Pedalando per il mondo

Marco Flavio Invernizzi, giro del mondo in biciclettaHa spento da poco la ventottesima candelina e, dopo aver fatto un bilancio della sua vita, ha deciso di partire, di viaggiare senza pensare, di rimettere in discussione tutte le certezze accumulate fino ad ora.
Lo scorso 20 luglio, il cuggionese Marco Flavio Invernizzi è tornato in sella alla sua bici per affrontare un giro del mondo di circa 35 mila chilometri che attraverserà Francia, Spagna e Portogallo per poi volare a Boston, da cui il ragazzo pedalerà verso il Cile prima di imbarcarsi per l’Australia e, di seguito, andare in Cina con l’obiettivo di rientrare a casa passando dall’Asia.

Trentacinque paesi in tutto, con l’unica certezza delle date di partenza degli aerei, ma per il resto si improvvisa giorno per giorno.
Nel complesso, l’avventura si Immagine di Marco Flavio Invernizzi, giro del mondo in biciclettasvolgerà in solitaria, anche se qua e là Marco potrebbe condividere qualche chilometro insieme a compagni conosciuti lungo il tragitto.
L’unico, vero compagno di viaggio è un bagaglio essenziale, composto da materassino, tenda, sacco a pelo, gps, cellulare, pc e una telecamera, con cui verranno ripresi alcuni tratti del viaggio per i vari social.

“Il sogno di girare il mondo in bicicletta mi perseguitava da troppo tempo, era arrivato il momento di prendere in mano la vita e fare la scelta giusta”, spiega Marco. “Voglio andare a caccia di emozioni, curiosità, culture, paesaggi. Il mio scopo non Marco Flavio Invernizzi, giro del mondo in biciclettasarà quello di stabilire nessun record e neanche quello di dimostrare qualcosa a qualcuno, ma semplicemente continuare a stimolare una curiosità innata che non riesco mai a saziare”.

Titolare di una piccola agenzia pubblicitaria, Marco sfrutterà le potenzialità di Internet per continuare a lavorare anche a spasso per il pianeta e nel frattempo conta di allargare i suoi orizzonti culturali, ma soprattutto mentali. Immagine di Marco Flavio Invernizzi, giro del mondo in bicicletta
Non è la prima volta che si mette alla prova sui pedali, perché dal 2011 ad oggi ha affrontato: Milano – Barcellona (1400 chilometri, sette giorni in tenda), Milano – Oslo (3500 chilometri, 10 Stati, 20 giorni, dormendo a casa di alcune persone), Giro d’Italia (2500 chilometri, 20 giorni), Milano – Francoforte (700 chilometri, 4 giorni, provando il cicloturismo invernale).

“Se mi ero sempre vantato di non essermi allenato per niente, questa volta non si scherza”, spiega Marco. “Mi sono preparato per bene, non ho perso occasione di fare le mie commissioni servendomi delle due ruote e ho avuto la soddisfazione di essere riconosciuto da altri ciclisti, che mi hanno gridato: ‘Invernizzi!’. Spero di essere ispirazione per altre persone, così come qualcun altro lo è stato per me”. In fondo, il suo motto è: “Si vive una volta sola, ma se lo fai bene è abbastanza”.