L’Europa in camper alla ricerca di storie di confine

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Partirà a giugno il giro d’Europa in camper del fotografo e videomaker pugliese Lorenzo Scaraggi, 40 anni, che attraverserà 22 Stati (per un totale di circa 25 mila chilometri) alla ricerca delle cosiddette “storie di confine”, capaci di mostrare quanto il vecchio continente sia più vicino, unito e omogeneo di quello che pensiamo, nonostante le diversità linguistiche, geografiche e nazionali.

Lorenzo Scaraggi – Vostok100kL’idea è nata qualche anno fa, quando io e il mio amico Peppino abbiamo comprato un camper del 1982, ribattezzato Vostok come la missione del primo uomo nello spazio, iniziando a sognare il giro del mondo”, ricorda Lorenzo.
“Purtroppo, però, anche nel migliore degli equipaggi nostromo e capitano prendono strade diverse: Peppino ha ingoiato l’ancora, come dicevano i pirati, e ha deciso di restare a casa, mentre io ho continuato a immaginare da solo la grande avventura”.

Quella di giugno rappresenta la prima “frazione” di quel viaggio intorno al mondo, che arriva dopo tante missioni che Lorenzo ha già affrontato in tanti angoli del pianeta: da fotoreporter, ha documentato alcune delle zone di guerra più cruente (dalla Striscia di Gaza all’Iraq), ma si è avventurato anche nell’ex Jugoslavia e in Cina, per poi affrontare – fra le ultime esperienze – una camminata di 200 chilometri da Igoumenitsa a Itaca.

“La magia del camper sta nella possibilità di avere a disposizione una piccola redazione mobile”, spiega Lorenzo.
“Nel mio caso, infatti, sono indispensabili il computer, la macchina fotografica e tutta l’attrezzatura che mi consente di riprendere le varie fasi del viaggio, visto che l’obiettivo è costruire un reportage fotografico, un documentario e un format televisivo per creare una sottile linea di congiunzione fra mondi apparentemente lontani”.

Lorenzo Scaraggi – Vostok100k-2Ovviamente, l’intero percorso verrà condiviso sul mio sito e attraverso i social, proseguendo l’esperienza iniziata con il #vostok100ksocialtrip, un viaggio in Sicilia costruito e condiviso con la community del web.
“Per gli oltre 5 mila fan che mi seguono su Facebook andrò a caccia di storie che nessuno racconta o magari le guarderò con un occhio diverso, chiedendo nuovamente a tutti di darmi consigli sui luoghi già visitati oppure di indicarmi quelli che vorrebbero vedere per la prima volta. Sogno un itinerario collettivo, insomma, che arrivi là dove le classiche guide turistiche non portano”.

Lorenzo ama la strada, sempre generosa di informazioni, racconti e ricchezze, ma soprattutto di incontri con persone – anonime fino a qualche minuto prima – che ti offrono cibo, ospitalità e fiducia, come se ti conoscessero da sempre.
Viaggiare con lentezza consente di ricevere a piene mani tutto ciò che un luogo ti può dare. Per questo, mi piace procedere senza Gps, senza autostrade, affidandomi solamente alle mappe cartacee e percorrendo quanto più possibile le strade secondarie”.

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In fondo, il bello di un viaggio sta nella capacità di perdersi fra luoghi e persone, stupirsi di fronte al mondo, innamorarsi a prima vista di tutto ciò che si incontra sulla propria rotta.
“Penso di essere nato viaggiatore, perché molte delle decisioni che ho preso nella vita sono state condizionate da questo spirito zingaresco”, ricorda Lorenzo.
“Non a caso, il mio primo amore è stata la bicicletta, con cui facevo pochi chilometri e avevo l’impressione di aver esplorato il mondo intero”.

A chi lo pensa ricco, lui risponde: “Non è così. C’è chi risparmia per comprare un’auto o una casa, mentre io investo in viaggi: nella frenesia della vita moderna, ciascuno deve sforzarsi di focalizzare il vero oggetto del proprio desiderio, rinunciando a tante cose”.
Anche nelle sue scorribande lungo il pianeta, Lorenzo è disposto ad accettare scomodità, a fare levatacce la mattina, a compiere sacrifici che ad altri apparirebbero intollerabili.
“Viaggiare è come essere innamorati: lo si fa incondizionatamente, su qualunque presupposto”.

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A metà marzo partirà una campagna di crowfunding, che servirà a finanziare le spese vive della partenza.
“Chiedo aiuto per il mio progetto, perché sono convinto che viaggiare sia una ricchezza che non va dispersa, portatrice di apertura mentale e valori importanti, come il rispetto, l’integrazione fra culture, la convivenza civile”.

Giro d’Europa, e poi? Un’amica che vive in Colombia si è già offerta per fargli da guida lungo il Sud America, un amico gli ha proposto di sfruttare un biplano d’epoca per ripercorrere il raid aereo Roma-Tokyo, ideato da Gabriele d’Annunzio.
“Tutto era nato come un giro del mondo in camper, ma adesso si sta trasformando in una filosofia di vita, dove non importa quale mezzo userò: vorrei completare la conoscenza del pianeta a pezzetti, raccontando le storie che raccoglierò come margherite fra le mie mani”.

Paola Rinaldi