L’Italia a piedi in cerca di sogni

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, WalkaboutL’Italia a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni.
A camminare per 2910 chilometri è stata Darinka Montico, 35 anni, nata sul Lago Maggiore ma dal cuore zingaro, che nel 2014 ha “passeggiato” da Palermo a Baveno (Verbania) grazie al progetto Walkabout, battezzato così per ricordare il lungo viaggio rituale compiuto dagli aborigeni australiani per riconnettersi con le loro origini ancestrali.

La sua unica compagna di viaggio è stata una scatola di latta dal curioso coperchio a forma di orecchio, in cui ha raccolto i sogni delle persone incontrate in cammino.
Adesso, Darinka sta viaggiando lungo l’Italia con una bicicletta in bambù, costruita dalla Carrus Cicli di Savona, per presentare il libro che racconta la sua esperienza a spasso per lo Stivale.

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, WalkaboutCurioso l’orecchio che campeggia sulla tua scatola dei sogni…
È il calco di un orecchio vero, quello di un caro amico conosciuto in Thailandia, che quattro anni fa è rimasto paralizzato dopo un brutto incidente.
È l’unica persona ad avermi sostenuta sin dal primo momento nel progetto, senza manifestare alcun dubbio, ma al contrario facendo il tifo per me.
Ha costruito quella scatola con un significato simbolico, quasi per potermi accompagnare virtualmente durante il percorso.
Ma l’orecchio ricorda anche il concetto di ascolto, che ha rappresentato un aspetto importante del mio viaggio.

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, WalkaboutIn che senso?
Partendo con dieci euro in tasca e la ferma intenzione di restare fuori casa per sette mesi, ho cercato ospitalità presso tante case italiane.
Lì ho avuto modo di ascoltare tante storie, ma soprattutto di raccogliere i sogni delle persone che incontravo: a tutti chiedevo di scrivere su un pezzo di carta il loro desiderio più grande, da inserire poi nella mia scatola magica.

Lo facevano?
Sì, e mi aprivano una vera e propria “finestra” sulla loro vita.
Spesso è più semplice confidarsi con uno sconosciuto, perché non c’è il timore del giudizio di chi ti conosce da sempre. Ho ascoltato storie straordinarie e ho capito che esistono sognatori e rivoluzionari: i primi si limitano a fantasticare qualcosa, mentre i secondi lottano ogni giorno per realizzare i propri desideri.

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, WalkaboutQualcuno ci è riuscito?
Moltissime persone. Fra le tante storie, nel cuore ho impressa quella di un signore tedesco che, dopo essere stato trascinato in Italia dalla moglie, si è innamorato a tal punto della Sicilia da volerci restare anche dopo che la consorte ha deciso di rientrare in Germania.
Aveva sempre desiderato una casa piccola con un grande giardino e ha trovato un appezzamento di terra con alcune grotte, che lui ha attrezzato con verande, elettricità, sistemi wi-fi, orti e ogni comodità: un luogo incantevole, in cui ho avuto la fortuna di soggiornare.

Hai chiesto anche a lui di scrivere un sogno, ancora da realizzare?
Sì. Mi ha detto che gli piacerebbe moltissimo visitare l’Isola di Pasqua, perché essendo appassionato di scultura vorrebbe vedere le colossali statue che la costellano.
Siccome però è consapevole che non avrà mai i soldi necessari per volare fin là, sta scolpendo nel suo giardino quei grandi mascheroni, ispirandosi alle foto trovate sui libri.
Lui è un vero rivoluzionario.

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, WalkaboutMagari altre persone non hanno ancora avuto il coraggio di ribellarsi, ma forse tu hai piantato un “seme” di cambiamento nella loro testa, ricordando i sogni che hanno…
Lo spero davvero. In effetti, una ragazza che ho conosciuto a Palermo mi ha detto di aver mollato il lavoro nella Guardia di Finanza dopo aver letto il mio libro per iscriversi all’università di Medicina.
Diciamo che vorrei essere il novello Atreyu, un personaggio della “Storia infinita”, un film che ho adorato da bambina, che vuole salvare il regno di Fantasia dal Nulla che avanza.
Anch’io ho sempre voluto contrastare il Nulla, che io intendo come tutto ciò che si frappone fra noi e il pensiero libero, a partire dalla pubblicità e tutto ciò che punta a omologarci anziché renderci indipendenti e “pensanti”.
Chi ha un sogno proprio, non imposto dalla società, è un piccolo ribelle, ma i rivoluzionari sono quelli che lottano con le unghie e con i denti per essere felici.

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, WalkaboutUn’impresa straordinaria la tua, anche se non era la prima volta che viaggiavi: è vero che hai vissuto per sedici anni in giro per il mondo?
Sì, sono stata “ospite” di Stati Uniti, Canada, Malesia, Thailandia, Laos, Australia, Nuova Zelanda, Inghilterra, Spagna e Hong Kong, adattandomi alle situazioni che il mondo mi presentava.
Sin da piccola ho assaporato la meraviglia dei viaggi grazie ai miei genitori, che mi hanno permesso di girare molto durante le classiche vacanze: mi bastava avere una valigia in mano per essere contenta.
Poi, appena diplomata, mi sono trasferita a Londra e subito dopo ho iniziato a spostarmi fra i quattro angoli del pianeta, sempre con un pretesto diverso: un nuovo amore, una conoscenza imprevista o al contrario l’esigenza di restare sola per un po’.

Come ti mantenevi?
Ho sperimentato mille lavori diversi, assolutamente sconnessi l’uno con l’altro: sono stata guida turistica, insegnante di inglese e addirittura spogliarellista.
Non rinnego nessuna di quelle esperienze, perché alla fine ciascuna si è rivelata preziosa nella mia vita: fare la spogliarellista ad esempio mi ha insegnato ad ascoltare, perché in quel mestiere trascorri la maggior parte delle serate a parlare con uomini soli, così come facendo la massaggiatrice di teste per giocatori di poker ho imparato l’arte del massaggio, che lo scorso anno mi è tornata utile in giro per l’Italia, quando volevo ringraziare con una “coccola” le casalinghe che mi ospitavano.

Poi, hai deciso di tornare a casa e ripartire per un lungo viaggio in Italia: perché?
L’idea è nata in Inghilterra. Dovevo convolare a nozze con un cantautore irlandese, che però mi ha lasciata dopo un mese dalla proposta, e mi sono ritrovata da sola, con il cuore infranto, in un Paese dove giravo i vari casinò per massaggiare le teste ai giocatori di poker stressati dalla concentrazione: un mestiere ben retribuito, ma che non rispecchiava i miei desideri.
Così, una notte, ho deciso di seguire la scritta incisa sulla suola delle mie scarpe, “Go Walk”, e sono andata a camminare, cercando di capire quale direzione aveva preso la mia vita e in quale invece avrei voluto andare.
A quel punto, ho compreso che volevo tornare in Italia e percorrerla nel modo più lento possibile, a piedi, trasformando in un grande progetto tutte le mie grandi passioni: viaggiare, fotografare, scrivere e sognare.

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, WalkaboutEd ecco “Walkabout”…
Ho percorso il Bel Paese a zig zag, incontrando persone straordinarie che mi hanno aiutata in vitto, alloggio e qualsiasi necessità. Mi sono affidata ai social network, al sito di Couchsurfing, ma anche alle conoscenze casuali, strette magari in un semplice bar.
Ovviamente non è facile avvicinarsi a uno sconosciuto e chiedere un pasto caldo o un letto per la notte, ma ho capito che esiste il giusto approccio per abbattere il muro di diffidenza: si trattava di girarci intorno, di iniziare un dialogo su un qualsiasi argomento, anche solamente il tempo, per poi raccontare la mia storia e chiedere un sogno da inserire nella scatola.
In molti casi, la proposta di aiuto arrivava da sola, insieme alla sistemazione del giorno.

ImmagineQual è il grande insegnamento del tuo viaggio?
Mi sono spogliata di ogni pregiudizio, perché entrando in tante case mi sono ritrovata a confrontarmi con persone lontane anni da luce da me, per lo meno in apparenza, con cui forse non mi sarei fermata a parlare in altre occasioni.
E invece ho scoperto che, nonostante le grandi differenze, anche la gente più bizzarra ha qualche punto in comune con te o per lo meno possiede le sue ragioni per vivere in un certo modo, che non deve essere giudicato, ma compreso.
E poi ho capito che se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo iniziare a comportarci come se già vivessimo nella situazione che sogniamo, perché pian piano la realtà si adatta ai nostri comportamenti e cambia sul serio.

E dei sogni che hai raccolto cosa pensi di fare?
Per adesso li conservo gelosamente, ma l’idea è quella di realizzare una grande installazione dove sarà possibile leggere i desideri degli altri, ma anche lasciare il proprio, per continuare questa grande catena positiva.

Alcuni li hai già inseriti nel libro che hai scritto…
Sì, ma sono pochi a confronto con quelli che ho raccolto. “Walkaboutitalia” è un libro, uscito lo scorso maggio per Edizioni dei Cammini, che racconta soprattutto la mia avventura, cosa mi ha spinta a partire, le paure che mi bloccavano, l’incredibile ospitalità che ho trovato, mostrando anche in sedici pagine a colori gli squarci paesaggistici più suggestivi.

4È stato difficile camminare così a lungo?
Sicuramente faticoso. Prima di partire, avevo contattato via mail alcuni grandi camminatori per chiedere consigli e mi ha risposto uno dei più importanti, Riccardo Carnovalini, piemontese come me.
A ottobre l’ho incontrato al Festival della Viandanza di Monteriggioni, dove entrambi eravamo stati invitati a raccogliere le nostre esperienze: stringergli la mano dopo un anno dalla nostra prima chiacchierata è stato fantastico, perché non ero più la ragazza spaventata che gli chiedeva conforto, ma mi trovavo lì, con lui e tanti altri, con una storia tutta mia.
Adesso capita che altre persone contattino me per ricevere qualche dritta: è meraviglioso poter trasmettere il messaggio di “mollare gli ormeggi” senza paura dell’ignoto, che è sempre più gestibile di quanto si pensa.

Vale la pena tentare?
Sempre, qualunque strada, qualsiasi progetto. Tutto dipende solamente da noi. Basta capire quello che vogliamo fare, magari durante una bella passeggiata come è successo a me, e poi inseguirlo. Le porte si apriranno.

Paola Rinaldi

Immagine di Darinka Montico, viaggio da Palermo a Baveno, Walkabout