Illusione e realtà

Prima di dedicarmi alle mie attività (siano esse pittoriche, intellettive o sociali), sento la necessità di omaggiare la Terra-madre e riconquistarne il favore. Per questo motivo il mio interesse cade sui soggetti etnici, tribali e primitivi, connotati da un forte legame con le nostre origini e con la natura incontaminata. Il  lontano diventa allora vicino, anzi vicinissimo, e vibra nello spazio del cuore.

Come in un rito sacrificale, rinuncio ad ogni forma di predominio ed arroganza nei confronti dei temi trattati: non resto osservatore  analitico ma mi immergo in essi,  facendomi possedere dalla carica emozionale e dallo spirito che li avvolge, dal loro archetipo. Io divento il soggetto che rappresento, lo vivo e poi lo esprimo con tutto il mio essere, senza il controllo mentale esercitato dal gesto.

Illusione e realtà

“Ciò che tentiamo di afferrare finisce per acquistare altri significati dalla natura di ciò che è.”
Gli schemi interpretativi della nostra cultura costringono la sperimentazione all’interno di schemi, estetici o linguistici, emotivi o razionali: quali essi siano, sono sempre sfaccettature del nostro Io.

L’idea è per noi più importante del fatto. L’immagine, il simbolo hanno maggior valore di ciò che rappresentano: in tal modo creiamo un conflitto fra il reale e la nostra percezione. L’idea è più attraente e soddisfacente, per questo ci aggrappiamo ad essa. Allora l’illusione diviene il reale e ciò che è vero diviene falso: in questo conflitto, tra il cosiddetto reale e il cosiddetto falso, noi restiamo imprigionati. In questa gabbia concettuale non vi è possibilità di divenire, di creare…

Il mio lavoro

Ovvero: ricerca, sperimentazione, istinto, vibrazione.

La ricerca mi ha condotto all’eliminazione di schemi mentali rigidi e modelli precostituiti. Esprimo ciò che non è visibile o tangibile: l’energia, la vibrazione, il calore. La mia sperimentazione è in costante divenire ma ben radicata nel momento presente: la pittura traduce in termini visivi l’emozione del “qui e ora”, di una dimensione senza spazio né tempo.

Le tecniche artistico-pittoriche da me precedentemente acquisite e saldamente interiorizzate vengono miscelate e liberate dal loro fine ultimo, dal conseguimento del risultato atteso, lasciando dominare improvvisazione ed istinto.

Utilizzo tele o tavole in legno su cui “gioco” con materiali artificiali o naturali, anche incompatibili tra loro, per esprimere le vibrazioni che emanano dal soggetto. Attraverso un gioco di contrasti tra dinamismo e staticità, tra casualità e precisione, tento di cogliere l’inafferrabile. Restituisco all’attimo presente la sua essenza, indipendente dalla mia percezione e ragione.

Non ho interesse alla descrizione fedele del soggetto, bensì ricerco la capacità di ricavarne emozioni. Attraverso la sperimentazione riesco a creare effetti nuovi ed inattesi, trame  solide, liquide o aeriformi, sempre impreviste.

Il lavoro sgorga selvaggio e disordinato dal mio “centro”, senza una preventiva pianificazione. I temi sono simbolici o casuali, e costituiscono il racconto del mio percorso introspettivo e spirituale.

 

Il pellegrino

01 – Il pellegrino – Supporto: tavola in pero 80 x 40 – Tecnica: olio, bolo, argento

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo schiavo

02 – Lo schiavo – Supporto: tavola in pero 80 x 40 – Tecnica: smalto, lavabile, acrilico

 

 

 

 

 

 

Tuareg

03 – Tuareg – Supporto: tela 120 x 60 – Tecnica: acrilico, gesso di bologna.

 

 

 

 

 

 

Scontro frontale

04 – Scontro Frontale – Supporto: tavola in abete 80 x 40 – Tecnica: bitume, gesso di bologna, bitume, acrilico.

 

 

 

 

 

 

La portatrice

05 – La portatrice – Supporto: tavola in pero 40 x 80 – Tecnica: smalto, lavabile, acrilico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima guida

06 – La prima guida – Supporto: tavola in  pioppo 40 x 80 – Tecnica: bitume e acrilico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La seconda guida

07 – La seconda guida – Supporto: tavola in  pioppo 40 x 80 – Tecnica: bitume e acrilico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La terza guida

08 – La terza guida – Supporto: tavola in  pioppo 40 x 80 – Tecnica: bitume e acrilico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco Pellerano

 

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