La Sicilia in solitaria e senza sosta

Maggio 2017. A cerchiarlo sul calendario è Andrea Barbera (38 anni), velista, skipper e navigatore agrigentino, che ha deciso di portare a termine la prima circumnavigazione a vela della Sicilia in solitaria e senza sosta, per stabilire un primato: quattrocento miglia, sospinto solo dal vento, su una barca da competizione lungo le antiche rotte del Mediterraneo.
A separarlo dal sogno c’è solamente una campagna di crowfunding, che – una volta ultimata – servirà ad acquistare l’equipaggiamento tecnico di sicurezza.

Perché girare intorno alla Sicilia?
Innanzitutto perché sono siciliano e amo la mia terra, ma anche perché questo tratto di mare è caratterizzato ogni giorno da eventi tragici che coinvolgono l’immigrazione.
In realtà, il Mediterraneo è da sempre crocevia di popoli in viaggio e ho pensato fosse giusto restituirgli questa dimensione di accoglienza, pace e amicizia, non di rifiuto ed emergenza umanitaria.

Il tuo “compagno” di avventura sarà un catamarano da regata…
Sì, il “Mattia Formula 40” è un multiscafo veloce, lungo 12 metri e largo 8, per un totale di 150 metri quadrati di superficie. Alle sue spalle c’è già una storia, perché lo scorso aprile quando sono partito da Venezia con altre due persone di equipaggio mi sono imbattuto in un temporale molto violento al largo di Ravenna, che ha causato un danno all’imbarcazione. L’abbiamo abbandonata e lasciata alla deriva per cinque giorni, dopo essere stati salvati alle 2 di notte dalla Capitaneria di Porto. Il catamarano è stato poi ritrovato senza albero al largo di Punta della Maestra, segnalato da un peschereccio, per cui siamo andati a riprenderlo, smontandolo e caricandolo su un camion.

Intorno alla Sicilia, in solitaria e senza sosta

 

Quell’esperienza non ti ha intimorito?
No, la passione per la navigazione è più forte di qualsiasi paura, perché ha origini lontane. Mio padre aveva acquistato una barca a vela nel 1972, una delle prime in Sicilia, e io ho quasi imparato prima a navigare che a camminare. Sono cresciuto sull’acqua, sono diventato istruttore, ho viaggiato per il mondo, ho lavorato su barche di armatori e ho partecipato a diverse edizioni del Giro d’Italia a vela, del Giro di Sardegna, alla Roma per Tutti e alla Wind Cup.

Un curriculum di tutto rispetto…
Nel 2006 ho anche partecipato come equipaggio alla trasmissione dei “Velisti per caso”, quando abbiamo girato una trasmissione televisiva di 24 puntate andata in onda su Sky, “Adriatica la rotta rossa”, ancora visibile su YouTube.

Nessuno ha mai realizzato la circumnavigazione che hai in mente?
In linea generale, ho preso spunto dalla regata a tappe “Trofeo Challenge Ignazio Florio”, che circumnaviga la Sicilia ma in equipaggio e con diverse soste nei porti, e dalla famosa “Middle Sea Race”, la regata regina del Mediterraneo sempre in equipaggio.
La mia idea è percorrere questo tragitto da solo e tutto di un fiato, senza mai fermarmi, partendo e arrivando allo stesso porto, mantenendomi sempre dai 10 ai 30 chilometri di distanza dalla costa a seconda dei tratti.

Quali sono le difficoltà di quelle acque?
I grandi navigatori oceanici hanno sempre sostenuto la maggiore complessità del Mediterraneo rispetto all’oceano per l’elevato traffico di imbarcazioni, la vicinanza alle coste e le correnti particolarmente intense nello Stretto di Messina, dove si generano maree che spesso assomigliano a un fiume in piena. Quella in mare aperto è un’esperienza completamente diversa, perché si può navigare per mesi senza mai incontrare nessuno: mi è capitato di sperimentarlo nel 2006, quando ho compiuto la traversata dell’Oceano Atlantico dall’Italia ai Caraibi e mi è capitato di incrociare una sola nave nel tratto da Capo Verde all’isola di Guadalupa.

Intorno alla Sicilia, in solitaria e senza sosta

 

In quanto tempo pensi di completare l’impresa?
Indicativamente quattro o cinque giorni, ma tutto dipenderà dal vento a favore o meno.
Il mio obiettivo comunque è stabilire un tempo di riferimento, con cui potrà misurarsi chi vorrà affrontare la stessa avventura dopo di me.

Qual è la maggiore difficoltà del viaggiare in solitaria?
Sicuramente la gestione del sonno, perché non c’è un equipaggio con cui avvicendarsi.
In sostanza, bisogna restare svegli di notte e frazionare il riposo durante il giorno, in modo da effettuare piccoli sonnellini di 20-30 minuti al massimo. Per riuscirci, serve un buon allenamento: in vista dell’impresa, realizzerò alcuni test sia in solitaria sia in doppio per regolare il mio ritmo sonno-veglia su quello necessario durante la circumnavigazione.

Come si gestiscono i pasti a bordo?
Porterò con me alimenti veloci da consumare, come cioccolato, mandorle, miele in tubetti, latte condensato e altri cibi per cui non occorre una preparazione, ma forniscono energia immediata. La maggior parte delle provviste sarà conservata in una cambusa interna, a cui potrò accedere quando inserirò il pilota automatico, ma dovrò tenerne una porzione anche nel giubbotto per le situazioni complicate in cui non potrò lasciare il timone.

Intorno alla Sicilia, in solitaria e senza sosta

 

Com’è il mondo visto dalla barca a vela?
Diciamo che puoi osservarlo da un punto di vista privilegiato, viaggiando in un modo semplice e quasi a-temporale, perché senza vento puoi restare fermo per giorni.
La meraviglia è che il viaggio continua anche durante quelle soste, perché non si interrompono le sensazioni positive. Rispetto ad altri viaggi in solitaria, magari con lo zaino in spalla, quello in barca a vela consente un’interiorizzazione unica, perché quando molli gli ormeggi e ti avventuri in mare entri in un’altra dimensione, difficile da ricreare sulla terra ferma, perché non puoi fare incontri né parlare con nessuno, se non con te stesso.
In quel momento, puoi scavare completamente nella tua interiorità, ragionando su quello che ti tormenta o che al contrario ti fa stare bene.

Cos’hai trovato in uno di questi “tuffi” interiori?
Una grande autostima, perché ti accorgi di essere in grado di gestire la navigazione di una barca che normalmente necessita di un equipaggio e che invece tu stai guidando da solo, in qualsiasi condizione. Lo scorso luglio, a Pozzallo, ho ricevuto il Trofeo del Mare con questa motivazione: “Per averci regalato le emozioni più intense ed autentiche nel racconto del suo rapporto con il mare. Le avventure, gli studi, le sfide ci consegnano lo spirito più profondo dell’andare per mare: respirare il sapore della libertà”. Un motivo d’orgoglio, che rispecchia il mio legame con la natura, che sfido, ma rispetto profondamente. Sempre.

Paola Rinaldi

Intorno alla Sicilia, in solitaria e senza sosta

 

Immagini tratte dalle pagine FB Andrea Barbera e Solo Around Sicily