Pellegrini di Puglia

Michele Venitucci, Puglia, pellegrino, Cesare Brandi

Michele Venitucci, Puglia, pellegrino, Cesare Brandi È ripartito. Dopo il successo dello scorso anno, quando era salito con un amico su un vecchio maggiolino e aveva intrapreso un viaggio improvvisato e poetico nella sua terra d’origine, l’attore Michele Venitucci ha deciso di percorrere la Puglia anche quest’estate: fino al prossimo 15 agosto, si immergerà in luoghi già percorsi, coglierà nuovi dettagli, scoprirà nuovi scorci e si “perderà” in casa propria. Ispirandosi a “Pellegrino di Puglia”, il testo del 1960 dove il critico d’arte Cesare Brandi raccontava il suo tour nel tacco d’Italia, dallo scorso 14 luglio anche Venitucci sta girovagando fra le strade assolate di una regione ricca di tesori e sorprese, come gli antichi vicoli, le imponenti cattedrali romaniche, gli originali trulli, gli uliveti secolari e le viti basse che appaiono nelle campagne a perdita d’occhio.

Michele Venitucci, Puglia, pellegrino, Cesare Brandi Rispetto al 2013, questo è un viaggio condotto insieme ad altri artisti: sei amici, sei diversi itinerari, di circa quattro giorni ciascuno, ogni volta con mezzi diversi (una vecchia Vespa, delle biciclette, una jeep, il treno , l’autobus, un barchino), ma anche camminando e facendo l’autostop. “Ho sempre cercato e guardato altrove, oltre il limite, come se quello di cui avessi bisogno fosse lì oltre il confine, in un posto non mio, dove non potevo riconoscere e riconoscermi”, motiva la sua impresa l’attore. “A volte, è necessario andare via, ma la vera ricchezza sta nel tornare e rivedere. Attraversare e ripercorrere un luogo che già si crede di conoscere è necessario a crescere. I viaggi sono pieni di imprevisti e questo forse è lo spirito stesso del viaggio”.

A parere di Venitucci, volto noto della tv e famoso per aver recitato in serie di successo, come “Ris – Delitti imperfetti” e “Un medico in famiglia”, viaggiare in un luogo dove si è nati significa dimenticare tutto per apprendere nuovamente, disconoscere per riconoscere. L’intero viaggio viene condiviso su GQItalia e sui tanti social dedicati al progetto “Pellegrini di Michele Venitucci, Puglia, pellegrino, Cesare Brandi Puglia”: Instagram (#pellegrinidipuglia), Facebook (PellegrinidiPuglia) e Twitter (@pellegrinidipu). Come un foto-racconto, l’avventura viene riportata su Internet per far venire voglia di partire, o anche solamente curiosità di conoscere qualcosa in più.

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, scriveva Marcel Proust. Allo stesso modo, Michele osserva, ascolta , incontra, cammina, respira e si lascia ispirare nel suo viaggio che è anche simbolico. “Spesso abbiamo l’ambizione di partire per l’altrove, di valicare il confine, quasi con ossessione, quasi con la convinzione che quello che c’è al di là della staccionata sia sempre migliore di quello che abbiamo vicino. Il miraggio che lo sconosciuto è sempre più bello del conosciuto”.

Michele Venitucci, Puglia, pellegrino, Cesare Brandi L’attore vuole invece focalizzarsi sulle bellezze che già ci appartengono: i paesaggi, la gente, i suoni, i colori, ma anche gli aspetti più complessi, più drammatici. “Tutto questo non per documentare o promuovere un territorio, ma semplicemente per raccogliere, durante il cammino, degli appunti su cui riflettere, così come si fa in un diario di viaggio”. Alla fine, questo “vagabondare” la Puglia sarà un grande contenitore e una formidabile risorsa, ma anche la rappresentazione di un Sud qualsiasi del mondo da cui, a volte, si è costretti a fuggire e dove, sempre, si ha il piacere di tornare. Da casa verso casa.