Sul tetto del mondo

Lorenzo Gariano, alpinista, Nepal

Lorenzo Gariano, alpinista, NepalUn ponte di legno sul torrente Thame, in Nepal, che permetta agli abitanti del villaggio locale di raggiungere le abitazioni senza dover guadare il rio o rischiare di scivolare durante le gelate invernali. È questo l’obiettivo di Lorenzo Gariano, noto alpinista imperiese, che è partito dalla sua Liguria e rientrerà solo il prossimo gennaio, a missione compiuta: per cinque giorni, lui e altri volontari trasporteranno a piedi tutti i pezzi del ponte prima di iniziare a lavorare. Tutto verrà documentato attraverso una telecamera GoPro, che Gariano si legherà al petto per mostrare quanta fatica occorre per arrivare in cima al villaggio.

La costruzione – che si avvarrà dei numerosi fondi raccolti da Gariano nei mesi precedenti – si chiamerà “Ponte della Valle Argentina e di Thame”, in onore della Valle Argentina in Liguria, e potrebbe essere seguita da un altro bel Lorenzo Gariano, alpinista, Nepalprogetto: un piccolo ostello che soprattutto in inverno potrà essere utilizzato dai bambini che, dalle valli circostanti, impiegano due ore per arrivare a scuola e altrettante per rientrare a casa.

Non è la prima volta che questo scalatore, celebre per le sue magnifiche imprese alpinistiche, mostra tutta la sua sensibilità verso le popolazioni che abitano e custodiscono le montagne che oggi sono meta di continui viaggi: da qui, per esempio, deriva l’idea e l’impegno a creare una scuola affinché i giovani tibetani possano diventare guide in grado di organizzare e gestire le spedizioni, smettendo di essere solo manovalanza subalterna.

UNA VITA AD ALTA QUOTA
Cresciuto fra la Liguria e l’Inghilterra, Lorenzo Gariano ha sempre coltivato un amore profondo per la vita all’aria aperta, che lo ha condotto in luoghi esotici e remoti del mondo per rincorrere la sua passione per l’arrampicata: ha scalato il Kilimanjaro, in Lorenzo Gariano, alpinista, NepalAfrica (1997); il monte Aconcagua, in Sud America (2000); l’Elbrus, in Europa (2000); il monte Denali, in Nord America (2001); l’Everest, in Asia (2006); la Piramide Carstensz, in Oceania (2006); il Massiccio Vinson, in Antartide (2009). Con questa serie, è diventato il terzo italiano ad aver completato la sfida delle Seven Summits, che consiste nello scalare la montagna più alta di ciascun continente, un’impresa che nel mondo dell’alpinismo rappresenta la massima conquista.

Per assurdo, è stato il deserto a prepararlo all’alta quota. Il deserto del Sahara con la sua sofferenza dei grandi spazi, la sua spiritualità, le sue condizioni estreme. Ma la particolarità dei viaggi di Lorenzo sta soprattutto nella modalità, più che nei luoghi: durante le sue escursioni, lui cerca di stare il più possibile con gli abitanti del posto, di vivere con loro, mangiare con loro, pregare con loro.

E proprio partendo dalla filosofia di chi vive le imprese come un andare oltre i limiti, Gariano – insieme al maratoneta imperiese Lorenzo Trincheri – ha fondato nel 2008 l’associazione Oltre, che si propone di favorire Lorenzo Gariano, alpinista, Nepaleventi e appuntamenti a carattere sportivo, culturale, ricreativo e sociale, con particolare attenzione per il rispetto e la conoscenza dell’ambiente fisico e culturale attraverso la pratica del “grande viaggio”, delle attività didattiche e dell’escursionismo locale. In fondo, Lorenzo è l’esempio vivente di come sia possibile andare oltre le proprie capacità: da bambino soffriva di asma bronchiale cronica, che gli impediva addirittura di giocare a calcio, eppure poco alla volta inizia a intraprendere grandi viaggi. Forse per questo, oggi, sente di dover ricambiare con qualche gesto di solidarietà quelle terre che gli hanno permesso di essere un viaggiatore, nonostante tutto.

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