India, diario di un viaggio di ricerca

India - Anna Elisa Albanese

È stata la confusione a catturare per prima l’attenzione di Anna Elisa Albanese, non appena messo piede in India.
E pensare che lei, milanese, fa un mestiere che l’ha abituata alle stranezze degli uomini, o per lo meno le ha insegnato a interpretarle nella giusta direzione: Anna Elisa infatti è un’analista biografica, esperta di astrologia umanistica, cioè si interessa del progetto individuale che per ciascuno prende forma a partire dall’infanzia, avvalendosi del libero arbitrio, e che – se tutto fila dritto – consente di trovare felicità e un senso nella vita.

Come quando nei sogni, di notte, puoi anche accettare di vedere asini che volano o cadere da un burrone senza sfracellarti, ora inizia il tuo sogno e sai che greggi numerosi di mucche, lente e flemmatiche che ti vengono incontro in mezzo al traffico dell’una di notte, facendo rallentare motorini, risciò e quant’altro, sono la cosa più bella e preziosa di questa terra.

Con questa particolare sensibilità, aveva spesso immaginato l’India come meta ideale per una possibile vacanza, fantasticando sin da ragazzina grazie a idealizzazioni, aspettative, racconti di altri e libri letti.
Poi, lo scorso dicembre, si è presentata l’occasione di partire, un po’ per caso, dopo un periodo faticoso della sua vita: “Avevo bisogno di un viaggio privo di orari, scadenze e obblighi, che quasi mi facesse navigare nel nulla per qualche tempo”, ricorda Anna Elisa. “Ho seguito una persona che conoscevo poco, diretta in India per alcuni seminari, perché l’ho vista come l’occasione giusta arrivata al momento giusto”.

India - Anna Elisa Albanese

Una volta sul posto, ha capito subito che l’India viene “trasfigurata” rispetto alla sua vera essenza.
Certo, non mancano il profumo di spezie, i colori e le stoffe, ma la sua anima vera, quella che salta subito agli occhi, è quella fatta di taxi e risciò che suonano di continuo, senza un motivo apparente; di mucche che brucano nei rifiuti o magari allattano i loro vitelli al centro strada; di cornacchie e altri rumori imprecisati di animali.

“Forse non è corretto chiamarlo caos”, aggiunge Anna Elisa. “Piuttosto è la compresenza di elementi che non ti aspetti possano convivere insieme, negli stessi metri quadrati e nello stesso momento, perché in India non esistono regole, convenzioni e forse neppure divieti”.
Una spremuta di emozioni che ha cercato anche di raccontare in un diario di viaggio, pubblicato sul portale Sentiero Astrologico, dove si trovano appuntati mille pensieri, a tratti irrequieti.

India - Anna Elisa Albanese

La mia casa in Italia è un miraggio caldo e lontano, cani randagi che latrano e si azzuffano tra di loro con un suono spaventoso, una sensazione di caduta nel baratro, ma anche incredibilmente di estrema forza e vita che mi oltrepassa come io fossi trasparente e potessi solo far leva su un piccolo filo che mi tiene su, totalmente presente a me stessa, vivida, spaventata ma felice allo stesso tempo, incosciente e stanca.

“In India, mi sono sentita a casa, perché l’astrologia è consuetudine ed è normale fermarsi improvvisamente lungo le strade in meditazione, tutte dimensioni che nel mondo occidentale sono guardate con sospetto”, ammette Anna Elisa.
“Come ho scritto nel mio diario di viaggio, anche se non sei credente o non hai il minimo senso spirituale, là prima o poi lo avverti in tutta te stessa, anche un istante solo. Se non ti chiudi in vacanze organizzate, alberghi o resort di lusso e ti proponi di cercare da solo la vera India, ecco allora che la puoi ritrovare negli occhi scuri delle donne sedute a terra davanti alle loro capanne o nei bambini che ridono mentre giocano con la terra, nella sporcizia, indossando i colori dell’arcobaleno”.

Ci ho messo un bel po’ di giorni a creare dei punti fermi nella mia mente che formassero una piccola cartina geografica, un negozio, un colore, una scritta, un angolo, poi finalmente dentro si è messo il disegno e non per vie razionali, quelle erano le più sbagliate a cui cercavo di aggrapparmi, ma a cui ho dovuto rinunciare.
Cercare con i nostri parametri dei punti di attracco, dove ti pare di vedere barlumi di terra ferma, risultava ogni volta penoso ed era un continuo dispendio di energie.
Così è stato un po’ come tutte le iniziazioni… quando arresa, ho smesso di cercare, e ho smesso di voler arrivare a tutti costi o non sbagliare strada, e stremata mi sono lasciata condurre dalla marea che mi trascinava con sé e ancora di più, mi sono arresa al contatto con gli altri esseri umani, che in tutto questo mio penare, erano sempre stati proprio accanto a me.

Per vivere l’India, devi arrenderti e accettare cosa accade intorno.
Solo così puoi sentirti parte di un sogno fantastico di cui sei protagonista
.
Solo così acquisisci la consapevolezza di poter passare del tempo a guardarti intorno, senza fare necessariamente qualcosa, senza doverti conquistare i minuti e le azioni.
Solo così ti senti avvolto da tutti quei colori in un abbraccio grande come la volta del cielo.

Paola Rinaldi

India - Anna Elisa Albanese