A piedi fino in Cina

Walking to China - Cesare Cameli

A piedi, con uno zaino di trenta chili sulle spalle, da Porto d’Ascoli fino a Hong Kong.
Sta camminando dallo scorso 27 marzo Cesare Cameli, che dopo uno “stop” forzato ha finalmente intrapreso quel viaggio in Cina tanto sognato, ma rimandato a causa di un infortunio 
(qui la nostra intervista dello scorso anno).
La regola è solo una: camminare lentamente, senza fretta, osservando il paesaggio che muta piano, ascoltando il proprio respiro, abbracciando nuovi pensieri. Per finanziarsi ha scritto un libro, Paralisi notturne, disponibile sia in formato ebook sia in versione cartacea, il cui ricavato lo aiuterà a raggiungere la meta senza troppi affanni.

Paralisi notturnePerché non prendere un aereo e via?
Perché non troverei quello che cerco, cioè una modalità di viaggio a misura d’uomo che, nella sua lentezza, ti permette di entrare in contatto con te stesso. Camminando, ti accorgi di quanto fossero insensati tanti pensieri e di come la vita sia molto più di quello che pensavi: solamente quando ti confronti con la solitudine, con situazioni estreme, con uno zaino pesantissimo e con la sofferenza riesci a capire la vera forza che si nasconde sotto la tua “scorza”.

In questo primo mese di cammino, hai già sperimentato questo sapore di libertà?
Sì, dal primo giorno. Il viaggio ti libera all’istante da ogni condizionamento e, in qualche modo, rompe quel circolo vizioso “scuola-lavoro-famiglia-normalità” che la società ci impone sin da bambini, come se fosse l’unica regola, l’unica via possibile. Anch’io sogno una vita tranquilla, magari in campagna e al fianco della donna amata, ma prima voglio capire fino in fondo chi sono, cosa posso dare e cosa cerco. Ma soprattutto desidero sentirmi in pace in ogni luogo e con qualunque persona, perché la vera armonia sta dentro di noi.

Quanto è importante il sostegno della famiglia?
È fondamentale. Mi è stata accanto sin dal momento dell’infortunio, che mi ha costretto a un’immobilità a cui non ero abituato, quando avevo bisogno di forza e speranza. Grazie al suo aiuto non ho smesso di credere al mio sogno, mai. Sembra paradossale, ma quando sei lontano da casa ti rendi conto che non esiste nulla di più importante degli affetti: viaggi per tornare, parti per scoprire la meraviglia di restare.

Walking to China - Cesare Cameli

Quale direzione seguirai?
Da Porto d’Ascoli ho seguito tutta la costa, verso nord, e sono arrivato in Veneto. La regola che ho seguito sin dall’inizio è quella di non prendere strade principali, ma seguire vie laterali, lontane dallo smog e in mezzo alla natura, a costo di allungare il percorso. A breve lascerò l’Italia e mi avventurerò lungo un cammino che in linea di massima ho delineato, ma sono pronto a stravolgere in caso di necessità, maggiore comodità o curiosità personali. L’unica certezza è la meta, Hong Kong, il resto lo deciderà la strada.

Una sorta di metafora della vita, quando ci accorgiamo che per arrivare in un determinato punto la via giusta non è quella che immaginavamo…
Esatto. La vita e il viaggio hanno molti aspetti in comune. Entrambi vanno affrontati senza impazienza, ansia e paranoie, come se il tempo non bastasse mai e dovessimo arrivare chissà dove. Camminare insegna a prendere una direzione e seguirla con serenità, ma anche ad avere piena consapevolezza di cosa accade intorno.

Walking to China - Cesare Cameli

Qual è la maggiore difficoltà?
Abituarsi allo zaino sulle spalle. Gli esperti di trekking consigliano un peso massimo di 11-12 chili, ma io ne trasporto circa 30, che ho raggiunto facilmente con tutto ciò che mi occorre per sopravvivere: cibo, acqua, tenda, sacco a pelo, materassino, cellulare e attrezzature tecnologiche. In ogni viaggio, nei primi momenti del cammino, le spalle mi muoiono per poi rinascere più forti e capaci di sopportare quel macigno.

Come si svolge la tua giornata tipo?
Mi sveglio quasi in maniera automatica intorno alle 7, faccio colazione, mi godo lo spettacolo dell’alba, smonto la tenda e poi, intorno alle 9-9.30, riparto e cammino fino alle 19.30. Ovviamente, mi concedo qualche pausa di tanto in tanto, quando il corpo lo richiede. La cosa importante infatti è individuare il proprio tempo di cammino personale, indicativamente 4 o 5 chilometri, dopo il quale è necessario fermarsi e dare alle spalle qualche minuto di riposo: quelle micro pause servono a ritrovare tutta l’energia e ripartire con grinta. Allo stesso modo, è una buona abitudine fare tanti piccoli pasti durante il giorno e non limitarsi a quelli principali.

Walking to China - Cesare CameliSegui un’alimentazione particolare, simile agli sportivi?
Sono vegano e cerco di mangiare ogni giorno cereali, legumi, frutta fresca, verdura cruda, noci e semi. Nello zaino, poi, tengo sempre dello zucchero integrale di canna e del lievito di birra secco come ricariche di energia immediata e del peperoncino in polvere, che sempre più studi collegano a svariate proprietà benefiche.

Ti sei dato un tempo massimo per raggiungere Hong Kong?
No, ma so che impiegherò circa 1 o 2 anni. Mi sono prefissato di percorrere circa 30 chilometri al giorno, ma lascio che siano le giornate a stabilire i miei piccoli record o le battute di arresto. Al di là della fatica, che dovrò imparare a gestire, non c’è qualcosa che temo in particolare, perché non ho paura della vita: spesso la TV ci descrive un mondo spaventoso e pieno di pericoli, che in realtà corrisponde a una fetta minuscola rispetto a ciò che di bello e meraviglioso ci aspetta. Io vado alla ricerca di sorrisi, generosità e delicatezza, di cui il pianeta è colmo. Come un calice che trabocca amore.

Paola Rinaldi

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