Da solo, tra fiordi e ghiacciai

Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, bicicletta

Millecinquecento chilometri in solitaria tra fiordi e ghiacciai: Roberto Landolina, ventiseienne di Gattinara (Vercelli), studente di Economia aziendale e istruttore di nuoto, ha attraversato la parte più selvaggia dell’Islanda con la sua mountain bike, portando con sé una tenda da campeggio e orientandosi come facevano gli antichi esploratori, grazie a mappe, bussola e cartine. La sua impresa – condotta dal 7 luglio al 4 agosto e seguita dal Centro Universitario Sportivo dell’Università del Piemonte Orientale (CUSPO) tramite una “diretta” sulla pagina Facebookfa seguito a quella intrapresa lo scorso anno, quando Roberto si è cimentato nella traversata a piedi della Corsica, in un percorso di oltre duecento chilometri.

Dunque, quest’anno non eri alla prima esperienza…Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, bicicletta
No, nel 2013 ho affrontato con le mie gambe la catena montuosa della Corsica, percorrendo circa duecento chilometri in quattordici giorni: anche in quell’occasione ero partito da solo, perché ritengo che i viaggi solitari amplifichino le emozioni. Se non hai compagni con cui confrontarti, sei costretto a cercare in te stesso l’arguzia per risolvere eventuali difficoltà ma anche la motivazione per proseguire, soprattutto quando sei più affaticato. In apparenza tutto questo può apparire spaventoso, ma in realtà ti permette di tirare fuori il carattere e metterti a nudo, mostrandoti – spesso per la prima volta – le debolezze oppure la forza che non sapevi di avere.

Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, biciclettaA te è successo?
Di sicuro, ho scoperto di avere un’elevata dose di pazienza quando mi sono trovato ad affrontare condizioni climatiche molto difficili, mentre la pioggia scendeva copiosa e non mancavano freddo o vento. In quelle situazioni, devi imparare ad accettare con serenità quello che avviene sotto il cielo, rispettando il meteo o le temperature, perché non puoi cambiare la situazione. Ovviamente, poi, queste imprese ti mostrano quanto sei sicuro di te stesso, determinato e risoluto, perché puoi affrontare avventure come queste solamente se ti senti preparato dal punto di vista fisico e mentale.

Tu come ci sei riuscito?Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, bicicletta
Prima di partire per l’Islanda, ad esempio, mi sono allenato ogni giorno per qualche mese: quotidianamente, percorrevo in media settanta chilometri, con tappe fino a centoquaranta ma anche più brevi, da quaranta chilometri. Di per sé, non si tratta di tragitti improponibili per un ciclista, ma la bicicletta pesava quaranta chili con tutto il carico, rendendo la pedalata più faticosa. Amo lo sport e non mi spaventa assolutamente la fatica: anzi, è proprio per essa che intraprendo questi viaggi. Se un’avventura fosse facile già sulla carta e non prevedesse alcuna difficoltà, non la prenderei neppure in considerazione.

Che strade hai percorso?
Avrei potuto seguire la Ring Road, che percorre tutto il perimetro dell’Islanda ed è quasi interamente asfaltata, ma alla fine ho scelto di percorrere la zona dei fiordi occidentali e il territorio desertico a nord dell’isola, caratterizzati da lande Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, biciclettadisabitate, geyser, ghiacciai e soprattutto tanto, tanto sterrato, oltre che da numerosi sali-scendi. Lontano dalle auto e dal classico turismo, ho scoperto luoghi magici e particolarissimi nella loro unicità.

Hai rispettato una tabella di marcia?
Sono partito con un elenco di tappe indicative, che alla fine sono riuscito a rispettare piuttosto bene, seppure con qualche deviazione dovuta alla scoperta sul posto di qualche bel luogo da vedere. Lungo il cammino ho avuto anche modo di incontrare numerose persone, che in alcune occasioni mi hanno aiutato: ricordo ancora quando un uomo si è fermato con la sua auto e mi ha sporto dal finestrino un pacchetto di cioccolatini, dicendo: “Prendili, perché pedalare in Islanda consuma energie”. È stato uno di quei piccoli gesti che Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, biciclettaassumono un valore particolare quando sei affaticato e hai bisogno di uno stimolo per proseguire.

Altri incontri da ricordare?
Una notte, per campeggiare, ho scelto il prato di una fattoria. Passando lungo la strada ho visto un’abitazione con un bel prato piatto e, senza farmi troppi problemi, ho suonato il campanello. Mi ha aperto la porta un’anziana signora che, insieme al figlio, ha accettato di farmi piazzare la tenda per la notte.

Qual è la cosa più particolare dell’Islanda?
Il giorno, che dura quasi 24 ore, forse con l’eccezione di due o tre ore di buio. È davvero strano vedere il sole a mezzanotte e, soprattutto, non è semplicissimo riposare con tutta quella luce. Eppure, gli islandesi non usano tapparelle né tende: probabilmente sono abituati.

Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, biciclettaQuando si rientra a casa dopo esperienze così estreme e faticose, cambia qualcosa nella vita di sempre?
Sicuramente torni con una maggiore positività, carico di energia e soprattutto capace di guardare i problemi con occhi nuovi, meno tormentati o impauriti. Un viaggio “difficile” ti fa crescere e ti insegna a prendere decisioni più rapide, immediate e consapevoli.

Dopo la camminata in Corsica, perché sei salito in bicicletta?
Innanzitutto perché raggiungere a piedi l’Islanda sarebbe stato improponibile, per lo meno nei tempi che mi ero prefissato, ma anche perché la bici ti consente di viaggiare a quella “giusta velocità” che permette di vedere tanti luoghi, ma senza mettere i filtri dei mezzi motorizzati. In sella sei davvero a contatto con la strada, senti la pioggia o il sole sulla pelle, ascolti i profumi e i rumori che ti circondano, vivi l’aria aperta senza avere abitacoli Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, biciclettache ti separano dall’ambiente.

Un’immersione totale nella natura e fra la gente: anche per questo non hai voluto affidarti alla tecnologia per orientarti?
Ho letto tanti libri che raccontavano di esploratori polari e viaggi avventurosi, le cui storie mi hanno sempre affascinato: mi piaceva l’idea di spostarmi “all’antica”, unendo tutto questo alla mia passione per l’attività sportiva, visto che pratico regolarmente alpinismo e arrampicata.

Com’è il cibo islandese?
Diciamo che mi sono organizzato per essere completamente autonomo, visto che mi aspettavano lunghe traversate in luoghi piuttosto deserti. Roberto Landolina, Cuspo, Islanda, biciclettaMa oltre al cibo liofilizzato che riscaldavo, mi sono concesso qualche vizio: oltre alla buonissima zuppa di carne, ho scoperto che la pasticceria islandese è meravigliosa, per cui non sono mancati i dolci, enormi e deliziosi, acquistati nei vari villaggi per recuperare energia.

Quale nuovo viaggio ti frulla nella testa?
Il mio obiettivo, che probabilmente perseguirò nel 2016, è percorrere sempre in bicicletta Cile, Bolivia e Perù: in quel viaggio, a fare la differenza sarebbe sicuramente la quota, visto che l’intero percorso si snoderebbe ad almeno 4000-5000 metri. Per adesso, rivivo nella mia mente i ricordi della mia ultima esperienza, che rimarrà impressa su di me come un marchio a fuoco.

Paola Rinaldi

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