Destinazione Irlanda. Anzi no!

Due cuori e una Vespa. Matteo Paone e la fidanzata Elisa sono giovani, innamorati e globetrotter, una di quelle coppie che alla classica serata “pizza e cinema” preferiscono un’avventura fatta di “strada e cieli stellati”.
Ecco perché, la scorsa estate, hanno organizzato il loro primo Euro-tour da Torino all’Irlanda e adesso progettano di ripartire, sempre in sella alla fedelissima PX 125.

Matteo sognava l’avventura sin da piccolo e quando ha acquistato la sua prima Vespa ha capito subito, come in un lampo, che quel progetto poteva avverarsi davvero.
Con Elisa abbiamo puntato il dito sull’Irlanda, tracciando un percorso che attraversava Francia e Gran Bretagna”, ricorda Matteo. “Cercando i luoghi d’interesse, come i siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, abbiamo delineato un itinerario, che poi ha rappresentato l’esperienza più bella della mia vita”.

Matteo Paone - Irlanda in Vespa.3

Quel viaggio di 18 giorni – affrontato senza navigatore satellitare, né tecnologia di supporto – ha cambiato il suo modo di vedere le cose e, soprattutto, le persone.
Non pensavo ci fosse ancora tanta bontà in giro per il mondo e invece abbiamo incontrato molta gente che ci ha aiutati nel momento del bisogno, abbattendo tutte le diffidenze con cui ero partito”.
E ovviamente le difficoltà (come in ogni viaggio che si rispetti) non sono mancate, cambiando addirittura la tabella di marcia e il “gran finale”.

“Il terzo giorno, sono stato costretto a sostituire la ruota posteriore con quella di scorta, aiutato da alcune persone che mi hanno fornito bulloni e aiutato a risolvere vari problemi tecnici”, ricostruisce Matteo. “Così, abbiamo proseguito la nostra avventura senza un ulteriore cambio in caso di foratura, che purtroppo è avvenuta in Inghilterra, mentre ci stavamo dirigendo verso il traghetto per l’Irlanda: era una domenica, pioveva e ci trovavamo a una ventina di chilometri dal primo paese, in mezzo ai prati”.

Matteo Paone - Irlanda in Vespa.2

Elisa ha suggerito di chiamare Joseph, un ragazzo francese di origine algerina che vive a Londra, conosciuto pochi giorni prima sul traghetto che dalla Francia li aveva condotti in Inghilterra.
“Si è rivelato un grande amico, perché era disposto a venire a prenderci nonostante i 200 chilometri che ci separavano. Nel frattempo, però, sono passate due Vespe di ritorno dal Galles, quasi un miraggio per quelle zone: uno dei due ragazzi, Dave, mi ha regalato la sua ruota di scorta e ci ha letteralmente salvati”.

Una volta sistemata la moto, Elisa ha guardato Matteo negli occhi e gli ha domandato: “Torniamo indietro?”. Lui ha tentennato un po’, ripensando ai tanti mesi trascorsi ad immaginare l’Irlanda e agli amici che tifavano per loro da casa, ma alla fine si è comportato come uno dei tanti “scalatori” che, dopo anni di preparazione, a pochi metri dalla vetta, rinunciano alla conquista, per salvare saggiamente la propria incolumità. “Ho ripensato ai piccoli segnali dei giorni precedenti, come la telecamera che si era staccata dal casco e altri incidenti, seppure trascurabili, che mi hanno convinto a tornare indietro”.

Il ricordo più bello? L’ultima notte, in tenda e in Francia. “Stava tramontando il sole e ho visto scorrere davanti agli occhi tutte le emozioni del viaggio: mi sono abbandonato nell’abbraccio di Elisa, ho capito quanto amore provava nei miei confronti e mi sono sentito fortunato”.
Fortunato per la solidarietà ricevuta, per i luoghi attraversati, per gli amici che aveva sentito più vicini che mai, per la sua storia d’amore, per il semplice fatto di essere lì, in quel preciso istante. Sì, aveva ragione Christopher McCandless nel dire che la felicità è reale solo quando viene condivisa, ha pensato Matteo.

Matteo Paone - Irlanda in Vespa.4

E sulla scia della condivisione, lo scorso inverno, il giovane è partito con un caro amico, Mattia, per una traversata di Austria e Germania alla volta di un raduno motociclistico sulla neve. “Adoro viaggiare anche per poter tornare, perché quando sei lontano capisci chi ti manca davvero”, conclude Matteo. “Se non ritorni ad abbracciare le persone a cui vuoi bene, per condividere con loro le cose che hai imparato, il viaggio nel suo complesso perde significato”.

Ora si aspetta l’estate, quando Matteo ripartirà con Elisa per Spagna e Portogallo, mentre il prossimo inverno raggiungerà la Norvegia con Mattia per partecipare al Krystall Rally, un motoraduno che si svolge ogni anno per tutti quei motociclisti che, nonostante le condizioni climatiche particolarmente avverse, si danno appuntamento nel bel mezzo della foresta norvegese. “Amo le avventure estreme, ma anche la semplicità di un paesaggio che ti avvolge: vado in cerca di emozioni e non voglio dimostrare nulla, se non a me stesso che si può essere felici inseguendo un sogno“.

Cosa non può mancare nel tuo bagaglio?
Uno strumento che incorpora termometro, bussola e fischietto d’emergenza, che possono risolvere parecchie situazioni insieme alla giusta dose di intraprendenza, perché in viaggio bisogna avere coraggio e seguire il sesto senso, che solitamente non sbaglia mai.

Paola Rinaldi

Il diario di viaggio di Matteo ed Elisa è su Vesparesources.com