Piccolo prontuario sanitario al rientro

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Cari compagni di viaggio,
con l’augurio che il viaggio sia stato interessante, coinvolgente, abbia superato le vostre aspettative e non vi abbia creato problemi sanitari maggiori, vi ricordo che possono ancora esserci alcune “code sanitarie”.

Innanzitutto bisogna naturalmente terminare la profilassi antimalarica che va proseguita per il tempo necessario in relazione al tipo di farmaco assunto (da una settimana a un mese).
In ogni caso bisogna ricordare che la profilassi non elimina completamente il rischio di contrarre la malattia, ma ne attenua solo la gravità, e che la sospensione del trattamento, anche per una sola dose, ne interrompe l’efficacia.

In caso di insorgenza di febbre alta, senza altre evidenti  motivazioni, sia durante il viaggio sia dopo il ritorno, è quindi indispensabile considerare la possibilità che la causa sia dovuta all’insorgenza della malaria.
Ciò vale anche quando sono passati molti mesi dal nostro ritorno e anche se si è fatto tutto bene: basta una puntura “giusta”, eventualità che purtroppo può sempre capitare!

Di conseguenza, è bene fare eseguire l’esame per la ricerca dei plasmodi, causa della malattia (sono di quattro tipi, tra cui il Falciparum, che può essere letale), ricordandosi che anche nei Paesi meno attrezzati, ma dove la malaria è endemica, questo semplice esame è di solito pratica quotidiana e quindi c’è ragionevole certezza che sia ben fatto.

Sappiate che di malaria muoiono nel mondo ogni anno  centinaia di  migliaia di persone (nel 2010 quasi 700.000 secondo l’OSM), tra cui alcune migliaia di turisti (solo in Italia alcune centinaia, di solito per malarie misconosciute).
Fatta la diagnosi si dovrà ovviamente praticare immediatamente il trattamento idoneo.

Analogamente, nel caso di comparsa di sintomatologie intestinali non motivate, bisognerà ricordarsi che si è tornati da un viaggio, anche da quelli apparentemente a basso rischio, come ricordato in precedenza.
Così pure per l’insorgenza di patologie di qualsiasi tipo.
In tutti questi casi è necessario rivolgersi al proprio medico o a un servizio specializzato in malattie infettive o tropicali per le indagini e le terapie del caso.

Concludo come ho cominciato: tutto ciò che vi ho detto in questo piccolo prontuario non vuole essere esaustivo e neppure indurre al pessimismo.
Anzi, l’intento è quello di aiutarvi a godere al meglio dei vostri viaggi, semplici o impegnativi che siano, ricordandovi che prevenire è spesso più facile che curare.
Spesso piccoli e banali provvedimenti preventivi, se ricordati ed eseguiti correttamente, possono permettere di gustare appieno un viaggio a lungo sognato, desiderato e infine realizzato. In caso contrario il rischio è rovinare tutto, sia a voi stessi che ai vostri incolpevoli compagni di avventura.
Detto questo… BUON VIAGGIO!

Federico Ponzio