Amo la vita, quindi viaggio

“Diventa chi vuoi essere”. Facile a dirsi, ma poi… come si fa?
Alzi la mano chi non vuole diventare qualcosa nella propria vita: un imprenditore, uno scrittore, il protagonista di un lungo viaggio a piedi, un clown che porta sorrisi negli ospedali. O semplicemente (ri)trovare tempo per se stesso, spegnere il pc prima di mezzanotte, fare qualcosa che “gli va” e non perché “si fa”.

Tutti sogni possibili, sicuramente più di quelli che da bambini ci vedevano cacciatori di stelle oppure a cavallo dell’arcobaleno. Eppure tutti abbiamo imparato che piccoli o grandi, avverabili o no, i desideri finiscono sempre in qualche cassetto, in attesa del “giorno giusto”, che però non arriva mai se non siamo noi a decidere che è arrivato.

Poi, per caso (o per destino), incontri persone come Vincenzo e tutto ti appare possibile. All’improvviso, hai voglia di aprire quel cassetto, frugarci dentro per cercare quello che avevi dimenticato, rivoluzionarti la vita, perché troppi “giorni giusti” sono passati invano e non te ne eri mai accorto prima.

Sarà il cognome, che ricorda uno di quegli angeli messi a guardia della luce e delle stelle, ma Vincenzo Cherubino ha questo potere e tanta magia nei suoi occhi azzurri che sorridono sempre, come per dire: “Divora la vita, amala, non aspettare domani per fare quello che desideri oggi”.

Vincenzo Cherubino.2

Napoletano e 34 anni appena compiuti, ha già visitato Brasile, Vietnam, Buthan, India, Libano, Siria, Giordania, Senegal, Madagascar, Namibia, Malawi e Zambia, eppure non si definisce viaggiatore. Come recita un tatuaggio sul suo braccio destro, “definire è limitare”, mentre lui preferisce lasciare aperta ogni possibilità e lasciarsi sorprendere dall’esistenza, sempre pronto a cambiare idea, opinione o punto di vista.

“In giro per il mondo, ho capito che esistono tanti modi di vivere e altrettante opportunità per essere felici, magari differenti dalle nostre ma non meno efficaci”, racconta Vincenzo. “Viaggiare insegna proprio questo: non esiste una verità assoluta, non bisogna mai dare nulla per scontato e ciascuno di noi ha una predisposizione da assecondare e regalare agli altri, come un dono”.

Di certo, un’inclinazione di Vincenzo è la profonda sensibilità verso il prossimo, esercitata sin dall’adolescenza, quando si è ritrovato per la prima volta di fronte alla diversità, anche quella più estrema, nei panni di animatore all’interno dei manicomi. “All’inizio avevo paura, ma poi ho giocato con loro cercando un linguaggio comune, fatto di sguardi e gesti”.

Anche quell’esperienza, così come la convivenza con una zia disabile, hanno contribuito a rendere Vincenzo l’uomo che oggi, quando scala una montagna o semplicemente passeggia per strada, è grato alla vita per il fatto di poterlo fare. Anche questo non è scontato, non per tutti purtroppo.

Vincenzo Cherubino.3

La prossima partenza è prevista a breve, in direzione Capo Verde, dove presterà servizio per tre mesi in una comunità cappuccina per aiutare i ragazzi di strada.
L’idea di raggiungere quell’isola è nata per caso, anni fa, quando viaggiando su un autobus diretto a Napoli ha trovato un libro sul sedile, “Un posto nel mondo” di Fabio Volo, che si svolgeva proprio su quello sfondo. “Ho iniziato a leggere per curiosità e forse anche con diffidenza, ma alla fine mi sono innamorato di quei luoghi”.

Purtroppo, però, la vita ci sorprende non solo in positivo e a volte sconvolge tutti i piani, rimescola le carte e rimanda i progetti. “Nel 2013 ho perso mia madre all’improvviso, provando il primo, grande dolore della mia esistenza: il lavoro mi ha aiutato tanto, ma continuava a mancarmi quella linfa vitale che ti fa alzare al mattino e ti dà lo stimolo giusto per compiere anche il minimo movimento”.

Poi, per una serie di coincidenze, Vincenzo si è ritrovato a Manaus, in Brasile, e proprio lì ha superato il suo dolore personale grazie a quello incontrato per strada: si è reso conto della fortuna di aver avuto una madre e un’infanzia serena, a differenza di tanti bambini che vivono sotto i ponti senza conoscere i genitori, senza aver mai sperimentato un briciolo d’amore. “Così ho ritrovato un ricordo sereno di quella donna straordinaria che non mi ha mai giudicato e mi ha sempre lasciato libero di scegliere e inseguire ciò che desideravo, senza condizionamenti ma solo tanta fiducia”.

In fondo, come dimostra un altro tatuaggio di Vincenzo (una giostra colorata sul polpaccio sinistro), la vita deve continuare a girare, perché è un gioco, da non prendere mai alla leggera e da affrontare ogni giorno con “una tazza di scienza, un barile di prudenza e un oceano di pazienza”, come diceva San Francesco d’Assisi.

Vincenzo Cherubino.4

È con questa filosofia che il ragazzo, cuore fra le nuvole e piedi ben piantati a terra, riesce da anni a realizzare il suo sogno di viaggiare grazie a tanti sacrifici, di fronte ai quali non si è mai tirato indietro.
Dopo il diploma di perito chimico, è diventato addetto al controllo di qualità alimentare, si è iscritto a un’accademia di teatro e poi ha indossato mille panni: attore, modello, muratore, commerciante, animatore, cantante sugli autobus.

“Tengo aperta qualsiasi porta, pur non legandomi a un contesto fisso, perché voglio avere la libertà di partire e nutrire la mia curiosità: viaggiare mi consente di vivere epoche storiche di cui ho sentito solamente raccontare o letto sui libri, perché esistono ancora zone del mondo in cui si vive tutt’oggi senza corrente elettrica o altre comodità”.

C’è qualcosa però che lo fa sempre rientrare, l’amata nipotina Federica, di sei anni, a cui Vincenzo porta piume, conchiglie e piccoli regali, insieme a tanti racconti di uno zio un po’ folle, che pensa sempre a lei anche quando è lontano.
E di certo i ricordi non mancano, perché dentro ci sono tutte le immagini che ha visto, le musiche che ha ascoltato, i cibi che ha assaporato e, soprattutto, le persone che ha abbracciato.

“Viaggiare è tutto questo e molto di più”, conclude Vincenzo. “È condivisione, infinito, emozione, gioia; è imparare a risolvere i problemi, nell’assoluta convinzione che per tutto esiste una soluzione”. Non a caso, sul suo braccio sinistro, c’è un’altra frase tatuata:
“Con un grande Perché, il Come si trova sempre”.
Come dire, “Se vuoi, puoi”.
Basta la motivazione e il modo per arrivare alla meta si trova.
Vincenzo trova ogni giorno i suoi “grandi Perché” e, appena può, parte per inseguirli.

Ma adesso tocca anche a noi partire, magari con un piccolo e minuscolo cambiamento nella nostra vita. Possiamo cominciare a variare la strada per raggiungere l’ufficio, con l’osservare il solito paesaggio dalla finestra cercando nuovi particolari, con il riprendere un’attività sportiva che abbiamo abbandonato, con il telefonare a una persona persa di vista ma mai dimenticata.
In fondo, si dice che “ogni lungo viaggio inizia con il primo passo”, no?
E poi le parole di Vincenzo e la sua gioia di vivere non possono cadere nel vuoto. C’è troppo “mondo” nei suoi occhi per non raccoglierlo.
C’è troppo mondo per non capire che la vita deve portarci là dove non vogliamo andare, o meglio là dove non sapevamo che esistesse la felicità.

Paola Rinaldi

Cosa non può mancare nella tua valigia?
Un diario su cui prendere appunti, una torcia e il passaporto.

Vincenzo CherubinoVincenzo Cherubino