Due ruote ai tempi della crisi

Moltiplicando sei donne per dodici ruote si ottiene: Alessandra, Anna, Annalisa, Chiara, Iris e Marianna, un gruppo di amiche “precarie, flessibili, senza soldi, artiste, più vicine ai 30 che ai 20” che hanno intrapreso un viaggio ecosostenibile da Bologna a Giulianova, in Abruzzo, a bordo delle loro biciclette. Dal 31 luglio al 12 agosto, le sei ragazze hanno pedalato sulle loro “bighe” attraverso piste ciclabili, strade provinciali, statali, lungomare e stradelli. L’idea è nata in una domenica qualunque, al ritorno da un corso di formazione a Forlì, quando la suggestione degli stradelli guelfi ha solleticato in loro il ghiribizzo di percorrerli in bici. “La nostra non voleva essere un’impresa epica e non cercavamo notorietà”, spiega Marianna. “Più che l’idea di macinare chilometri per arrivare a un traguardo finale, nella nostra testa c’era soltanto il desiderio di fare una vacanza tra amiche”.

Al di là di questo, volevate trasmettere un messaggio?
Più che altro volevamo essere ecosostenibili, con la totale rinuncia ai mezzi inquinanti, ma anche economiche, in risposta alla nostra condizione di precariato sul lavoro. Abbiamo cercato una soluzione che ci permettesse di viaggiare senza troppe spese e, nello stesso tempo, ci consentisse di vedere quanti più luoghi possibili. In macchina si impiegano tre ore a percorrere lo stesso tragitto che noi abbiamo fatto in dodici giorni: nell’epoca dell’alta velocità, il nostro voleva essere un elogio alla bassa lentezza, che permette di scoprire angoli del mondo altrimenti impossibili da vedere su un mezzo che sfreccia veloce.

Come vi siete attrezzate?
Non avendo le possibilità economiche di acquistare bici di lusso con le marce, siamo partite con le nostre biciclette da città. Tutto il nostro viaggio ha ruotato intorno al concetto di etica, perché crediamo che, in questo periodo più che mai, sia davvero importante adottarla in ogni settore della propria vita. Non solo in vacanza, ma anche sul lavoro e a casa.

Nella riscoperta della semplicità c’è la risposta alla crisi?
Questa congiuntura economica è qualcosa che va oltre le possibilità di soluzione delle singole persone, perché devono metterci mano i governi. Detto questo, ciascuno di noi – al di là della crisi – deve impegnarsi a fare del proprio meglio per migliorare il mondo. Non abbiamo voluto fare la lotta al precariato o all’inquinamento, perché sono battaglie che conduciamo ogni giorno, ma abbiamo scelto di viaggiare leggere e spontanee.

L’episodio che ricordate con simpatia?
Il secondo giorno di viaggio, siamo state ospitate dal nostro amico Matteo, proprietario di un locale a Lugo, in provincia di Ravenna, che ci ha concesso la possibilità di piantare le nostre tende all’interno del suo orto, tra un albicocco e un pesco. La mattina, abbiamo trovato un tavolo imbandito con ogni prelibatezza e un mazzo di rose. È stato un momento davvero poetico.

Quale accoglienza avete ricevuto?
Tutte le persone che abbiamo incontrato sono state meravigliose. Prima di partire, attraverso il nostro blog http://bigatour.blogspot.it/, avevamo cercato appoggio presso privati – conoscenti e non – per tutte le nostre tappe. Ci siamo appoggiate a strutture esterne solo in due occasioni: il Villaggio Taunus di Numana, nella Riviera del Conero, e il Camping Paradiso, situato all’interno del Parco Naturale del Monte San Bartolo. Nel secondo caso, abbiamo realizzato una sorta di scambio: siccome ci siamo formate nell’ambito del teatro e della giocoleria, abbiamo barattato una giornata di animazione al campeggio con due notti di ospitalità.

Artiste per hobby. Quali sono le vostre professioni?
Alessandra è una traduttrice, Anna è una dottoranda, Chiara lavora nel settore sportivo, Annalisa opera nel campo della comunicazione, mentre io e Iris facciamo le educatrici.

Nuove partenze in programma?
Al momento, nelle nostre intenzioni non c’è quella di ripetere un’impresa “fotocopia”. Piuttosto, vogliamo rafforzare il blog che abbiamo avviato per questa occasione, trasformandolo in un contenitore di buone pratiche e belle abitudini quotidiane.

Paola Rinaldi

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