Cicloeremia, si parte

Ezio Colanzi, mountain-bike, Abruzzo, Cicloeremia

Ezio Colanzi, mountain-bike, Abruzzo, CicloeremiaUn viaggio là dove alberi e fiori nascondono i ruderi. Il prossimo 8 giugno, Ezio Colanzi monterà in sella alla sua mountain-bike per compiere un itinerario fra i paesi abbandonati dell’Abruzzo (come Faraone Antico, Laturo, Valle Pezzata, Sperone e Buonanotte), pedalando sulle più belle alture dell’Italia Centrale, dai Monti della Laga alla Majella. Convinto che la sua bicicletta sia il mezzo ideale per avvicinarsi ad eremi placidi e sperduti, raggiunti da scomode vie di accesso, ripidi sentieri o strade sterrate, Ezio vuole incontrare quegli uomini “che ancora vivono e si muovono al passo delle stagioni e sembrano conservare una distanza salvifica dalla modernità”, visitando “paesi in bilico su montagne e dove i boschi di faggi sono ampi e frequentati da orsi, cervi, lupi, vecchi pastori e nuovi eremiti”.

MOUNTAIN-BIKE, CHE PASSIONE!
Abituato a trascorrere il tempo libero viaggiando in bicicletta, Ezio non è nuovo alle imprese memorabili. Lo scorso anno, insieme all’altro biker Carlo Dodero, ha pedalato fino a Capo Nord in un itinerario di circa 1.100 chilometri nel cuore della Lapponia. “È stata un’emozione senza pari, perché dopo una lunga fatica ti ritrovi in un luogo dove l’uomo ha potuto solamente assecondare la natura, senza trasformarla e occuparla”. Partiti da Ezio Colanzi, mountain-bike, Abruzzo, CicloeremiaTromso, in Norvegia, i due avventurosi hanno attraversato l’altopiano di Finmark, dove la densità abitativa non raggiunge l’individuo per chilometro quadrato, e hanno poi superato la tundra.

Sempre in tema di natura, quest’anno l’attenzione va a quei borghi abbandonati dove Ezio riconosce un disordine genuino. “Dentro le abitazioni cadenti si trovano giornali sparsi, scaffali rovesciati, tavole con un fiasco al centro, per sempre apparecchiate da una sera di quanti anni fa. Non c’è razionalità nell’abbandono, né pianificazione. Molti borghi sono persino scomparsi dalle mappe e restano esclusi dall’attuale geografia”. Eppure esistono, spesso perduti in un entroterra dimenticato, pieno di muri caduti, antiche fontane asciutte e matasse di rovi. “Sono luoghi abbandonati, è vero, ma soprattutto sono luoghi attraversati”.

Di fatto, spiega Ezio sul suo blog Cicloeremia, lì è avvenuto un passaggio di uomini che si sono trattenuti giorni o generazioni e di nuovo sono partiti. “Anche viaggiare in bicicletta vuol dire attraversare, montagne o pianure di cui non si vede la Ezio Colanzi, mountain-bike, Abruzzo, Cicloeremiafine. Vuol dire arrivare, fermarsi, restare per un poco e di nuovo partire”. Grazie a uno smartphone e a un pannellino solare per l’energia, Ezio terrà un diario di viaggio sul portale, cercando di pubblicare i resoconti sera dopo sera. Come piace dire a lui, a dargli ispirazione saranno quelle notti che profumano di camomilla fiorita e dove la luna sta poggiata come una bolla di cera.

Viaggiatore lento con il pallino per la fotografia, sul suo portale e sul profilo Facebook, Ezio ritaglia un ampio spazio al concorso internazionale “L’abbandono”, organizzato dal circolo fotografico Fotoamatori Sangro-Aventino. L’iniziativa è aperta a tutti (professionisti e amatoriali), che possono partecipare – entro il prossimo 13 giugno – con non più di cinque opere dedicate al tema che dà titolo al concorso. Oltre ai premi messi in palio per i primi tre classificati, le migliori immagini saranno installate su telai di vecchie biciclette ed esposte nell’antico borgo di Gessopalena presso il Museo del Gesso. Lo sostiene anche Ezio: l’abbandono è meraviglioso quando lascia spazio alla natura, specie in quei punti di lontananza perfetti che non aspettano più ritorni.

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