Per sempre felici e ciclisti

Melissa, Pierluigi, nomadi, giro del mondo

Melissa, Pierluigi, nomadi, giro del mondoSono nati in Italia, ma sentono di appartenere al mondo intero. Melissa e Pierluigi (40 e 34 anni) hanno barattato la loro “vecchia” vita ordinaria con un’alternativa nomade. Stanchi di pensare che “il tempo è denaro”, stanno vagabondando dal 2012 per il pianeta alla ricerca di un costante contatto con la natura, che per loro è sinonimo di equilibrio e apprendimento. Prima del grande salto, avevano fatto una prova generale nel 2010 – viaggiando per un anno fra Sud e Centro America, Isola di Pasqua, Malesia, Sud-Est asiatico e Nepal – per toccare con mano se effettivamente fosse possibile vivere una vita diversa nel mondo.

“Eravamo entrambi laureati in Economia e lavoravamo per multinazionali che operano nei settori della finanza e del marketing”, ricorda la coppia. “Da anni, però, sentivamo l’esigenza di evolvere verso un nuovo cammino. Non Melissa, Pierluigi, nomadi, giro del mondosapevamo in quale direzione andare, ma eravamo certi che per trovarla avremmo dovuto abbandonare la strada che stavamo percorrendo, uscendo dal consumismo e tornando fra le braccia della nostra Madre Terra”. Una volta rientrati in Italia dopo quell’esperienza, si sono resi conto di non avere più nulla a che fare con il tipo di società, con i discorsi ricorrenti, con il modello consumistico diffuso.

Così, iniziano a studiare un modo per viaggiare a lungo, se non per sempre, in maniera auto-sostenibile, senza denaro. “Non avendo molti soldi a disposizione, abbiamo individuato le voci di spesa che potevamo ridurre: trasporti, alloggio, cibo. Decidiamo allora che una bicicletta può eliminare il capitolo ‘trasporto’ e una tenda quello dell’alloggio, mentre per il cibo ci si potrebbe arrangiare con piccoli e saltuari lavoretti”.

Melissa, Pierluigi, nomadi, giro del mondoNell’ottobre 2012, lasciano nuovamente l’Italia in sella alle loro biciclette, battezzate Pangea e Pantalassa, e iniziano ad attraversare continenti, paesi, oceani, isole, montagne, con l’unica intenzione di “evolversi” e mettere le loro conoscenze e capacità a disposizione del pianeta, qualsiasi cosa possa significare: terra, animali, alberi, fiori, cose, persone, minerali, pietre. Tutto: buoni o cattivi, bianchi o neri, gialli o marroni, giovani o vecchi, uomini o donne, ricchi o poveri, religiosi o no. Pedalata dopo pedalata, hanno attraversato la verdissima Pampa argentina, la ventosa e desertica Patagonia, la cordigliera delle Ande, la leggendaria Ruta 40 e poi ghiaccio, saline e paesaggi colorati dai fenicotteri rosa della Puna Andina.

Che cosa li fa continuare a pedalare? “Pensiamo che raccontare la nostra Melissa, Pierluigi, nomadi, giro del mondoesperienza sia fondamentale per supportare la nascita di una nuova umanità. L’uomo sta attraversando una fase di grandi cambiamenti, l’evoluzione non è mai stata così rapida e spesso ci invita a un ‘nuovo cammino’. Sempre più gente si rende conto che la tanto ambita laurea, il posto in banca o nell’azienda X, la casa e la macchina non hanno nulla a che vedere con la propria esistenza, con il proprio talento e con la propria missione in questa vita. I sintomi sono insoddisfazione, malessere, infelicità e depressione che sfociano in comportamenti compulsivi e nell’involuzione dello stesso essere umano stesso”.

A parere di Melissa e Pierluigi, la gente ha paura di fermarsi, riflettere, porsi delle domande, diventare quello che davvero desidera essere e, soprattutto, farsi responsabile della propria vita. “In questo senso, noi ci definiamo esploratori della coscienza globale. La nostra scelta di vita Melissa, Pierluigi, nomadi, giro del mondonon è sempre facile, ma ci permette di scendere nei sotterranei dell’incosciente collettivo e di mettere in condizione altre persone di maturare una consapevolezza critica sulle proprie scelte di vita, trovando il coraggio per rompere lo schema che si sono lasciati imporre”. In fondo, da bambini, si sogna di diventare pompiere, ballerina, astronauta. “Nessuno sa cosa vuol dire fare il Controller, il Brand Manager, il Sales Manager, l’Accountant, lavorare all’Help Desk, al Customer Service, fare la Promoter o qualcosa di simile. Quando siamo bambini, sogniamo uno stato mentale. Poi cresciamo, studiamo, iniziamo a lavorare e i sogni scompaiono”.

E allora? Bisogna cercare cosa ci rende felici. Melissa e Pierluigi hanno lasciato tutto per imparare, per fare esperienza di vita, per apprendere tutto ciò che i libri non sono stati in grado di insegnare. “Non abbiamo fretta, né di tornare né di andare da qualche parte, non a caso non pedaliamo Melissa, Pierluigi, nomadi, giro del mondotutti i giorni, anzi cerchiamo di trovare dei posti speciali, dei particolari centri di energia, dove poterci fermare e apprendere qualcosa di nuovo, qualcosa che ci si utile per evolvere verso il concetto di uomo nuovo”.

Basti pensare, dopo solo “venti giorni” di viaggio, si sono fermati per due mesi in Carmen de Patagones, dove hanno imparato tutto sulla profezia Maya, sulle nuove forme di meditazione, sull’alimentazione naturale e sul Reiki. “Siamo alla ricerca della nostra verità, della libertà e della conoscenza: la bicicletta ci permette di muoversi senza dipendere da nessuno, ma anche di incontrare persone meravigliose scambiandoci consigli, suggerimenti e culture differenti”. Un’alternativa nomade è alla portata di tutti? Sì, certo. “Magari molti in questo momento stanno pensando che non hanno più un età per fare certe cose, che hanno una famiglia, dei figli, un mutuo o che semplicemente ‘non possono mollare tutto’. Come diceva Schopenhauer: ‘l’uomo può ciò che vuole, ma non può volere che ciò che vuole’; noi siamo il nostro unico limite. Cercate la verità e la verità vi renderà liberi”.