Una notte al museo…

Terra e fuoco

No, non vi voglio parlare di quel famoso film!
Direi che c’è di meglio. Per esempio passare una notte, o anche di più, in un albergo che è davvero un museo.
Mettiamo che – sulla riva di un mare azzurro e cristallino, su una costa smagliante di palme e buganvillee, costellata di paesini che hanno saputo catturare il tempo e conservare l’originaria freschezza e cordialità nei rapporti umani, sullo sfondo un massiccio roccioso tutto da scoprire e una vallata disseminata di sculture enormi e solitarie che sembrano cadute dal cielo come meteoriti – esistesse davvero.
Non vi verrebbe voglia di sapere dove si trova questo luogo?
Se da qualche parte sulla terra c’è o è la fantasia di chi scrive che gli sta dando corpo e anima?
Ebbene, preparate le valigie! Si parte con il primo volo o con il primo treno o come vi pare! Dipende da quanto abitate lontano da Castel di Tusa.
Provo a farvi “vedere”.
Il mar Tirreno che bagna la costa Nord della Sicilia, invita con il colore dell’acqua e la gradevole temperatura, naturalmente in estate e se siete molto temerari in qualsiasi stagione, a lunghi bagni e nuotate. L’abbronzatura non è un problema. I giorni di sole splendente sono davvero tanti. Spiagge e scogliere tutte lì, a disposizione di chi ha tempo e voglia. Una spiaggia, in particolare, è a due passi, dico due, dall’albergo più “artistico” che esista.
Poi i paesini disseminati sul grande massiccio roccioso delle Madonie, un lungo elenco di luoghi che senz’altro vale la pena di conoscere, da Pollina a Castelbuono, alle Petralie, Soprana e Sottana, a Gangi.
Lungo la costa in direzione Messina, Santo Stefano di Camastra. Un piccolo paese che ha fatto della lavorazione della ceramica il suo campo di forza.
Il fiore di cappero ne è l’emblema e a esaltare la bellezza di questi fiori selvaggi bastano tre colori: il bianco, il rosso e il blu.
In direzione di Palermo, a breve distanza, Cefalù.
Ma ritorniamo a Castel di Tusa. Al suo albergo e alla Fiumara d’Arte.

Atelier sul mare
Atelier sul Mare

Antonio Presti, che amo definire “l’ultimo principe”, ha voluto consegnare a chi insegue l’arte intesa come purezza e bellezza, una serie di grandi sculture che segnano un percorso che partendo dal mare prosegue lungo l’antica fiumara di Tusa tra il grande massiccio delle Madonie e i monti Nebrodi.
La prima scultura appare a Santo Stefano di Camastra, lungo la costa. Una grande finestra blu, aperta su spazi infiniti, è dedicata a un poeta scomparso (Tano Festa).
Proseguendo sul letto del fiume Tusa un’altra grande scultura e così via.
Le opere monumentali di grandi artisti, come Hidetoshi Nagasawa, Italo Lanfredini, Paolo Schiavocampo, Pietro Consagra, tracciano una via tutta da scoprire.
Per chi ama camminare è il posto ideale. Le sculture possono essere raggiunte a piedi. Per tutti gli altri l’auto sarà un valido aiuto.
Pettineo, Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo e i boschi e le valli, giustificheranno sicuramente un viaggio da queste parti.

Terra e fuoco
Terra e Fuoco

E poi, l’Atelier sul Mare.
Quantificare in stelle questo tipo d’albergo – che nel senso stretto non è un albergo, ma un museo – credo non sia possibile e nemmeno utile. Molte stanze di quest’insolito posto, anzi unico, sono state “arredate” da artisti tra cui si annoverano Maurizio Machetti, Paolo Caro, Fabrizio Flessi.
Il concetto di fruizione dell’arte qui diviene totale. Sarà l’ospite a vivere e interpretare l’arte nella stanza che sceglierà.
“L’ultimo principe” Antonio Presti ha concesso a me e a tanti altri di poter visitare tutte le camere.
La regola di questo singolare albergo, infatti, prevede che dopo le dodici, tutte le camere siano lasciate per un’ora dai “fruitori d’arte” che vi hanno passato la notte, in modo da dare a tutti gli ospiti dell’Atelier sul Mare la possibilità di poterle visitare.

Hamman
Hamman

Io ho provato stupore. Non perché le camere fossero belle, e belle lo sono davvero, ma perché vi ho letto la nostra storia contemporanea. L’arte, quella vera, ha questa strana capacità.
Esprime il mondo con quanto accade e lo ferma nel tempo, con la materia che diventa opera d’arte, per poi superarlo con l’idea che fa rappresentare alla materia stessa. Nel linguaggio artistico vi è una strada che conduce direttamente alla bellezza pura, che non è solo astrattismo, ma è piuttosto l’intuizione che dal caos è possibile uscire liberando i pensieri e purificando lo spirito da ogni convenzione. È come se l’artista, nel momento dell’ispirazione, avesse la possibilità di guardare oltre. Oltre il quotidiano, oltre le apparenze, oltre la storia.
E non potendo tenere per sé l’esperienza del “veramente grande”, la dona a chi vuole seguirlo nella magnifica avventura di un viaggio oltre tutto ciò che è.
Nell’opera d’arte l’artista traccia una via verso il futuro.
Perdonate queste piccole divagazioni metafisiche, ma vedrete che, dopo aver visitato Fiumara d’Arte e l’Atelier sul mare, verranno spontanee a chiunque.

Stanza dei portatori d'acqua
Stanza dei portatori d’acqua

Le camere museo hanno tutte un filo conduttore. L’acqua. E tutte hanno un nome come se fossero dipinti o statue. Ne voglio citare alcune.
Incominciate a viaggiare attraverso le parole che costruiscono il sogno… la Bocca della Verità, Il Nido, Mistero per la Luna, Linea d’Ombra, Energia, Su Barca di Carta d’Imbarco, La Stanza del Profeta, Trinacria, La Torre di Sigismondo, La Stanza della Pittura, Sogni tra Segni, Terra e Fuoco, La stanza del Mare Negato, Portatori d’Acqua, Lunario, Hammam, Doppio Sogno, La Stanza dell’Opra…
Ma l’attività de “l’ultimo principe” mecenate non si ferma mai e allora ecco trasformare in esposizioni di quadri e sculture una delle sale del pianterreno.

Il rito della luce
Il rito della luce

E poi i riti della luce, un appuntamento di rara suggestione.
Il 21 giugno qui si danno appuntamento poeti e artisti che, con le rime e il bianco degli abiti, salutano la luce nel giorno del solstizio d’estate ai piedi della Grande Piramide.
La Grande Piramide, ultima grande scultura di Fiumara d’Arte, domina la valle e il mare, adorno delle Isole Eolie, facendo divenire terra e acqua un luogo incantato, dove l’immagine che l’artista ha del presente si trasforma in speranza di futuro di luce e di purificazione.
“La bellezza salverà il mondo” ha fatto dire a uno dei personaggi nel suo romanzo più bello, Dostoevskij.
Quando la luce del solstizio inonderà la Piramide posta esattamente sul 38° Parallelo, la poesia, la musica e l’arte tutta voleranno insieme incontro alla conoscenza, fonte di bellezza e di pace.

Brunella Li Rosi

 

Fiumara d’Arte – Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli

 

I racconti di Brunella Li Rosi pubblicati su L’uomo con la valigia

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