Via col ciuccio

Viaggiare con due, quattro o sei piedini al seguito può fare la differenza. Anche gli esploratori più incalliti devono fare i conti con le esigenze dei bambini, che nel viaggio possono trovare una straordinaria occasione di conoscenza, ma devono poter disporre di tutti i confort a loro misura. Chi era abituato a mettere nello zaino pigiama e spazzolino da denti, affidando tutto il resto alla provvidenza, con l’arrivo dei figli deve rassegnarsi a programmare l’itinerario “ a tavolino”.

In rete, non mancano i portali che forniscono suggerimenti utili, da come fare i bagagli a dove dormire, ma anche le “offerte baby” da mille e una notte: alle bambine dai 4 agli 11 anni la Royal Caribbean propone la crociera di Barbie, un’esperienza viaggiante che prevede laboratori di moda, tea-party con stoviglie a tema e ovviamente una cabina tutta rosa. Dall’acqua al cielo, la compagnia Eva Airways ha dedicato di recente tre aerei a Hello Kitty, dove tutto, ma proprio tutto, ha impresso il faccino della gatta più famosa del mondo: le poltrone, i bicchieri, le divise delle hostess, le posate e persino il pranzo che viene servito, dalla frutta alle merendine. Per districarsi in un mondo sempre più vario, ci si può affidare al portale http://www.bimboinviaggio.com/, ideato e curato da una mamma, Chiara Rosati, esperta di viaggi per professione.

Come cambia il modo di viaggiare quando si diventa genitori?
Si privilegiano la sicurezza, la comodità e le destinazioni più adatte ai bambini. L’elemento di cui tenere conto prima di mettersi in viaggio è soprattutto la struttura ricettiva che ospiterà il nostro soggiorno, in cui dobbiamo trovare un’elevata specializzazione nei confronti del target della famiglia.

Specializzazione è sinonimo di…
Mini-club, animazione, orari flessibili per i pasti, spazi per il gioco, attrezzature specifiche – come culle, lettini con le spondine anti-caduta, luci di sicurezza per la notte, fasciatoi e vaschette per il bagno dei neonati, sacchetti a chiusura ermetica per i pannolini, seggioloni, scalda-biberon – o spazi attrezzati per la preparazione delle pappe. L’albergo deve essere capace di accogliere la famiglia e soddisfarne le tante esigenze. Esistono strutture che offrono nei bagni un lavandino a misura di bambino o che organizzano buffet con tavolini bassi per rendere autonomi i piccoli ospiti.

In queste strutture, possono coesistere il relax dei più grandi con il divertimento dei piccoli?
Sicuramente. In Italia, sono ancora poche le strutture ricettive dotate di questi confort, ma nel loro complesso rappresentano un patrimonio che deve essere valorizzato. Nel nostro portale, sono presenti circa 230 strutture family friendly tra alberghi, villaggi e agriturismi, in Italia e in Europa, tra cui le famiglie possono scegliere per organizzare la propria vacanza in autonomia.

Due esempi, uno in Italia e uno all’estero, di alberghi adatti ai piccolissimi?
In Italia, c’è il Cavallino Bianco di Ortisei, in Val Gardena, che offre una vasta area gioco con divertimenti adatti sin dai primi mesi di età e addirittura il noleggio gratuito di passeggini. In Svizzera, invece, c’è il Kinderhotel Muchetta, che propone una piscina da 15 a 40 centimetri di profondità, ma anche un servizio di asilo infantile dove i bambini possono disegnare, giocare, ma anche essere messi a dormire da personale qualificato.

Com’è nata l’idea del portale?
Dalla mia esperienza di mamma. Ho sempre lavorato nel settore alberghiero, come direttore marketing di grandi catene internazionali, ma quando ho provato sulla mia pelle le necessità concrete di un genitore ho iniziato a cercare le strutture che avevano una vocazione “famigliare”. A quel punto, ho pensato di creare uno spazio virtuale dove i genitori potessero trovare facilmente la soluzione che faceva al caso loro. L’utilizzo del sito è molto semplice: si può cercare nella sezione “Cosa?”, che presenta le offerte suddivise per categoria (alloggi, temi, parchi, musei, destinazioni), oppure in “Dove?, che consente una ricerca partendo da una località.

Sperimentate personalmente queste strutture?
Sì, le recensioni sono frutto di un sopralluogo e la presentazione che viene offerta è assolutamente affidabile, perché deriva dalla verifica diretta.

Il suo primo viaggio da mamma?
Da Firenze all’isola d’Elba. Mio figlio aveva pochi mesi e in quell’occasione mi ero trascinata dietro un’ampia attrezzatura, tra cui una vasca gonfiabile per il bagnetto. Mi sono trovata ad affrontare non poche difficoltà, come l’impossibilità di scaldare il biberon in orari “extra”. È stata un’esperienza illuminante per dare vita al mio portale.

Quando si sceglie la destinazione, quali sono i criteri da tenere in considerazione?
Sicuramente, con l’arrivo di un bambino cambiano le mete: per lo meno fino ai 5 anni di età, agli interessi culturali dei genitori subentrano destinazioni strettamente vacanziere, come mare, montagna o campagna, che si sta attrezzando con le fattorie didattiche e altre interessanti iniziative per avvicinare i più piccoli alla conoscenza della natura e degli animali.

Mezzi di trasporto da privilegiare?
Negli ultimi anni, le famiglie si muovono più liberamente di un tempo e sono meno inibite dall’affrontare un lungo viaggio. Non manca chi raggiunge con bambini sotto i tre anni luoghi come le Mauritius e, di fronte a questa tendenza, sempre più compagnie aeree si stanno equipaggiando di servizi di babysitting o menù speciali. Il genitore deve valutare la propria propensione alle lunghe tratte, senza mai dimenticare una certa cautela nei primi cinque anni di età.

È importante preparare i bambini a un’imminente partenza?
Certo. Coinvolgerli nella preparazione di un viaggio può essere un importante momento di cultura. Esiste un’ampia editoria specializzata che aiuta a interessarli sugli aspetti naturalistici e storici del luogo che si sta per raggiungere. In fondo, la scoperta e la conoscenza sono i due principali scopi di un viaggio e nessun’altra forma “indiretta” può raggiungerli con la stessa efficacia.

Meglio in famiglia o in gruppo?
I gruppi di famiglie possono rappresentare un’occasione interessante sia per i bambini, che simpatizzano facilmente e giocano tra loro, sia per i genitori, che – al di là dei supporti offerti dagli alberghi – possono darsi il cambio e trovare spazi di relax. Il divertimento è per tutti.

Paola Rinaldi

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