Cosa vedi dalla tua finestra?

Schliengen - Germania

Che domanda strana, insolita, eppure semplice, spontanea.
Così mi si è rivolto un caro amico qualche giorno fa, all’inizio di una piacevole telefonata.
Non il classico e ormai un po’ superato “Pronto!” (chissà poi cosa significa davvero… chi è pronto? per cosa si è pronti?) né tantomeno il sempre più diffuso “Dove sei?”, creatura dell’epoca del telefonino colpevole di aver soppiantato il più affettuoso “Come stai?”, quasi come se oggi la nostra posizione geografica, fisica, fosse più importante della nostra salute, del nostro stato d’animo.
“Cosa vedi dalla tua finestra?”.

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Schliengen – Germania

Che bella domanda, che sentimento ricco di curiosità e attesa si porta dentro: un desiderio di racconto, di sguardo sul mondo che ci circonda, di viaggio attraverso di esso.
E così anche chi l’ascolta diviene protagonista del suo stesso sguardo, della sua stessa memoria, della vista che una finestra percorsa da fiocchi di nevischio può a malapena nascondere.
La finestra che ciascuno di noi ha nella propria stanza, nel proprio ufficio o anche semplicemente nella propria mente, si manifesta come palcoscenico per ciò che ci circonda, per la realtà che muove intorno a noi: ce ne sentiamo a volte protetti, a volte costretti. La finestra è barriera e anche trasparenza.
Cosa vedo dalla mia finestra? Il mondo che mi aspetta.
Il viaggio nel 2013 è cominciato, ci sono un sacco di cose da raccontare e da condividere.

 

Emanuele Paolo Valente
Nato a Savona nel 1981. Appassionato di scienze umane e cose del mondo, praticante di corsa in montagna e ciclismo, viaggiatore per necessità e scelta di vita.