Il mio #progettofolle01

Antonio Cinotti, Bambini nel Deserto, Marocco, #progettofolle01Per festeggiare i suoi quarant’anni, porterà l’acqua nel deserto. Dal 20 settembre al 9 ottobre, il senese Antonio Cinotti cavalcherà le dune del Sahara insieme alla moglie Francesca e poi consegnerà alla Onlus Bambini nel Deserto i fondi necessari per realizzare una pompa a pannelli solari, che permetterà a un villaggio berbero di estrarre l’acqua. Quella di partire in sella alla sua moto è un’idea che gli balena nella testa dallo scorso 21 giugno, quando è entrato negli “anta”: per quell’occasione non ha voluto feste né regali, ma ha messo a punto un sogno.

Così, ha aperto un conto corrente e ha chiesto ad amici e parenti di dargli una mano con un piccolo versamento. A quel punto, ha preso una cartina del Marocco, ha definito una road map di massima e poi ha provveduto a prenotare gli alberghi seguendo il programma. Ora, a tre mesi di distanza, sta per lasciare la sua Siena in direzione Genova. Da lì, si imbarcherà per Tangeri, raggiungerà Agadir in moto e poi l’oasi di Antonio Cinotti, Bambini nel Deserto, Marocco, #progettofolle01Merzouga, l’ultimo centro abitato prima di raggiungere il villaggio berbero nel deserto sabbioso Erg Chebbi del Marocco, dove un anno fa aveva conosciuto l’attività della Onlus.

“Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare”. È il motto che Antonio ha preso a prestito dal libro “Pragmatica della comunicazione umana” per il suo lavoro di Web & Social Media Manager. E infatti è stata proprio la comunicazione, con quel suo instancabile passaparola, a raccogliere circa 2 mila euro per quello che lui stesso ha battezzato #progettofolle01. Per chi lo desidera, è ancora possibile contribuire utilizzando le coordinate IBAN IT 85 Z 0885 14200 0000 0002 7924 cc intestato ad Antonio Cinotti.

Perché Bambini nel Deserto? “Quella Onlus, fondata da un motociclista, mi ha letteralmente conquistato”, spiega Antonio. “Il presidente Luca Iotti, infatti, ha vissuto una brutta esperienza nel deserto, dove ha perso la pista, ha terminato l’acqua ed è stato salvato da alcuni bambini che lo hanno Antonio Cinotti, Bambini nel Deserto, Marocco, #progettofolle01rifocillato, ospitandolo nel loro accampamento. È così che ha deciso di fondare quattordici anni fa il suo sodalizio”. Ed è a lui che Antonio si è rivolto per realizzare un progetto utile, attingendo alle risorse che i suoi amici hanno voluto dedicare al posto del classico regalo.

Il viaggio di Antonio e Francesca sarà documentato sul loro Tumblr personale, sulla pagina Facebook di Bambini nel Deserto e su Instagram, grazie a Instagramers Italia che ha voluto essere social media partner. “Questo è anche un modo per realizzare uno dei nostri sogni, viaggiare in Marocco in moto, che è rimasto in un cassetto per sette anni. Ma si sa che le cose prima o poi dai cassetti saltano fuori…”.

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