Alla ricerca della Bellezza

Un viaggio in barca a vela lungo le coste italiane, seguendo le antiche rotte e gli attuali crocevia, con un progetto semplice eppure difficile da realizzare: creare qualcosa di utile e bello, non necessariamente piegato alle logiche commerciali.

Immagine di Loïc Pinzan e Carmine Schiano, Grand Tour sulla Salt DragonLoïc Pinzan e Carmine Schiano, il primo bretone (50 anni) e il secondo napoletano (48 anni), entrambi trapiantati a Bologna, partiranno a fine aprile per un moderno Grand Tour sulle tracce dei tanti filosofi, poeti e artisti che, alla ricerca di ispirazione, hanno girovagato nel passato fra le Bellezze dello Stivale.

Il loro non è un viaggio, non è una vacanza, non è un “andiamo-e-torniamo” qualunque, ma una vera e propria scelta di vita che ha comportato decisioni importanti, innanzitutto professionali: Loïc ha lasciato una carriera da insegnante e Carmine ha dismesso i panni di avvocato per intraprendere una strada che si confacesse meglio al loro modo di sentire e guardare la vita, il mondo, gli altri.
“Vogliamo riscoprire e rivalutare il tempo lento e ritrovare il senso generale della bellezza in un mondo dove predominano le brutte notizie, la negatività, gli interessi economici”, spiega Loïc.

Immagine di Loïc Pinzan e Carmine Schiano, Grand Tour sulla Salt Dragon
Carmine Schiano

TUTTO COMINCIA COSÌ…
Dopo essersi incontrati e aver scoperto tante passioni in comune, fra cui la vela e la Natura, i due hanno capito di desiderare la stessa cosa: un inizio nuovo e un utilizzo del tempo più intimo e lontano dalle logiche frenetiche che dominano la modernità.

Sarà perché i sogni vanno sempre a pescare fra i ricordi d’infanzia, quelli più dolci e incorrotti, ma il mare – che a Loïc riportava alla mente il nonno pescatore di sardine in Bretagna e a Carmine i nonni sottufficiali in Marina militare – è subito sembrato ad entrambi la via giusta per una rinnovata felicità.

“Fra i banchi di scuola, alle elementari, mi capitava spesso di disegnare una piccola barca a vela sul quaderno, immaginando di girare il mondo insieme ai compagni di classe”, ricorda Carmine. “Per certi aspetti, sto cercando di realizzare quel progetto di bambino. Un’idea romantica che però sposa qualcosa di molto concreto: l’Italia va rilanciata nelle sue risorse, dalle bellezze naturali alle ricchezze storiche e archeologiche”.

Se un tempo Goethe, Hugo, Turner e altri viaggiatori hanno attraversato i paesaggi nostrani in diligenza, a cavallo o a piedi, nella ferma convinzione che la qualità di un viaggio fosse inversamente proporzionale alla sua velocità, oggi Loïc e Carmine vogliono toccare quegli stessi luoghi giungendovi dal mare, con un’inversione di prospettiva che desidera offrire una visione inusuale del Bel Paese.

Immagine di Loïc Pinzan e Carmine Schiano, Grand Tour sulla Salt Dragon
Loïc Pinzan

UN VIAGGIO COLLETTIVO
Dopo tre anni di lavori e restauri, è pronta a mollare gli ormeggi Salt Dragon, uno sloop di 12 metri di classe Breòn, oggi battente bandiera italiana, concepito per la navigazione d’altura, dalle linee eleganti e classiche.
Durante il viaggio verranno utilizzati tutti gli strumenti tecnologici necessari per realizzare un ampio reportage fotografico e cinematografico.

Tutte le suggestioni raccolte costituiranno materiale da divulgare attraverso riviste specializzate nel settore nautico e turistico, attraverso libri fotografici ma soprattutto all’interno di un sito internet che, oltre a riassumere i contenuti del viaggio, si trasformerà in un portolano virtuale per altri navigatori del mare e della rete, che vogliano avvalersi di consigli, indicazioni, suggerimenti.

Loïc PinzanPer sostenere l’iniziativa, è stata lanciata una campagna di raccolta fondi e sponsorizzazioni (consultabile sul sito www.produzionidalbasso.com) rivolta a chi possa e voglia contribuire, non solo economicamente, ma anche con le proprie competenze, ad arricchire di contenuti il viaggio: è ben accetto l’aiuto di chiunque voglia rilanciare il proprio territorio, abbia in testa da tempo un reportage fotografico lungo le coste della sua regione o possa in qualche modo far confluire questa avventura in un altro progetto di lavoro, una tesi di laurea e così via.

“Ovviamente, un’idea come questa ha richiesto di attingere ai nostri risparmi personali, in gran parte impiegati per il completo refitting della barca, e adesso verrà affrontata in una modalità di downshifting, per dirla all’inglese”, riprende Carmine: “Si tratta di consumare meno e più consapevolmente, di concentrarsi sull’essenziale e da questo punto di vista vivere in barca costituisce un esercizio permanente”.

Fino a quando navigheranno? Per almeno tre anni, con le inevitabili pause invernali che serviranno anche per riabbracciare mogli e famiglie rimaste a casa. Occorre tempo per visitare città d’arte, baie, siti archeologici e musei raggiungibili da ogni approdo, perché Loïc e Carmine non vogliono sfiorare l’Italia lungo i suoi profili, accarezzandola dolcemente, ma scandagliarla e documentarla in profondità.

SERVE CORAGGIO
“Scelte come la nostra richiedono coraggio, idee, ma soprattutto fedeltà verso se stessi”, asserisce Loïc. “Non volevamo lavorare per tutta la vita in attesa di una pensione che forse non ci sarà mai e neppure trascorrere un’esistenza di sacrifici in un condominio-alveare, sempre di corsa, sempre insoddisfatti, sempre affacciati alla finestra a rimpiangere qualcosa che avremmo potuto fare”.

Loïc PinzanL’avventura parafrasa una delle frasi più belle della nota trilogia “Il signore degli anelli”, pronunciata da Sam: “C’è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo”. È quel buono, bello e giusto che la coppia di naviganti vuole ritrovare, miglio dopo miglio.

Ma il progetto non si esaurirà in questo lungo viaggio, perché – a ruota – già si propone di allargare la rotta all’intero Mediterraneo, culla di tradizioni millenarie. “I nostri occhi sono educati al bello, il nostro palato è educato al buono: la meraviglia è quasi inscritta nel DNA e non dobbiamo disperdere neppure una goccia di questo patrimonio che ci appartiene naturalmente, sin da bambini”, conclude Carmine. “Il nostro è un sogno realizzabile, una di quelle ispirazioni interiori che spinge a mettersi in gioco senza sapere quanto arriveremo lontano. Noi siamo pronti a partire, perché spesso la felicità si trova fuori da quella porta che temiamo di aprire”.
Buon vento, ragazzi!

Per seguire la realizzazione del progetto Grand Tour: www.grandtouralavoile.com,
Facebook: https://www.facebook.com/AsdSaltDragon/

Paola Rinaldi