In viaggio con il bebè

Fiocco azzurro o rosa, un nuovo arrivo in famiglia rappresenta sempre un’emozione intensa e totalizzante, che soprattutto all’inizio richiede un periodo di “assestamento” per capire come gestire ogni cosa a sua misura. Fra gli aspetti più temuti da mamma e papà ci sono sicuramente i viaggi, da organizzare nei minimi dettagli dalla meta finale al mezzo di trasporto, dalla pappa alla nanna: in realtà, dopo i primi dieci giorni di vita (quelli più delicati), i neonati possono affrontare qualsiasi spostamento, a patto di trovare le condizioni necessarie al loro confort.

In auto, treno o aereo
Se le condizioni climatiche all’interno dell’abitacolo sono favorevoli, non esistono controindicazioni per i viaggi in auto. L’importante è viaggiare nelle ore più temperate della giornata, prevedere una sosta ogni volta che il neonato deve essere alimentato (ma in generale ogni due ore circa), posizionare l’auto all’ombra durante le pause e rispettare tutte le regole del Codice della Strada per un viaggio in assoluta sicurezza. Il bebè deve essere alloggiato nel suo “ovetto”, conforme alla normativa europea, opportunamente fissato al sedile e rispettandone le regole di installazione per consentire la massima protezione in caso di urto.

Un’altra soluzione comoda è il treno, dove c’è spazio per muoversi, passeggiare e
collocare il passeggino o l’ovetto in caso di necessità, ma – se strettamente necessario – il neonato può anche prendere l’aereo, seppure questo mezzo lo sottoponga a uno stress dovuto a eventuali sbalzi di temperatura e di pressione, a luce e rumori che possono disturbarlo, alla maggiore possibilità di contrarre infezioni respiratorie.

Dove andare
Mare, montagna o campagna: non esiste un luogo migliore di un altro per trascorrere le vacanze con un neonato di poche settimane. Ovviamente, nel caso di una località marina, è fondamentale garantire al piccolo di casa le condizioni climatiche più adatte, che implicano passeggiare nelle ore più fresche, sostare in ambienti temperati e arieggiati, evitare l’esposizione diretta ai raggi solari, soprattutto nelle ore centrali della giornata, ma anche scegliere stabilimenti ben attrezzati per la tranquillità dei genitori e la salvaguardia dei piccoli.

Ad altezze non troppo elevate (superiori a 2000/2500 metri), la montagna può essere un altro buon compromesso, viste le temperature miti, ma è preferibile sceglierla quando il soggiorno consente un periodo sufficientemente lungo da permettere quei fisiologici adattamenti richiesti dal cambio di altitudine e, dunque, di pressione atmosferica. Ad alta quota, è meglio evitare gite troppo lunghe e ricordare sempre che il neonato non ha una struttura ossea e muscolare adatta per essere trasportato “a spalla”, cosa invece stimolante per i bambini più grandi.

La campagna invece è la destinazione ideale, perché offre un clima temperato e tutta la calma necessaria al bambino, che dorme ancora per la maggior parte del tempo e ha bisogno di un ritmo regolare. L’unica accortezza è evitare le aree in prossimità di stagni e stalle, nelle quali potrebbe esserci una concentrazione eccessiva di insetti, come le zanzare, fastidiosi ma anche potenziali veicoli di malattie.

Da mettere in valigia
Cosa portare con sé? Per i climi caldi e soleggiati, il bagaglio minimo indispensabile prevede indumenti chiari e leggeri in fibre naturali, un cappellino chiaro a falda ampia e un maglioncino in filo per tutelare il piccolo dall’umidità delle ore serali. Servono poi salviette imbevute, una riserva di pannolini, bavaglini e una copertina per proteggerlo dall’aria condizionata.

Prima della partenza, può essere utile confrontarsi con il pediatra per qualche consiglio sugli eventuali prodotti utili per prevenire le scottature o evitare le punture d’insetto, evitando i prodotti repellenti da spruzzare sulla cute, che spesso contengono sostanze controindicate fino ai 12 anni.
Per il resto, basta partire con serenità e godersi la prima vacanza di famiglia.

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