Il mondo in e-bike

Pazza idea di girare il mondo in bicicletta. Il cuggionese Marco Flavio Invernizzi, classe 1987 e appassionato di avventura, sta progettando di salire in sella al suo destriero (una bici con pedalata assistita) e andare alla scoperta del pianeta, organizzando il minimo indispensabile. La partenza è prevista per la primavera 2014, quando Marco affiderà per sei mesi a un socio la sua agenzia pubblicitaria e inizierà a pedalare per quarantamila chilometri. Perché? Ambientalista convinto e ciclista non professionista, vuole usare questo eBike World Tour (ebikeworldtour.com) per dimostrare che non serve molto per fare tanto.

In questo giro del mondo, il tuo fedele destriero sarà una bicicletta elettrica: perché questa scelta?
Sin dall’inizio, non ho mai puntato a un’impresa fisica, quanto all’aspetto avventuroso che poteva derivarne. Avevo pensato di girare il mondo in moto, ma in un certo senso non avrebbe rispecchiato il mio stile. Sono sempre stato attratto dalle novità, con un occhio di riguardo verso le energie sostenibili, e la bicicletta elettrica mi è subito apparsa come la soluzione più idonea. A mio parere, le due ruote con pedalata assistita rappresentano il tassello che mancava nel settore della mobilità e potrebbero addirittura sostituire gli scooter di piccola cilindrata. Così, grazie anche alla collaborazione di Rocketbiking (rocketbiking.com), siamo riusciti in poco tempo ad elaborare la trama principale di un giro del mondo.

Un viaggio a impatto zero…
Sì, perché sono sempre stato sensibile nei confronti dell’ambiente, anche nella mia vita quotidiana. Non a caso, sono già arrivato alla mia terza auto a metano.

Vai alla ricerca di qualcosa in particolare o si tratta di una pausa dalla tua vita quotidiana?
Diciamo che, prima d’oggi, ho già realizzato altri viaggi: due anni fa, in sella a una bicicletta da corsa, sono partito per Barcellona con lo zaino in spalla, senza neppure sapere dove avrei dormito la notte. L’anno scorso invece ho raggiunto Oslo, attraversando dieci Paesi e percorrendo 3500 chilometri, sempre alloggiando presso le abitazioni di persone sconosciute e meravigliose nella loro accoglienza. In queste occasioni, mi sono reso conto di quante vacanze ho sprecato in una sola località… e che il viaggio avventuroso, dove tutto (o quasi) viene lasciato al caso, è quello che fa davvero per me. Una volta che ci ho preso gusto, mi sono chiesto: perché non fare le cose in grande e organizzare un giro del mondo? Ed eccomi qua.

Dunque, non è una fuga…
Assolutamente no. Io amo la mia vita, ma volevo semplicemente aggiungere un’esperienza da ricordare. Fortunatamente, sono una persona molto adattabile, che sa affrontare le crisi che inevitabilmente ti aggrediscono a metà strada, quando il punto di arrivo è ancora lontano e si è distanti anche da quello di partenza, per cui si inizia ad avvertire la stanchezza.

In termini di equipaggiamento, come ci si organizza per un giro del mondo in bici, dove si attraversano zone climatiche molto diverse tra loro?
I cambi quotidiani sono ridotti al minimo: anziché cambiarmi spesso, utilizzerò le lavanderie a gettoni o l’ospitalità delle persone per lavare i capi che indosso. In più, le grandi escursioni termiche tra i Paesi caldi e quelli freddi verranno contrastatate con l’abbigliamento tecnico, che oggi ottimizza perfettamente il volume con l’efficienza. In un viaggio così lungo, poi, si può anche prendere in considerazione l’idea di effettuare un paio di spedizioni, facendomi recapitare il vestiario più idoneo nei luoghi in cui mi troverò. In questi giorni, stiamo valutando la tipologia di telaio da utilizzare, da corsa o più classico. A seconda della scelta che effettueremo, verranno utilizzate delle sacche anteriori e posteriori oppure un carrellino al seguito per trasportare il mio bagaglio.

Come ti stai preparando all’impresa?
Non sto rispettando una tabella di allenamento precisa, ma sfrutto ogni occasione possibile per pedalare. La scorsa estate, come in una sorta di prova generale, ho viaggiato lungo la costa italiana, alla scoperta delle nostre tipicità, dei costumi, delle tradizioni e della cultura locale. In questo percorso, ho avuto modo di verificare “con mano” che queste biciclette consentono un chilometraggio quotidiano sostenuto, come quello richiesto dal mio giro del mondo, e hanno ottime prestazioni anche sulle salite piuttosto impegnative.

Sul diario di viaggio che hai tenuto durante l’esperienza italiana, hai spesso puntato l’attenzione sulle tipicità culinarie dei territori che attraversavi…
Volevo trovare un tema ricorrente per i miei post e, per l’Italia, la cucina mi è sembrato il più azzeccato, visto che nel giro di pochi chilometri si può trovare una grandissima variazione sul tema culinario.

Troverai un tema ricorrente anche per il tuo giro del mondo?
Sì, l’idea è quella. Magari potrei puntare l’accento sull’eco-sostenibilità, andando alla ricerca dei sistemi di vita più green e confrontandoli con quelli più tecnologici e sviluppati.

Hai già deciso come si svolgerà il tuo viaggio?
Sicuramente lascerò spazio all’improvvisazione, perché credo sia l’ingrediente fondamentale per questa tipologia di viaggio. Gli unici appuntamenti fissi saranno i voli, che dovranno portarmi da un continente all’altro: di quelli non posso davvero fare a meno. Per il resto, saranno 40 mila chilometri di avventura, conoscenze, sorprese, sfide e ispirazione. A grandi linee, ne percorrerò fino a 300-350 al giorno, concentrati soprattutto al mattino per avere il resto della giornata a disposizione per sistemarmi e girovagare per il territorio. Le cose da vedere non mancheranno!

Come si può sostenere il tuo progetto?
Per prima cosa, sto cercando ospitalità nelle varie tappe per dormire, mangiare e conoscere la cultura vera del territorio. Per aiutarmi basta visitare la sezione “Percorso” del mio sito e contattarmi per offrirmi un’eventuale disponibilità. È possibile anche acquistare t-shirt al costo simbolico di 25 euro. Tutti i fondi raccolti e non utilizzati durante il viaggio verranno devoluti in beneficenza ad Emergency: al termine del viaggio, sarà mia cura pubblicare le spese del viaggio, i fondi raccolti e, di conseguenza, l’importo devoluto. Infine, per le aziende che volessero sostenere il progetto con una sponsorizzazione, sono a disposizione per ogni chiarimento. Ogni aiuto è prezioso per realizzare il mio sogno.

Paola Rinaldi

 

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