Io e la mia Vespa a Capo Nord

Immagine di Marco Giurin, in Vespa a Capo NordAmore a prima? No, quello fra Marco Giurin e la Vespa è una passione nata per caso, dopo il restauro di una PK 50 s del 1986 (ereditata dal fratello, ma abbandonata a se stessa).
Veneto, classe 1988 e fidanzato con la bella Ylenia, Marco si è accorto “un giorno e per noia” di quel mezzo lasciato alla pioggia da almeno un paio d’anni e ha deciso di sistemarla, lucidarla e riportarla su strada.

A partire da quel momento, le Vespe non sono più mancate nella sua vita: dopo il “primo amore” ne sono arrivate tante altre, fra cui una Faro Basso V30 del 1951, una GT del 1967, una GTR del 1969, una PX del 1985 e due cinquantini, una Special del 1967 e una N del 1968.
Ma forse il posto d’onore spetta alla PX 125 cc del 1984, con cui Marco – a luglio 2014 – è partito per un’avventura lunga 9400 chilometri, dal Veneto a Capo Nord.

Immagine di Marco Giurin, in Vespa a Capo Nord“Ho sempre amato viaggiare e fino allo scorso anno ho scorrazzato lungo l’Europa in camper, sempre con la mia fidanzata”, racconta Marco.
“Ad un certo punto, però, ho sentito l’esigenza di affrontare un’esperienza solamente mia, senza troppe comodità, solo con tenda e sacco a pelo: siccome l’idea è quella di mettere su famiglia, ho pensato che quella fosse la mia grande occasione, difficile da gestire più avanti, e così sono partito”.

L’idea di raggiungere Capo Nord è il risultato di un amore sconfinato che Giurin nutre per il Nord Europa, dopo aver visitato Scozia e Danimarca.
“Ogni motociclista sogna di raggiungere Capo Nord, una meta quasi mitica da percorrere in sella a due ruote: con la moto mi sembrava troppo semplice, mentre la Vespa aveva un sapore più avventuroso”.
E pensare che Marco possiede anche una Honda Africa Twin, dalla cilindrata perfetta per i lunghi tragitti, ma nessun sellino poteva sostituire quello della sua PX 125 cc.

Immagine di Marco Giurin, in Vespa a Capo Nord“Certo, viaggiare in Vespa è un’incognita, perché il bagaglio deve essere essenziale, la velocità media si aggira intorno ai 50-60 chilometri orari e le condizioni della strada, più o meno pianeggiante, possono incidere sulla distanza percorsa ogni giorno”, spiega Marco.
“In quelle tre settimane, mi ero prefissato circa 400 chilometri al giorno, ma sapevo perfettamente che quella pianificazione sarebbe saltata: ci sono stati giorni da 700 chilometri e altri da 300, sia per il numero di tappe interessanti che ho scelto di fare, sia per il percorso più o meno agevole”.

VESPA = SIMPATIA
Ma all’impossibilità di pianificare tutto per filo e per segno corrisponde al contrario una grande meraviglia della Vespa, ovvero l’immediata simpatia che accende al suo passaggio.
A un distributore di benzina, una donna spagnola ci è salita sopra per farsi fotografare dal marito”, ricorda con un sorriso.
“In un’altra occasione, invece, mi trovavo al Villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi, perché alcuni amici mi avevano commissionato le lettere dei figli da consegnare all’ufficio postale: quando sono uscito, un ‘folletto’ mi ha raggiunto per chiedermi notizie sulla Vespa, parlandomi di alcuni amici a Capo Nord, a cui eventualmente mi sarei potuto appoggiare”.

Immagine di Marco Giurin, in Vespa a Capo NordInutile dire che quelle esperienze hanno lasciato un segno indelebile fra i ricordi di Marco e lo hanno anche ritemprato.
“Faccio l’idraulico e lavoro in una ditta di famiglia, dove ovviamente non ci sono orari: avevo davvero bisogno di fare qualcosa per me stesso e quella è stata l’avventura perfetta”.
Dopo qualche giorno con il navigatore, un guasto all’impianto elettrico lo ha costretto ad affidarsi alle cartine: un problema che si è trasformato in una grande opportunità, perché il viaggio ha assunto una dimensione più poetica e vera.

LA GRANDE LEZIONE
Da quando è tornato, Marco vede l’Europa più piccola rispetto a prima e ha voluto raccontarla in un libro di 152 pagine, dal titolo “Obiettivo Capo Nord in Vespa”, il cui ricavato – al di là delle spese vive di pubblicazione, sostenute personalmente dall’autore – andrà interamente in beneficenza alla Fondazione Marco Simoncelli onlus e all’associazione Famiglie & Abilità onlus.
Il volume ha un costo di 14 euro (+ 3 di spese di spedizione) e può essere acquistato su Ebay oppure contattando direttamente Marco tramite Facebook oppure via mail a marcosvo@alice.it.

Immagine di Marco Giurin, in Vespa a Capo Nord“Sui social network ricevevo ogni giorno richieste di consigli e domande sulla mia esperienza, per cui ho voluto racchiudere in questo diario di viaggio tutto ciò che occorre a chi vuole seguire le mie orme, in Vespa o qualsiasi altro mezzo”.
Nel frattempo, Marco ha già in mente un nuovo viaggio, che realizzerà il prossimo anno, questa volta in dolce compagnia di Ylenia: sempre in Vespa, percorreranno l’Islanda, ma da viaggiatori, non da turisti.

“C’è un abisso fra le due modalità di viaggio”, tiene a sottolineare Marco.
Al rientro, il turista ha necessità di riguardare le foto scattate per ricordare un posto; chi vive l’essenza del viaggio invece ricorda i luoghi per un aneddoto, un odore, un sapore”.
Non a caso, la sua passione per questa modalità di vagabondare lo ha convinto a iscriversi alla rete di Couchsurfing.
Un mese fa, ho ospitato un ragazzo argentino, Mariano, che sta realizzando il giro del mondo in moto; in un’altra occasione, invece, una coppia di francesi che stava girando l’Europa a piedi: la mia regola è quella di accogliere solo i viaggiatori veri, non chi vuole semplicemente risparmiare sull’albergo”.

Da dove arriva questo amore per il viaggio?
Basti dire che, sulla spalla destra, ha tatuato il disegno di un mondo che, al centro, contiene un camion di “Overland”.
Quando era bambino, Marco guardava sempre quella trasmissione in tv e si è innamorato del pianeta, che adesso adora girare in Vespa per goderselo quasi a passo di formica.

Paola Rinaldi

Immagine di Marco Giurin, in Vespa a Capo Nord