Verona, vieni via con me!

Andrea Serpelloni, Mar Morto, Arena“Non c’è mondo per me al di là delle mura di Verona”, dichiarava Romeo a Frate Lorenzo nel capolavoro di William Shakespeare. Non può pensarla così Andrea Serpelloni, 42 anni, export manager nel settore dei trasporti, innamorato della sua Verona eppure costretto a spostarsi continuamente fra i quattro angoli del pianeta. “Il mio è il classico lavoro che obbliga a viaggiare con grande frequenza e velocità”, racconta. “Ci sono settimane in cui gli spostamenti sono addirittura quotidiani, per cui mi capita di visitare una molteplicità di città diverse in un arco temporale molto breve”. Vivere con la valigia sempre pronta, dormendo sotto un pezzetto di cielo Andrea Serpelloni, Arenasempre diverso, rischia di far perdere la bussola e il contatto con le proprie radici.

VERONA PER IL MONDO
Siccome la necessità aguzza l’ingegno, Andrea ha studiato un modo personalissimo per sentirsi a casa, ovunque e comunque: prima di imbarcarsi per la sua destinazione, acquista una copia del quotidiano di Verona, l’Arena, e la trasforma nella sua fedelissima compagna di viaggio. Il giornale diventa così la lettura in cui immergersi nelle lunghe attese in aeroporto, un complemento Andrea Serpelloni, Arena, cammellorassicurante da appoggiare sul comodino dell’albergo, ma anche l’ispirazione per una foto ricordo.

Sì, perché – ogni volta che si trova in un contesto originale o un momento perfetto da immortalare – la estrae dal borsello e si scatta una foto con “lei”, per poi pubblicarla sulla bacheca di Facebook. “L’idea è nata per caso nel 2007, davanti alla Tour Eiffel, e poi è diventata un’abitudine molto gradita dagli amici, che ogni volta aspettano le mie cartoline speciali e trovano divertente vedere il nostro giornale locale ripreso negli angoli più caratteristici del mondo”.Andrea Serpelloni, Berlino, Arena di Verona

Il quotidiano scaligero è stato in America, Asia, Europa, Africa. “Mancano ancora le piramidi e la grande muraglia cinese, ma in compenso l’ho fotografato davanti al monumento di Rocky Balboa a Philadelphia, in mezzo alle acque del mar Morto o di fianco a un magnate del Kuwait”. Non esistono regole precise: ovviamente, sono obbligate le tappe davanti alle attrazioni più famose dei vari luoghi, ma un clic può scappare anche in presenza di un abitante vestito con abiti tradizionali o di fronte a un paesaggio particolarmente suggestivo.

Andrea Serpelloni, Spagna, Arena, mondiali di AlgeriaIN POSA DAPPERTUTTO
“Le persone che fermo per strada, a cui domando di scattarmi la foto, sono sempre divertite dalla mia posa con il giornale, che racconta al mondo chi sono e da dove vengo”, sorride Andrea. “Ormai il mio book conta quasi un centinaio di immagini, alcune davvero molto curiose”. Serpelloni e la sua Arena figurano su un tradizionale tatami giapponese, davanti alla Vela di Dubai, sotto un enorme baobab del Senegal e di fianco a un pastore e alla sua capretta in Giordania. “Fra le mie foto preferite c’è quella a Berlino, di fronte alla Porta di Brandeburgo, dove mi sono sistemato in mezzo a due figuranti, uno vestito da americano e l’altro da russo: l’Arena si è trovata straordinariamente fra est e ovest”.

Gli è anche capitato di trovarsi in Spagna all’indomani della sua vittoria ai mondiali. Andrea Serpelloni, Arena, Giappone“È stato casuale e, mio malgrado, ho dovuto mettere da parte tutto il patriottismo per subire i festeggiamenti locali: ovviamente l’occasione è stata ghiotta per qualche scatto con l’Arena. Anche arrivare al momento giusto in un luogo può essere suggestivo per vivere un posto in maniera insolita”.

IL SENSO DELL’ANDARE
In questo continuo via-vai per il pianeta cosa rimane dell’antico significato del viaggio? “Quando ci si sposta con questa frequenza, si lotta con le due Andrea Serpelloni, Arena, export managerfacce della medaglia”, riflette Andrea. “Da un lato, non riesci più a stare fermo come prima, perché viaggiare è quasi una forma di adrenalina, un’esigenza che avverti dopo qualche giorno a casa. D’altra parte, viaggiando troppo, senti la nostalgia di un baricentro e lotti contro un continuo spaesamento”. Le foto con l’Arena sono il suo piccolo antidoto alla distanza, e così – come se componesse la classica raccolta di figurine da “Ce l’ho”, “Mi manca” – la sua collezione di ritratti aumenta strada facendo.

Paola Rinaldi

 

Andrea Serpelloni, Giordania

SHARE
Articolo precedenteGujarat
Articolo successivoTutti all’Arena del Mare