Guatemala, paradiso (non ancora) perduto

Azzurre, bianche, gialle. Grappoli iridescenti di farfalle scolpite da lame di luce pendono dai rami. Intrichi di alberi, steli, foglie proteggono il quetzal, l’uccello misterioso che solo pochi hanno visto.

480115_10200829092962688_1425539280_n copiaProcedi con stupore crescente fra palme altissime mentre dal folto ti scrutano cento occhi di animali, alcuni dei quali poco noti in Europa: tepezcuintle, armadillo, pisotes, iguana, scimmia urlatrice, gatti del monte, giaguaro e indovini la presenza fra le Ceibe plurisecolari del tucano dall’enorme becco giallo.

Cascate di orchidee dalle delicate sfumature e dai colori sempre nuovi pendono a grappolo dai rami.
E poi i pappagalli dalle livree sgargianti di seta verde che a stormi volano con movimenti incredibili: regno dell’armonia assoluta, sogno ad occhi aperti, giardino incantato. Tesori che l’antichissima foresta del Guatemala racchiude, più preziosi del diamante. Perché pulsanti di vita e bellezza.

Padre Angelo Belloni non trattiene l’entusiasmo parlando del suo Guatemala e dei progetti cui si dedica per offrire cure e assistenza ai bambini malnutriti guatemaltechi.

DSCN0221(1) copiaNel mio primo viaggio del 2004 è stato amore a prima vista, per quella gente gioviale, accogliente, nonostante le sofferenze patite nella guerra ultratrentennale. Gente capace di condividere con te una tortiglia con fagioli e un uovo, anche nelle peggiori condizioni. 

In molte zone del Peten si vive ancora al lume delle candele: l’elettricità non è mai arrivata, né il telefono, né l’acqua potabile. Mentre una cosa abbonda: la “Pepsi Cola” che gli Americani hanno introdotto ovunque, propinata anche ai bimbi al posto del latte con disastrose conseguenze.

La popolazione attuale è immemore degli antichi trascorsi, l’eco del passato glorioso dei Maya che proprio nel Peten avevano creato una grandiosa città stato, riscoperta nel primo Novecento e divenuta una delle attrazioni archeologiche a livello mondiale.

Miseria, violenza e disgregazione sociale provocano uno smarrimento drammatico per non parlare della vendita dei bambini e della prostituzione minorile… cose terribili, viste con i miei occhi.

Guatemala4Combattiamo contro povertà endemica, denutrizione che proprio nel Guatemala determina il tasso di mortalità infantile più alto dell’America Latina. Il contrasto tra la straordinaria bellezza dell’ambiente naturale, il retaggio Maya e la precarietà delle condizioni di vita attuali mortifica. Ma come è scritto nella Bibbia, il bello e il buono sono un unico concetto per cui occorre che tale discrasia cessi in favore del bello che è anche buono.

Già dopo il primo viaggio pensai di fare qualcosa per quella gente. Nacque così “Una stalla a Dolores per produrre, lavorare e distribuire latte un progetto che si è sviluppato nel tempo con la creazione di nuove strutture ora totalmente affidate a gruppi di “ganaderos” (allevatori) e “campesinos” (contadini). 

2011-02-08 (35)Nel 2009 fu la volta del progetto “Vacca gravida per famiglia” un modo per corresponsabilizzare e offrire sostegno alle mamme sole las mujeres solteras”.

Siamo tutt’ora impegnati nell’acquisto di altro bestiame, nel sostegno economico del complesso educativo-sanitario delle Suore di Sant’Elena e di Poptun nel Peten, oltre che nella scuola per insegnanti del metodo Braille ai bambini non vedenti.

Abbiamo chiesto a Padre Angelo quando sarebbe tornato in Guatemala.

A gennaio del 2014. C’è tanto lavoro da fare laggiù e tanti progetti in cantiere. Lo sguardo di un bimbo sofferente merita il nostro impegno. Per questo lottiamo.

Mario Paluan

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Puoi contattare padre Angelo angelo.belloni@gmail.com per avere indicazioni e suggerimenti per un viaggio alla scoperta del Guatemala e delle sue meraviglie.

Per conoscere le iniziative dell’associazione vai su “Aiuto bambini terzo mondo”.