Quando il mare è per tutti i gusti

Fa caldo…
Che cosa c’è di più bello di un tuffo nel blu quando il sole picchia forte?
E poi, è tempo di vacanze.
Coloro che se lo possono permettere scelgono, a secondo dei gusti, il mare o la montagna.
Se tra le preferenze il mare si fosse aggiudicato il primo posto e, se vi trovate già o state per scegliere la Sicilia, giacché di mare ce n’è da ogni lato, potrei suggerirvi alcune mete.
Si sa, il mare quando è pulito è sempre bello. Ma, ci sono dei posti e dei litorali che lo sono in modo speciale. Alcuni sono perle di rara bellezza.
Proviamo a fare insieme il tratto di costa che va da Catania fino all’Isola delle Correnti. Un tratto della costa siciliana orientale, particolarmente ricco di suggestioni, di siti archeologici, di spiagge affollate e di oasi incontaminate.
La SS 114 che fiancheggia la costa e porta da Catania a Capo Passero, renderà questo tratto di un possibile viaggio in Sicilia, luminoso, abbastanza caldo, gradevole da percorrere e spero indimenticabile.

Agnone (Rosaria Privitera)
Agnone (foto Rosaria Privitera)

Partiamo da Catania, la greca Katanè.
Catania ha il privilegio di avere sia una grande scogliera nera, regno dei giovani catanesi e regalo delle eruzioni dell’Etna in epoche passate, che una lunga e larga spiaggia dorata, la Playa.
La Playa, non ha nulla da invidiare a ben più rinomate spiagge. Ma, ai catanesi sembra scontato avere a due passi da casa quel litorale fantastico e forse non si sono curati abbastanza di farlo conoscere in giro. È il loro paradiso estivo e guardano con un po’ di piacevole stupore i tanti turisti che lo stanno scoprendo adesso. Uno sguardo di compassione è riservato ai croceristi. Non perché siano tali! Anzi! Ma perché il tempo che hanno a disposizione è davvero poco. D’altra parte non si può avere tutto nella vita!
Una lunga teoria di stabilimenti balneari, alla portata di tutte le tasche, offre mare limpido e comodi servizi. Tre spiagge comunali assolutamente ben tenute, completano il vasto catalogo di opzioni.
Il mare è di solito calmo, tanto che noi diciamo “è come l’olio”. Nessuna onda disturberà le magnifiche nuotate che potrete fare in quell’acqua tiepida e trasparente. Naturalmente niente surf!
Ma, se amate stare tra la gente e amate il sapore dell’estate, questo è il posto giusto. E se non potete rinunciare a discoteche o serate danzanti, non avrete che l’imbarazzo della scelta.
Da non trascurare l’Etna che, tra una fumata e l’altra, sovrasta placidamente le vacanze dei catanesi e dei turisti. Ditemi voi se è poco!
Vi ricordate di quella canzone cantata dal gruppo italiano Tropicana? A volte mi pare di essere dentro quella musica dell’ottantatré, ma senza nessuna esplosione atomica. E con un po’ di fortuna, una bella e innocua eruzione vulcanica di un paio di giorni, l’atmosfera dell’estate catanese prenderà alla lettera il ritmo colorato e allegro di quella melodia.

Ma, proseguiamo lungo l’itinerario. Procedendo verso Sud si costeggerà la Riserva Naturale dell’Oasi del Simeto, il più grande fiume della Sicilia, dalle acque nervose e veloci. Questa zona incontaminata e molto delicata è sotto la stretta sorveglianza dell’Ente parco. I naturalisti potranno bearsi nell’ammirare la fauna e la flora, ricca e particolare. A me piacciono i gigli che crescono spontanei vicino al mare.
Non capita spesso di vedere sbocciare fiori lungo una spiaggia dorata e morbida che sembra borotalco. Nei pressi della foce, se siete fortunati, anzi molto fortunati, vedrete scintillare al sole qualcosa di giallo. È l’ambra del Simeto.
La più preziosa che esista. Pensate, nelle esclusive creazioni orafe è spesso contornata da diamanti neri. Il luccichio dei brillanti e l’ovattata eleganza del giallo si armonizzano in splendidi e costosissimi gioielli.

Di nuovo la statale 114. Il piccolo fiume San Leonardo, non potendo vantare la portata del Simeto che scorre parallelo a qualche chilometro di distanza, vuole anche lui un motivo di cui gloriarsi.
Il colore delle sue acque. Azzurro intenso.
Il suo letto argilloso dona all’acqua che scorre lenta il suo colore particolare.
Una curiosità: qualche anno fa, cercando una carta da parati che fosse di un azzurro intenso, per far capire subito al commesso, spiegai che la volevo del colore del San Leonardo. Ci siamo intesi subito.

Agnone Bagni (foto Diego Scolari)
Agnone Bagni (foto Diego Scolari)

Di nuovo in macchina. Dalla foce del fiume San Leonardo fino ad Agnone Bagni un susseguirsi di villaggi marini, che hanno assunto dimensioni di piccoli paesi. Le spiagge sono una più bella dell’altra e sono tutte libere.
Agnone Bagni sbarra felicemente la strada a chilometri e chilometri di spiaggia.
Se le amministrazioni comunali avessero saputo sfruttare meglio i doni che la natura ha elargito a questa terra di Sicilia, le sorti di questa regione e di questo Borgo sarebbero state ben diverse. Qui la spiaggia è scura e la sabbia non è sottile e impalpabile come quella della Playa. Camminandoci sopra si ha la sensazione di un piacevole massaggio. Il mare è, come al solito, magnifico. Ma, quello che c’è di straordinario è il panorama.
Sdraiati sulla sabbia o nuotando vedrete alla vostra destra il primo promontorio roccioso, che blocca alla sabbia il suo lungo corso prima di riprendere dopo Siracusa, e alla vostra sinistra le spiagge che schiariscono di colore fino a diventare dorate nei pressi di Catania. Vedrete tutta la città affacciata sul mare arrivare sulle prime alture del grande vulcano e tutto il suo grande golfo. Mentre l’Etna svetta glorioso e fumante come sempre. Certi posti sono talmente belli che è impossibile descriverli con le parole. Agnone Bagni è uno di questi.

Agnone (foto Rosy Mugno)
Agnone (foto Rosy Mugno)

E adesso scogliere. Ma, prima di imboccare nuovamente la statale, raccomando una sosta al “Pane condito”. Pane vero, olio vero, condimenti abbondanti e veri anche questi.
Catena Fiorello, nel suo ultimo libro ne fa una particolareggiata e veritiera descrizione.
Ho mangiato quel pane sabato scorso. Ha ancora il sapore di quand’ero una ragazzina.
Quel pane ha fermato il tempo.

Sazi e soddisfatti riprendiamo la strada. Brucoli e Augusta meritano senz’altro una visita. Anche approfondita. A Brucoli troverete il fascino di un antico borgo di pescatori con le case affacciate direttamente sul mare per posteggiare meglio la “barca”. Molte di queste case sono state abbellite dai murales, che portano tutti una firma: Vittorio Ribaudo.
Un pittore del luogo che ha saputo interpretarne l’anima. E poi Augusta costruita su un’isola, con i suoi ponti spagnoli e le sue chiese barocche.  Ma adesso ho voglia di mare e mi limito a suggerire soltanto un’altra cosa, che è davvero una rarità. Ad Augusta c’è ancora, ed è stato restaurato da un’associazione di volontari, l’unico Hangar per dirigibili, costruito durante la prima guerra mondiale, ancora esistente in Europa. Il suo gemello costruito in Puglia è andato distrutto. Provate a entrarci dentro! Si ha la sensazione di essere una formica. Di quelle piccole piccole, per giunta!

Brucoli (foto Marco Ossino)
Brucoli (foto Marco Ossino)

Ma ritorniamo al mare. Se amate i fondali o fare pesca subacquea, maschera, pinne e boccaglio sono indispensabili. Distese praterie di Posidonia in un mare limpido e ancora ricco di fauna ittica è pronto per essere ammirato. Attenzione all’entrata in acqua. La popolazione di ricci marini qui è ancora tanto numerosa.
Sono buonissimi… da mangiare. Non altrettanto se ci mette un piede sopra.
Ma, se siete accorti, potete raccoglierne in abbondanza (50 il limite massimo per la pesca in apnea, non sono mica pochi!) e imparerete a distinguere il riccio maschio da quello femmina (maschio nero lucido e femmina marrone scuro).
Dopo averli aperti con cautela, qualche goccia di limone spremuto dentro e un cucchiaino per raccoglierne le gustosissime uova, vedrete che possono stare alla pari del caviale più pregiato. Inutile ricordare che i maschi non hanno uova e vanno subito ributtati in mare…
Gli spaghetti con le uova di riccio di mare sono una delle specialità della zona. Come si fa a dire di no?

Proseguendo verso Sud, quando la scogliera da nera diventa bianca, potrete “ammirare” lo scempio che è stato perpetrato ai danni di un tratto di costa che senz’altro era di una bellezza sconvolgente. Ebbene, in nome di un progresso che non ha mai portato, in nome di una ricchezza di cui non si è vista nemmeno l’ombra, si è provveduto con criminale costanza a creare un centro di raffineria del petrolio, che continua ancora a emettere i suoi pestiferi odori e i suoi invisibili veleni. L’ottusità di certa classe dirigente ha devastato quella rara scogliera bianca che avrebbe potuto accogliere una fascia enorme di turisti e viaggiatori che si reca a Siracusa. Il bellissimo sito archeologico di Megara Iblea è rimasto soffocato dalle ciminiere. Tanto sviluppo vero e tanto potenziale turismo bruciato da quelle spudorate ciminiere! Scusate questo mio piccolo sfogo ma, mi fa una rabbia che non vi dico!

Siracusa (foto Giuseppe Resca)
Siracusa (foto Giuseppe Resca)

Per fortuna Siracusa si raggiunge presto. Il suo magnifico teatro greco, la tomba di Archimede, l’orecchio di Dioniso, l’Isola di Ortigia, la fonte Aretusa, la Giudecca, e tante alte bellezze, allargano il cuore.
Perdetevi tra le strette viuzze del centro storico in tutta tranquillità. E non mancate di assistere a una delle rappresentazioni classiche, se siete nel periodo giusto.
Insomma, a Siracusa respirerete la storia.
Lungo il fiume Ciane, un Nilo in miniatura, navigherete tra i papiri veri, unico esempio fuori dall’Egitto.
Dalla riserva naturale del parco del Plemmirio il litorale è di nuovo sabbioso, alternato felicemente a brevi scogliere. Fontane Bianche è tra le prime spiagge. Sabbia quasi bianca, mare trasparente.
Entrando in acqua e smuovendo la sabbia sottile sotto i piedi capirete perché si chiama così. Acqua dolce di fonte sgorga sotto il mare. Sentirete la differenza di temperatura. L’acqua del mare è molto più calda.

Un’altra piccola curiosità. Nei pressi del sito archeologico dell’Eloro, c’è una delle spiagge per nudisti della Sicilia. Convivono pacificamente con altri bagnanti con il regolamentare costume da bagno. È una spiaggia bellissima e poco affollata, dove i “nudi” ignorano quelli con il costume e viceversa.

Per chi ama la natura così com’è, ecco l’oasi faunistica di Vendicari.
Il mare fa da padrone, tanto è bello e cristallino ma, se vi trovaste a venire non mancate di fare una visita all’antica tonnara e al suo piccolo museo. Sono sicura che la spiegazione che riceverete dal personale addetto colpirà anche voi. Vi racconteranno di come i tonni erano catturati e condotti dentro la tonnara ancora vivi per poi passare a miglior vita dentro alla camera della morte e poi… sott’olio.
L’oasi è posto di sosta per tanti uccelli migratori. Colonie intere di fenicotteri rosa, tanto belli da sembrare finti e messi lì per dare un tocco di colore, mi fanno pensare di essere dentro ad una soap opera degli anni passati.
Direi che birdwatching non può mancare.

Marzameni (foto Alfredo Di Giorgio)
Marzameni (foto Alfredo Di Giorgio)

Nel silenzio di questi luoghi incontaminati e protetti, e con po’ di coraggio e resistenza, avviatevi verso Calamosca. Una sana passeggiata sotto un sole davvero tosto sarà ripagata profumatamente.
Ecco: una piccola baia di sabbia finissima racchiusa da due costoni rocciosi.
Uno scrigno.
La vedrete dall’alto e sono sicura che accelererete il vostro passo. Tanto ormai sarete in discesa!
Non commettete l’errore di non portare con voi una buona scorta di acqua, panini e frutta. Indispensabile un piccolo ombrellone. Quando calerà la sera, lascerete quel posto a malincuore.

E poi Avola e i suoi mandorleti, la spiaggia di Noto Marina, il piccolo borgo di Calabernardo, la deliziosa Marzamemi, un posto unico, prediletto da registi importanti per tante scene dei loro film.
Un battello dal fondo trasparente vi porterà sul punto preciso, dove una nave romana fece naufragio, regalando al basso fondale il suo prezioso carico. Un paio di colonne romane che la sorte ha voluto adornassero il mare di Marzamemi.

Isola di Capo Passero (foto Piero Caruso)
Isola di Capo Passero (foto Piero Caruso)

E poi, Capo Passero. La punta estrema della Sicilia. Adorna di piccole dune sabbiose e della rara palma nana che cresce spontanea facendo volare il pensiero al di là del Mare Nostrum. Qui, secondo il parallelo, siamo più giù di Tunisi. Il sole e la temperatura ce lo ricordano.  Ma, facendo il bagno toccherete con il vostro corpo i due mari che s’incontrano, lo Ionio e il Mediterraneo.
Consiglio di spingersi con una barca di pescatori, fino all’Isola delle Correnti. Se avete tempo, passateci l’intera giornata.
I pescatori verranno a riprendervi all’ora da voi stabilita. Spalmatevi addosso buone dosi della rara argilla bianca e gialla. Una fantastica cura di bellezza per la pelle. Per un po’ di tempo sarà liscia e compatta come quella dei diciottenni.

Ci siamo fatti compagnia lungo questo tratto di costa per un itinerario non proprio “classico”. Ma, questa è la Sicilia vera, ricca di contraddizioni e di bellezze. Spero sia piaciuto anche a voi seguirmi tra le spiagge dell’estate siciliana.
Cari amici ci lasciamo qui, nel lembo estremo di questa terra fatta di luce e di sole.
Vi ho suggerito soltanto dei piccoli appunti per un possibile viaggio.
Il resto è bello farlo da soli. Ci si sente esploratori.
Non mi resta che augurarvi BUON VIAGGIO!

Brunella Li Rosi

I racconti di Brunella Li Rosi pubblicati su L’uomo con la valigia

Aci Trezza, a pochi chilometri da qui
Sua Maestà l’Etna
Un viaggio tira l’altro