I mille colori di Venezia

Maschere del Carnevale di Venezia - Luomoconlavaligia.it

È pungente l’aria che accarezza la pelle sul vaporetto diretto verso Piazza San Marco.
L’andatura non è troppo decisa, il traffico nella laguna abbastanza intenso.
A pensarci è anche un buon modo per prendere distanza da certi angoli della città che, per essere ammirati dalle rive, farebbero alzare gli occhi e contorcersi un po’.

Maschere del Carnevale di Venezia - Luomoconlavaligia.itÈ febbraio, l’aria carica di umidità e di salsedine detta le sue condizioni, ma siamo consolati dall’aspettativa, dall’attesa della magia che ci attende.

Visitare Venezia è sempre un’esperienza meravigliosa, ma ogni anno, chi giunge in questo periodo nella città lagunare assiste a una vera e propria messa in scena di un’opera sull’acqua, una sorta di spettacolo teatrale itinerante, che ha il suo centro in Piazza San Marco: lo storico Carnevale.

Sono trascorsi oramai quasi mille anni dal primo documento in cui si ha notizia di questa manifestazione, ma l’emozione che si respira tra le calli è sempre la stessa, così come l’enorme afflusso di visitatori.
È come se l’euforia salisse al ritmo dell’acqua che caratterizza la città, impercettibilmente ma costantemente, senza fretta ma senza sosta.

Assistere al Carnevale è un po’ come partecipare a una grande sfilata: figuranti che scorrono in parata per le calli veneziane con costumi e maschere di ogni colore si fermano negli angoli più pittoreschi, su ponti, sotto portici, nei pressi dei caratteristici pontili in legno della laguna per farsi immortalare in un istante di magia negli scatti di turisti e fotografi più o meno esperti accorsi da ogni parte del mondo.

Singole maschere posano atteggiandosi davanti a occhi e obiettivi, alcune di loro in coppia creano scenografie romantiche, altre sfilano in gruppi che aprono la folla al loro passaggio.
Abiti rosa, rossi, viola, verdi, azzurri sembrano volteggiare come stelle filanti nell’aria.

Maschere del Carnevale di Venezia - Luomoconlavaligia.itAnche gli artigiani veneziani danno il meglio di sé mettendo in mostra i loro preziosi manufatti.
Vagando tra gli stretti vicoli della città si trovano numerose botteghe che espongono maschere di ogni forma, dimensione e colore, da acquistare e portare via come piccolo ricordo di questa caleidoscopica manifestazione.

Lungo le rive della laguna, dove i vicoli diventano meno angusti e si respira aria di mare, si possono ammirare artisti amatoriali che vendono acquerelli e dipinti a olio di qualità superlativa.

La giornata veneziana trascorre veloce tra un’attrazione e l’altra, e con l’approssimarsi del tramonto le maschere convogliano tutte in Piazza San Marco per un’unica, grande magia a chiusura della scena.

La flebile luce del tramonto invade la laguna donandole mille sfumature di arancio e di rosa e le maschere, stremate da una lunga giornata su tacchi alti e costumi scomodi, posano in onore dei visitatori lambite da questa atmosfera romantica.
Le luci calde della laguna disegnano i contorni dei loro volti e animano i loro costumi di migliaia di riflessi, piccoli luccichii della dimensione di un coriandolo la dove è posata una gemma.

Pian piano la città si svuota, lunghe file di turisti si approssimano ai vari pontili in attesa del vaporetto con il quale avrà inizio il rientro verso casa. L’aria è ancora fredda sulla pelle, forse più di quella che ci ha accompagnato al mattino ma non ci prestiamo attenzione, distratti come siamo dal ricordo della giornata appena conclusa e nella testa la domanda di come possa la natura, nelle sembianze di tronchi d’albero, sorreggere da secoli così tanta maestosità.

Romina Fiaschi
www.rominafiaschi.wordpress.com
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