A spasso senza meta

Kathmandu, Flavio D’Alessio,

Flavio D’Alessio, Tirreno Power, Nepal, Vado Ligure, Kathmandu “Non esiste una strada verso la felicità, la felicità è la strada”. Si è ispirato a questa massima di Confucio il ventisettenne Flavio D’Alessio, di Vado Ligure, che a gennaio è partito per un viaggio senza meta e senza itinerari programmati. “Penso che non ci sia esperienza che possa far crescere e maturare di più del mettersi totalmente nelle mani della propria anima, affidarsi ciecamente a se stessi”, scrive nel suo blog. Dopo aver lavorato per cinque anni (dal 2009 al 2014) presso la centrale termoelettrica Tirreno Power della sua città, Flavio si è ritrovato in mobilità e – anziché perdersi d’animo – ha deciso di coronare il sogno di una vita: quello di girare il pianeta grazie al gruzzoletto messo da parte negli anni di attività.

Dopo aver raggiunto in aereo il Nepal, è iniziata la sua avventura. Kathmandu doveva essere la prima tappa, da una settimana al massimo, giusto il tempo di Flavio D’Alessio, Tirreno Power, Nepal, Vado Ligure, Kathmandu metabolizzare l’impatto dell’Asia “dai mille volti” su un occidentale: alla fine, si è fermato quasi un mese. “Tutto rende il vagare per questa città una continua sorpresa e spinge chi più ne sente la necessità a un continuo dialogo interiore, come se in realtà si vagasse in una continua ricerca introspettiva”. Milioni di taxi, case costruite con materiali naturali, aria pulita, templi maestosi e una natura che ancora sa convivere armoniosamente insieme all’uomo.

“Credere in me stesso è stata la lezione più dura da apprendere fino ad ora”, scrive Flavio. “Dubitavo e giudicavo ogni mio lato e aspetto, fino a quando lavorandoci ho smesso di darci importanza e ora trovo piacevole essere unico ed esprimere la mia unicità, senza paure o preconcetti”. Flavio ammette di aver sempre sentito nel suo cuore una spinta all’osservazione del suo prossimo, a tal punto da immedesimarsi Flavio D’Alessio, Tirreno Power, Nepal, Vado Ligure, Kathmandu spesso negli altri. “Da bambino, provavo compassione verso i senza tetto che cercavano riparo fuori dalla chiesa che frequentavo e, quando avanzavo la paghetta, compravo loro un panino e una bottiglia d’acqua”.

Da sempre desideroso di poter essere d’aiuto al suo prossimo, Flavio ha trovato proprio a Kathmandu l’occasione per farlo sul serio. Al terzo giorno di cammino, ha conosciuto Marco, la cui compagna (Anna) ha creato l’Associazione 17, che si occupa di raccoglier fondi e aiuti per i bambini nepalesi. Così, ha voluto dar loro una mano presso la Home Children Protection School, nel quartiere di Siphal: “Mi sono reso conto della fortuna che ho avuto ad avere un padre, una madre, una sorella e una compagna che mi è stata a fianco per undici anni, alla quale devo gran parte Flavio D’Alessio, Tirreno Power, Nepal, Vado Ligure, Kathmandu di ciò che sono: per questi bimbi, invece, non c’è nessuno a dare la buona notte la sera, una carezza al mattino o semplicemente a dire ti voglio bene”.

Ora, dopo questo bagaglio di esperienze ed emozioni, il cammino di Flavio continua e tutto si pianificherà strada facendo, in un pellegrinaggio alla ricerca di se stesso, convinto per esperienze di vita che “attrai ciò che sei”. Convinto che la società ci incateni con paure e limiti, divieti e regole, anestetizzando il nostro vero essere, la sua filosofia è diventata solamente una: “L’unico modo di riscoprire la magia del viaggio è smettere di fare i turisti-consumatori e tornare a essere pellegrini. Perdersi fra la gente in posti sconosciuti, per ritrovare se stessi e la magia che da bambini era innata in ciascuno di noi”.

 

Kathmandu, Flavio D’Alessio,

Immagini tratte da Le cronache di Flavio

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