Da Bangkok a Lombok su scooter acquistati in loco

Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooter

Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooterUn piede è ben piantato a terra, ma l’altro tamburella impaziente.
Non riesce proprio a stare fermo Juri Scandolara, l’avventuroso globetrotter di Dervio, in provincia di Lecco, che – a circa un anno dalla conclusione del suo Sloway, il progetto che gli ha permesso di toccare i cinque continenti senza mai prendere voli – si è improvvisato centauro e ha viaggiato da Bangkok all’isola di Lombok, in Indonesia.
Un viaggio di quasi quattro mesi e oltre cinquemila chilometri in sella a tre scooter, che ha acquistato e rivenduto rispettivamente all’arrivo e poi alla partenza nelle tre nazioni attraversate, tra colline, villaggi, palmeti, branchi di scimmie, piantagioni di caffè e commercianti di frutta.

Hai viaggiato tanto, spesso in maniera indipendente e disorganizzata, ma questa volta haiJuri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooter abbracciato un nuovo stile, montando in sella a uno scooter.
Ci racconti il motivo?

Spesso, per dare senso a un nuovo viaggio, basta scegliere località che non abbiamo ancora visitato, tentare di immaginare cosa troveremo e poi godersi novità o scoperte scovate lungo il tragitto.
In questo caso, invece, avevo voglia di cambiare il modo di viaggiare: ti assicuro che guidare uno scooter per quattro mesi ha dato quel “tocco in più” che cercavo, nonostante io abbia attraversato luoghi già visitati in passato.

Quando sei partito?
A metà dello scorso ottobre, da Bangkok, scendendo lungo la costa est della Thailandia.
Poi, da Ranong, ho disceso il litorale del mare Andamano, fino al confine malesiano.
Non avendo tutti i documenti dello scooter completamente “in regola”, sono stato costretto a Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooterrivenderlo prima di presentarmi al confine e traghettare sull’isola di Langkawi.
Qui, ho comprato il secondo scooter e sono ripartito dall’isola di Penang per compiere varie tappe, tra cui Hipo, Rawang, Kuala Lumpur e infine Melaka, a poche braccia di mare da Sumatra.

E qui hai venduto anche il secondo scooter…
Sì, e mi sono imbarcato per l’Indonesia. Alle spalle avevo circa due mesi di viaggio e, di fronte a me, ce n’erano altrettanti, garantiti dal visto indonesiano.
Ho cominciato il mio tour dalla caotica città di Medan, dove ho trovato il terzo e ultimo scooter, quello in condizioni migliori rispetto ai precedenti e che alla fine mi è spiaciuto dover rivendere.

Non essendo abituato ai viaggi in sella, non è stata un’avventura difficoltosa?
Ovviamente, mi sono dovuto adattare alle pessime condizioni di alcune strade, come quelle di Sumatra, dove ho affrontato anche una discesa, passando dalla fantastica atmosfera del lago Toba e scendendo Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooterlungo tutta l’isola, fino allo stretto che la divide da Giava.
Qui ho alternato visite a città, spiagge e agli imponenti vulcani, dal Krakatoa al Merapi, dal Bromo all’Ijen.
E poi ho ammirato i tipici quadri batik di Yojakarta, come le spiagge da paradiso vicino a Baron, prima di approdare a Bali, ultra affollata ma con angoli ancora poco contaminati dalla massa turistica, e infine nella selvaggia Lombok.

Dove hai alloggiato?
Con un occhio sempre al budget, optavo sempre per un letto in ostello o in guest-house.
Poi, in alcune zone dove non si avvistano turisti per chilometri, l’unica possibilità era rappresentata da squallidi “motel”, dove di solito si fermano i locali che stanno viaggiando per lavoro, oppure coppiette in cerca di un alloggio ad ore.
C’erano anche i posti di fortuna, Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scootercome la fantastica terrazza di un ristorante che mi ha messo a disposizione un materasso e una rete anti moscerini.

Rispetto alle altre “due ruote”, come la bicicletta o le moto di grossa cilindrata, lo scooter come ti ha permesso di affrontare questo viaggio?
La bicicletta l’ho scartata facilmente: grandi sensazioni, ma troppo proporzionate alla fatica che ti costano.
La moto di grande cilindrata invece la vedo “oltre” il mio modo di viaggiare, improntato sulla lentezza. Quindi, è stato facile optare per lo scooter.
Solitamente partivo all’alba, in modo da sfruttare sette o otto ore di guida, e arrivare alla meta prima dell’immancabile pioggia monsonica, che solitamente iniziava di pomeriggio.
Lungo il percorso, avevo la completa libertà di fermarmi o deviare il percorso, in base a Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooter
quello che vedevo e decidevo di visitare, e quando la pioggia era in anticipo prendevo riparo sotto qualche tettoia.

Facendo un bilancio finale, pro e contro di questo mezzo…
Il vantaggio è sicuramente la libertà di movimento, per cui nessun vincolo di orario o tragitto, e soprattutto si evita quella pessima sensazione che provi quando sul finestrino di un treno o di un bus scorre qualcosa che vorresti vedere da vicino, ma puoi solo “fermare” con una foto veloce, lasciandotela subito alle spalle.
Gli svantaggi invece stanno nell’attenzione che devi dedicare alla guida, nelle troppe buche e a volte nel troppo traffico che impediscono di distrarsi con il paesaggio che scivola attorno.

Come ti sei preparato a livello logistico e tecnico prima della partenza?
Preparazione zero! Pensa che, dopo il primo giorno di guida, ho passato due giorni a letto con febbre e mal di gola, perché non mi ero coperto abbastanza, nonostante i trenta gradi.
Diciamo che, semplicemente, confidavo nel fatto che Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooternon accadesse nessun inconveniente e che, se proprio doveva capitare, avvenisse nelle vicinanze di qualcuno in grado di darmi una mano.
Cosa piuttosto facile a quelle latitudini, dove girano milioni di scooter e le officine sono diffuse come da noi i bar. Fortunatamente è quasi sempre andata così, ho avuto quattro forature e due guasti, ma solo una volta ho dovuto spingere lo scooter per qualche chilometro.

I “più” e i “meno” di questa avventura rispetto al precedente giro del mondo senza aerei?
Sloway, cioè il giro del mondo senza aerei, è stato “il Viaggio” e non so come potrei fare qualcos’altro di simile.
Però, viaggiando sullo scooter, ho assaporato sensazioni e un senso di libertà che non avevo ancora conosciuto.

Bangkok-Lombok: perché?
Volevo tornare in posti già visitati, scoprendoli in un modo differente, e in più mi servivano luoghi che non richiedessero un abbigliamento invernale per muovermi.
Inoltre, sia in Thailandia sia in Malaysia sia in Indonesia, non è difficile trovare scooter in vendita, per cui una volta scelta Bangkok come punto di ingresso per l’Asia ho dovuto solo decidere fin dove arrivare.
Prima di partire, pensavo a Papua come meta Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooterfinale, ma la durata del visto indonesiano non mi permetteva di spingermi così a est; così, ho accorciato fino all’isola di Lombok.
Bali sarebbe stata un po’ banale, mentre quella – che tra l’altro fa rima con Bangkok – mi sembrava la conclusione ideale.

Un ricordo per salutarci?
Le facce sorprese e sorridenti della gente che mi vedeva sfrecciare attraverso il loro villaggio.
A volte mi fermavo per scattare una foto e comunicare in qualche modo.
Soprattutto a Sumatra non è facile trovare qualcuno che parli inglese, eppure avvertivo la loro voglia di interagire con questo “bulè”, così chiamano i bianchi, che quel giorno gli ha scorrazzato proprio fuori da casa.

Paola Rinaldi

Juri Scandolara, da Bangkok a Lombok in scooter

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