Keep Brave! Un’impresa da Guinness

gianotti6Keep Brave! Mai slogan fu più azzeccato per un’impresa come quella dell’eporediese Paola Gianotti, 32 anni, che vuole essere la seconda donna a compiere il giro del mondo in bici. La prima è stata Juliana Buhring, la ragazza di origine greca naturalizzata a Napoli che lo scorso anno è partita da Piazza del Plebiscito e ha circumnavigato il pianeta, percorrendo una media di 210 chilometri al giorno. Per batterla, Paola partirà da Ivrea il prossimo 20 luglio con la sua “Keep Brave! World Bike Challenge”, un’iniziativa coraggiosa che racchiude nel titolo tutta la forza di chi vuole farcela, a qualunque costo.

Un’impresa ambiziosa…
Sì, è una sfida che ho maturato in tanti anni di viaggio: quando ero piccola giravo spesso in camper insieme ai miei genitori e, una volta raggiunta la maggiore età, ho iniziato ad avventurarmi per il mondo con lo zaino in spalla insieme a mia sorella. Poco alla volta, è cresciuta in me la voglia di compiere un’impresa come questa e ho promesso a me stessa che prima o poi l’avrei realizzata. Quest’anno si è verificata una serie di circostanze propizie e ho capito che era arrivato il momento giusto per  partire.

Perché in bici?
Sono appassionata di sport e ho partecipato a numerose gare podistiche, ciclistiche e di triathlon, praticando anche sci alpinismo, sub e thai-boxe. Credo che lo sport rappresenti un momento unico di crescita e formazione personale, oltre che una sfida dei propri limiti. Non a caso, da tempo, organizzo vacanze sportive, dove ho la possibilità di unire il viaggio alle attività agonistiche: lo scorso anno, ad esempio, ho navigato lungo la costa sud della Groenlandia in kayak, mentre l’anno precedente ho scalato il Kilimangiaro e l’Aconcagua, la montagna più alta del continente sudamericano con i suoi 7000 metri. Quest’anno, invece, dovrò pedalare!

Quale preparazione stai seguendo?
A livello fisico sono seguita da due preparatori atletici dell’LG Cycling, un team che si occupa proprio della consulenza nella preparazione e nella metodologia di allenamento per amatori e ciclisti di ogni categoria. Ogni giorno, mi alleno dalle quattro alle sei ore su bici, alternate a palestra e piscina. Parallelamente, sto seguendo un percorso di preparazione mentale con uno psicologo sportivo, che mi sta insegnando ad affrontare le eventuali difficoltà che potrei incontrare lungo il percorso. Non a caso, abbiamo battezzato la mia impresa come “Keep Brave!”, che è un vero e proprio incoraggiamento a tenere duro, a non mollare mai. Imparare a non scoraggiarsi e perseverare nei propri propositi sono le vere sfide, anche nella vita di tutti i giorni.

Ti confronterai con Juliana prima di partire?
Ho già avuto modo di parlare con lei, ma contiamo di incontrarci prima di luglio. Avendo vissuto questa avventura prima di me, saprà sicuramente fornirmi qualche suggerimento prezioso. In fondo, entrambe siamo donne e l’approccio è sicuramente diverso rispetto a quello di un uomo. Per esempio, il momento che mi spaventa di più è l’attraversamento dei Paesi difficili come l’India e l’Asia in generale, dove la donna ricopre un ruolo secondario e vederne transitare una in bicicletta potrebbe apparire insolito alla popolazione locale.

Quanti chilometri al giorno ti sei prefissata?
Circa 200-205 che, mediamente, dovrei riuscire a percorrere in dieci ore di pedalata. Ovviamente, trattandosi di strade sconosciute, le variabili possono essere mille. Per la notte, invece, mi attrezzerò sicuramente con una tenda, ma stiamo valutando anche la possibilità di avere un camper al seguito.

Quindi, non partirai da sola.
No, ci sarà una persona che mi seguirà e la logistica del camper sarebbe perfetta per la tipologia di impresa, perché mi svincola dagli orari di alberghi prenotati o dalla necessità di trovare un posto adatto per dormire.

Quando si macinano così tanti chilometri, c’è tempo per vivere il viaggio nelle sue componenti di paesaggio, luoghi e incontri?
Ovviamente quando si ha in testa un obiettivo, quello viene prima di tutto e l’attenzione è interamente canalizzata su di esso. Nello stesso tempo, però, essere “a bordo” di un mezzo slow come la bicicletta – a una media di 25 chilometri orari – permette di conoscere e apprezzare i territori in una maniera completamente diversa rispetto ai mezzi motorizzati. Conto anche di entrare in contatto con la popolazione locale, confrontarmi e scoprire le loro tradizioni: ho viaggiato molto fino ad oggi, ma questa è un’impresa completamente diversa e, di certo, mi aprirà nuovi canali di conoscenza.

Trattandosi di un tentativo di World Guinness Records, quali regole dovrai rispettare?
Dovrò percorrere circa 30 mila chilometri in bici e almeno 10 mila di spostamenti in aereo o in nave in un tempo non superiore ai 145 giorni. In precedenza, il tempo veniva conteggiato solo durante i tragitti in bicicletta, per cui l’orologio si fermava durante i transiti aerei e navali, mentre le nuove regole tengono in considerazione anche i trasferimenti sugli altri mezzi. In più, deve essere utilizzato lo stesso telaio della bicicletta per l’intera durata del viaggio ed è consentito solo riparla o cambiarne alcune parti.

Cosa ti aspetti?
Un grandissimo insegnamento per la mia vita di tutti i giorni, perché imparerò ad affrontare imprevisti e problematiche che possono accadere. Di certo, al ritorno, tutto verrà vissuto in una nuova ottica, più positiva e ottimistica, come dovremmo affrontare la nostra esistenza.

Paola Rinaldi

 

 

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