Libero di viaggiare verso Santiago di Compostela

Roberto Moretti lungo il Cammino di Santiago a bordo di GennyNon ha permesso a un incidente, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, di togliergli la voglia di viaggiare: Roberto Moretti, 62 anni, ha assecondato un desiderio della moglie Patrizia e, tra maggio e giugno scorsi, ha affrontato con lei il più classico dei cammini dello spirito, quello verso Santiago di Compostela.
Trecentocinquanta chilometri a bordo della sua Genny, un rivoluzionario dispositivo altamente tecnologico per la mobilità alternativa, che gli ha permesso di sfidare qualsiasi sentiero, con sassi, guadi, salite e discese ardite.

Roberto Moretti lungo il Cammino di Santiago a bordo di GennyPatrizia e Roberto sono partiti dalla città di Leon e hanno attraversato la regione del Pánaro e i vigneti del Berzio.
“Abbiamo raggiunto la Galizia, scalando il temuto O Cerbeiro, per poi giungere a Samos e il suo monastero, che ci ha mostrato una parte bucolica dove le persone vivono ancora di quello che la terra e gli animali dona loro”, ricorda Roberto.
“Ho visto le mulattiere, passando tra muretti di pietra, castagneti, boschi di giganteschi eucalipti e guadi su lastricati di pietra”.

Roberto Moretti lungo il Cammino di Santiago a bordo di GennyLa coppia ha sempre viaggiato, anche dopo l’incidente che dodici anni fa ha costretto lui a una mobilità ridotta, ma l’idea di intraprendere un cammino come questo non li aveva mai sfiorati.
“Con una carrozzina normale è molto complicato viaggiare, ci sono mete e modalità di spostamento che sono praticamente impossibili”, spiega Roberto. “Eppure mi rifiutavo di pensare a un mezzo elettrico: ora ho capito che le mie braccia sono fondamentali per conservare la mia autonomia e lo sforzo che faccio per spostarmi con la carrozzina usurano velocemente le articolazioni, compromettendo ogni mio movimento, anche in futuro”.

Questa è la motivazione che ha spinto Roberto a provare Genny, la prima sedia al mondo auto bilanciante su due ruote, una tecnologia d’avanguardia che ha abbattuto qualsiasi barriera, architettonica e psicologica.
Con questo mezzo, ha conquistato quel controllo della mobilità che lo ha convinto a intraprendere il Cammino di Santiago, affrontandolo lungo il percorso delle frecce gialle, quello dei viandanti “normali”.

Roberto Moretti lungo il Cammino di Santiago a bordo di Genny“Sapevo di avere un’autonomia di venticinque chilometri in piano, distanza che si riduceva quando sul percorso trovavo salite particolarmente impegnative”, chiarisce Roberto. “Ho sempre viaggiato al fianco di mia moglie e nostro figlio, solo in due particolari casi ci siamo separati in presenza di gradinate, unico limite di Genny”.
L’uomo non ha mai temuto di perdere il controllo, nonostante la difficoltà del terreno, grazie al sistema di stabilizzazione utilizzato da Genny, basato su una rete di sensori elettrici: in sostanza, a differenza della tradizionale sedia a rotelle, le braccia e le mani sono libere e Genny reagisce al movimento del busto, seguendo lo stesso principio auto-bilanciante del Segway.

Il cammino di Roberto è stata una rinascita, dove la felicità è stata più forte della fatica.
“Gustare le sensazioni che si provano camminando, guardare il paesaggio, sentire i sassi, attraversare i boschi, lambire i torrenti e anche il mare mi sembrava ormai impossibile. Adesso sto già pensando al prossimo cammino da intraprendere, magari in Italia, magari lungo la Via Francigena”.