Catania, la città di Agata

Catania, Sant'Agata in processione
Sant’Agata (© Giuseppe Lo Presti)

A Catania la natura non ha negato nulla. Un grande golfo, che mitiga il calore dell’estate e i rigori dell’inverno. Un vulcano, l’Etna, che certe volte pare così vicino che quasi si tocca e spesso e volentieri illumina di rosso le notti. Dintorni deliziosi come Zafferana e Acireale. Spiagge fantastiche di sabbia sottile e nere scogliere a due passi dal cuore della città. Una tradizione culinaria d’eccellenza. E infine il teatro, grande passione della maggior parte dei catanesi che ha la sua massima espressione nel Teatro Massimo Bellini.

Inaugurato nel 1890 con “Norma”, opera del Cigno di Catania Vincenzo Bellini, ricordato con una statua nell’elegante foyer, il Teatro garantisce un’emozione unica al varcare della sua soglia. I cristalli che riflettono le luci sui tappeti rossi e gli eleganti e decorati ordini dei palchi, fanno di questo tempio della musica dall’acustica assolutamente perfetta, un luogo da amare.

La piazza del Teatro Bellini è uno dei luoghi prediletti della movida catanese. Migliaia di giovani, a tarda sera, sbucano da tutte le parti, affollano i tanti locali e pub della zona ed è una gioia, per chi non ha più l’età da movida, vedere tanto movimento e tanta gioventù in giro.

In via Cardinale Dusmet vorrei segnalare una vera chicca, il Teatro dei Pupi dei fratelli Napoli. Le gesta di Orlando, Paladino di Carlo Magno e di Angelica, rivivono nei pupi catanesi e agli spettatori, seduti sulle panche, non rimane che applaudire uno spettacolo veramente fuori dall’ordinario.

Catania, Piazza Duomo
Piazza Duomo (© gnuckx/Flickr)

E poi il Duomo. Il ricco barocco della facciata della cattedrale, con i suoi stupendi giochi di pietra bianca e di pietra nera, è opera di Giovanni Battista Vaccarini ed è suo anche l’obelisco al centro della Piazza sul quale collocò un elefante di pietra lavica, diventato simbolo della Città, il “Liotru” nel dialetto catanese.
Su quell’elefante la fantasia del popolo ha ricamato una suggestiva leggenda.

La piazza dà il meglio di sé la sera, quando luci, sapientemente disposte, ne illuminano i particolari più belli, come l’angolo della Fontana dell’Amenano, detta “dell’acqua a linzolu”, dell’acqua come un lenzuolo, perché l’acqua scende dritta come un telo, lasciando intravedere tra le sue trasparenze il mercato del pesce che si svolge dietro alla fontana, appartato e vicino, al centro pulsante della città.

Da piazza Duomo parte la lunga via Etnea, tra due ali di palazzi settecenteschi. È bella da vivere questa lunga ed elegante via per i suoi negozi, i suoi caffè, i suoi colori e l’Etna che fa capolino tra un palazzo e l’altro.
Lungo questa strada a febbraio viene portato in processione il fercolo di Sant’Agata e tutti i catanesi si stringono in un abbraccio di fede e devozione attorno alla loro concittadina più illustre.

Sant’Agata è un avvenimento eccezionale per proporzioni e per magnificenza. Nessun catanese potrebbe rinunciare a vedere l’amata Patrona e molti sono coloro che, emigrati, ritornano a Catania proprio in occasione della festa e Sant’Agata, in processione lungo le vie della città, sembra concedere un sorriso e un saluto a ognuno dei suoi concittadini.

Catania, Manifestazione contro il femminicidio
Manifestazione contro il femminicidio (© Davide Giuffrida)

Catania non è solo tradizione, bellezza architettonica e paesaggistica, è anche innovazione.
La crisi qui colpisce forse più che altrove, ma l’inventiva e la creatività della sua gente non sono legate da nessuna catena.
Marella Ferrera, Carmen Consoli, Franco Battiato, Mario Biondi, sono tra i tanti talenti di questa terra e tra questi Liliana Nigro, docente presso l’Accademia di Belle Arti, persona di idee geniali e coinvolgenti, come quella di organizzare una sfilata di studenti del corso di laurea vestiti con i colori della bandiera italiana per celebrarne l’anniversario, oppure in abiti rossi, lungo la via Etnea, per protestare contro il femminicidio.
E che dire de “i vestiti di Sant’Agata”, gli abiti con i colori del martirio del sangue e della lava del vulcano, che hanno vestito la Santa e che ora sono conservati presso il Museo Diocesano.
Secondo me la sua creazione più bella e sono sicura che anche Sant’Agata li avrà graditi molto!

Catania, Via San Giuliano
Via San Giuliano (© gnuckx/Flickr)

Catania è questo e tanto altro, come gli scavi in pieno centro dell’Anfiteatro Romano.
E poi sparsi per la città il Monastero dei Benedettini, le ville e i palazzi nobiliari oggi sedi delle varie facoltà universitarie e dove sono state effettuate le riprese del film “I Viceré”, i palazzi e le chiese di Via Crociferi dove sono state girate alcune delle scene di “Storia di una capinera” e il Castello Ursino, fondato da Federico II di Svevia.
Insomma, una visita a questa città non può lasciare delusi l’occhio e il cuore del visitatore.

E per concludere il vostro soggiorno a Catania, suggerisco una passeggiata lungo la scogliera di Ognina e al suo piccolo borgo di San Giovanni Li Cuti (pensa un po’, un paesino dentro una città!), avrete la sensazione di portarvi quel sole e quel mare a casa vostra con i vostri ricordi!

Brunella Li Rosi

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sera del 3 lgo (1)

 

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