#NOTHINGstopsPINK

#NOTHINGstopsPINK, maratona di New York, Gabriele Rosa, sport, Fondazione Veronesi

#NOTHINGstopsPINK, maratona di New York, Gabriele Rosa, sport, Fondazione VeronesiCapelli in disordine, zero trucco, niente tacchi e pantaloncini corti: si sono allenate per cinque mesi le donne del progetto #NOTHINGstopsPINK, che quest’anno parteciperanno alla maratona di New York. Rispetto agli altri corridori, per loro questo viaggio negli States ha una missione speciale: testimoniare che è davvero possibile cominciare una nuova vita, ancora più intensa e ricca di entusiasmo ed emozioni. Le atlete in erba hanno tutte le carte in regola per gridare la speranza ad alta voce, visto che in comune hanno alle spalle una coraggiosa lotta contro il tumore al seno.

Grazie a loro, la partecipazione alla più famosa corsa del mondo non sarà solamente un esempio di sport, ma soprattutto un invito a non arrendersi mai, per raggiungere con #NOTHINGstopsPINK, maratona di New York, Gabriele Rosa, sport, Fondazione Veronesigrinta anche i traguardi che sembrano impossibili. Ad allenarle ci sono i coach del centro Marathon Sport Brescia, fondato nel 1981 dal dottor Gabriele Rosa, medico specializzato in cardiologia e in medicina dello sport, tra i migliori trainer di sempre, forte di titoli mondiali, medaglie olimpiche e vittorie nelle più prestigiose competizioni internazionali conquistate dai suoi atleti.

Messo in piedi da Fondazione Veronesi e Rosa & Associati, il progetto ha allenato trentasette donne operate di tumore alla mammella durante appuntamenti bisettimanali nelle città di Milano e Brescia, fino a una “selezione” finale di dieci prescelte. “L’iniziativa rientra nel progetto no-profit Libera Accademia del Movimento Utile, con cui stiamo promuovendo da tempo la cultura #NOTHINGstopsPINK, maratona di New York, Gabriele Rosa, sport, Fondazione Veronesidella vita attiva come pratica terapeutica per le categorie deboli”, spiega il dottor Gabriele Rosa. “Sempre più studi dimostrano che una corretta pratica sportiva può migliorare la qualità di vita fisica e psichica delle persone, contrastando le più diffuse patologie sociali: dal diabete all’obesità, dalla tossicodipendenza alle malattie vascolari”.

Fra le ricerche più recenti c’è quella presentata lo scorso marzo a Glasgow, nel corso dell’ultima conferenza dell’European CanCer Organization, che in sostanza afferma come fare attività fisica riduca il rischio di tumore al seno, a qualunque età. C’è di più: non solo praticare attività fisica aiuta a evitare che una donna si ammali di questa malattia, ma diminuisce anche il rischio di ricadute nelle pazienti che ne sono già state colpite. “Oltre ai benefici fisici si sommano poi quelli psicologici, visto che le pazienti recuperano benessere e fiducia”, riprende il dottor Rosa. “Per loro, è importante rientrare nella vita normale, soprattutto affrontando un’attività faticosa ma che allo stesso tempo permette di raggiungere un traguardo, una vittoria”.

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Il dottor Gabriele Rosa

DONNE CORAGGIOSE
Sul sito della Fondazione Veronesi, è possibile leggere il “diario di bordo” di queste donne che, il prossimo 2 novembre, voleranno negli Usa. “Nella lista dei miei ‘grandi desideri della vita’ c’era la maratona di New York”, scrive Nicoletta. “Quando leggevo i blog di chi aveva partecipato mi venivano i brividi, a volte mi commuovevo fino alle lacrime. Nel 2008, a quattro anni dalla mia mastectomia, chiesi a mia sorella Daniela una bella domenica di primavera: Dani, perché non andiamo a fare la maratona di New York? Mi guardò come se fossi pazza”. Alla fine, però, sono partite. “Era il 2 novembre 2008 ed esattamente lo stesso giorno, quattro anni prima, avevo affrontato l’ultima infusione di chemio. È un ricordo che terrò sempre caro e potente nel mio cuore. Quella medaglia divenne per me una sorta di talismano. La #NOTHINGstopsPINK, maratona di New York, Gabriele Rosa, sport, Fondazione Veronesiguardavo, la toccavo, la stringevo tra le mani e mi dicevo ‘sono viva, sto bene’ . Mi ero riappropriata del mio corpo”.

“Quando si affrontano patologie gravi come il tumore al seno, è importante riprendere fiducia nelle proprie possibilità”, sottolinea Rosa. “Sovente, fare sport in maniera individuale non basta: la chiave del nostro progetto, infatti, è la condivisione. È nella dimensione collettiva che si ottiene maggiore successo, quando i propri limiti personali vengono affrontati insieme ad altri individui che condividono la stessa sfida”. Spesso si viaggia in luoghi esotici del mondo senza conoscere il territorio di prossimità, sfondo ideale – ricco di cultura, storia e tradizioni – per la pratica sportiva all’aria aperta. “Capire e godere dei tantissimi tesori dell’Italia #NOTHINGstopsPINK, maratona di New York, Gabriele Rosa, sport, Fondazione Veronesicosiddetta minore è più facile e bello quando si cammina, si corre, si pedala”.

MAI FERMARSI
Con la sfida di New York, tutt’altro che facile, le pazienti si renderanno testimonial di quanto sia importante praticare attività fisica, naturalmente sotto controllo medico e adottando un programma sportivo su misura a seconda delle proprie condizioni fisiche. “L’obiettivo non è vincere, perché anche solamente tagliare il traguardo con le proprie gambe è una vittoria che vale più di mille premi”. E allora, che la corsa abbia inizio: buona fortuna, ragazze!

Paola Rinaldi

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