi una pergamena legata da una ciocca dei suoi capelli promettendo la sua benedizione.
Come in tante altre parti d’Italia, è bello leggere tra storia, leggende e feste popolari, un amore sempre vivo per Maria Santissima.

Messina. Festa Madonna Assunta
Fedeli al traino del carro votivo dedicato alla Madonna Assunta

A Messina questa devozione si esprime il 15 agosto in una grandiosa processione-sfilata dove un carro devozionale di grandi proporzioni, viene tirato dai fedeli con grosse funi lungo una via della città.

Il fastoso carro dell’Assunta non ha ruote ma grandi pattini di legno e per farlo avanzare è necessario bagnare la strada con acqua e sapone per agevolarne lo slittare. Davvero emozionante!

Lungo il tragitto si incrociano due altre figure gigantesche che creano un felice incontro tra sacro e profano. Sono quelle di Mata e Grifone, colorati giganti di cartapesta.
Tante le leggende che ruotano attorno a queste mitiche figure. Si sa, la Sicilia è la terra del mito.

Un’altra delle leggende che invito il lettore a conoscere è quella di “Colapesce” il cui magnifico racconto è dipinto sulla volta del Teatro Vittorio Emanuele II.

Teatro Vittorio Emanuele II - Colapesce di Renato Guttuso
Teatro Vittorio Emanuele II – Colapesce di Renato Guttuso (Foto da Sicilpedia.eu)

I pannelli che rivestono il soffitto sono opera dal grande Guttuso e i colori usati per narrare la storia di “Colapesce” sono smaglianti e intensi.
Le sirene, che si dice abbiano il volto delle amanti del Maestro, sono davvero imperdibili.
Il teatro, che conserva ancora molte parti ante-terremoto, è visitabile e il signore molto cortese che accoglie i visitatori, ne racconta la storia oltre le tante curiosità legate all’opera di Guttuso.

Tra i tanti altri monumenti e angoli deliziosi della città che potrebbero interessare il visitatore, suggerisco ancora il Museo Regionale, dove sono conservate opere di Caravaggio e dipinti del grande Antonello da Messina.
Ai più fortunati potrebbe capitare di trovarsi a Messina durante una delle “passeggiate sulle orme di Antonello”.
Concludo il giro della città ai piedi della colonna votiva della Madonna.

Messina. Forte San Salvatore
Forte San Salvatore

Da qualsiasi parte si entri in città, dal mare o dalla terraferma, è ben visibile la colonna posta su quella lingua di terra che ha la forma di una falce (da qui Zancle, l’antico nome di Messina).

Come ben visibile è la scritta in latino che riporta la benedizione della Madonna nella lettera inviata ai messinesi “Vos et ipsam civitatem benedicimus”.
La stele sorge all’interno del Forte San Salvatore, area della Marina Militare.

Questo luogo, veramente suggestivo, è stato restaurato di recente e moltissimi visitatori hanno già potuto ammirare le sale del fortilizio, accompagnati dalla cortese guida di uno dei militari della Marina.

La zona che mi ha colpito di più è sicuramente quella dei camminamenti.
Su una passerella sospesa sull’acqua di mare, che a causa del bradisismo ha invaso le fondamenta, si attraversano le sale dell’antico fortilizio e se ne possono ammirare le volte e l’architettura. Alcune sale sono state adibite a piccolo museo.

Messina. Forte San Salvatore
Sala storica dei Fari della Sicilia

La storia dei “fariè sicuramente una delle sale più interessanti.
Si racconta che furono i monaci basiliani, che per primi abitarono questo lembo di terra che adorna la costa di Messina, a mantenere acceso un fuoco durante la notte, per rendere l’entrata in porto più sicura.
L’esposizione delle varie lanterne che si sono poi succedute fino ai giorni nostri racconta l’evoluzione delle tecniche, sempre più sofisticate, per la segnalazione del porto.

Dopo aver percorso le varie sale, si esce e ci si ritrova proprio ai piedi della stele votiva della Madonna. Mi sono emozionata e anche parecchio.
Avevo sempre visto quell’alta colonna da lontano, dai vari punti della città o dal mare per il tanto andirivieni che tutti noi siciliani facciamo per andare in “Italia”.

È stata una piacevolissima sorpresa sapere che uno dei Corpi Militari dello Stato dà possibilità di toccare con mano” la base della colonna e di ammirare l’interno del suggestivo Forte di San Salvatore, con il suo imponente ingresso e la lunga sfilata di enormi ancore che sembrano accogliere il visitatore con il “presentat’arm”.

Messina. Forte San Salvatore
Camminamento della torre di Sant’Anna

La gita a Messina sta per concludersi e nell’uscire dal forte incontro una comitiva di stranieri.
Mi chiedo se siano i croceristi di una delle enormi navi che fanno sosta nel porto. È possibile.
Ci sorridiamo e non posso fare a meno di augurare loro una buona vista.

Il sole sta per tramontare e la città mi sembra ancora più bella.
Saluto il mio caro amico Daniele Castrogiovanni, messinese DOC, che mi ha guidato nella sua città con la passione e la conoscenza proprie di chi ama la propria terra. Daniele, la tua città sembra fatta di luce. Fai bene a esserne orgoglioso.

Brunella Li Rosi

 

Si ringrazia la Marina Militare per la gentile concessione delle foto del Forte San Salvatore.
Per ulteriori informazioni storiche sul Forte, potete leggere QUI l’articolo del Maresciallo Capo Giovanni Bonfiglio.
È inoltre possibile prenotare la visita inviando richiesta a maridist.messina@marina.difesa.it.