La mia “casa fuori casa”

Perito Moreno, in Argentina

Immaginate un bed and breakfast a tema di viaggio, dove è possibile trovare una grande libreria con tutto il materiale utile per pianificare un’escursione, pezzi d’arredo provenienti dagli angoli più remoti del mondo e, soprattutto, una proprietaria con il pallino per gli scambi interculturali. Quel luogo esiste davvero (precisamente a Senigallia) e si chiama “Casa fuori casa” (www.casafuoricasa.it): l’idea nasce dalla grintosa Luana Montesi, che ha deciso di mettere in piedi la casa dove avrebbe voluto soggiornare nel corso dei suoi viaggi, ma che non ha mai trovato. Nata nell’aprile 2006, questa struttura sulla costa marchigiana è dedicata a tutti quei viaggiatori che – nell’estraneità di una casa altrui – cercano uno spazio familiare, emozionale.

Blue Lagoon, nel Laos centrale

Luana, quali erano le principali esigenze che non trovavi “soddisfatte” in viaggio e hai pensato di colmare con una struttura tutta tua?
Diciamo che, in quel periodo, pur collaborando con l’università di Macerata per attività di ricerca e docenza, avevo voglia di creare qualcosa di mio, che riguardasse la mia passione per i viaggi e per le diverse culture del mondo. A mio avviso, nell’animo del viaggiatore coesistono due aspetti: da un lato, c’è la spinta verso il nuovo, verso ciò che non si conosce e che spinge appunto in un “altrove” non sempre ben definito; dall’altro, c’è l’esigenza di ricrearsi uno spazio familiare in un luogo estraneo, appunto una casa, fuori o lontano da casa.

Nella laguna rossa, in Bolivia

I posti dove ti è capitato di alloggiare non rispondevano a questi due aspetti?
Raramente li ho visti soddisfatti contemporaneamente, e così ho pensato di costruire io questo tipo di offerta. La formula è stata particolarmente vincente, dato che i miei ospiti sono esattamente le persone che avrei voluto ospitare. Così, nel 2010, al mio primo b&b si è affiancata un’altra struttura di charme, Palazzo Boscareto (www.palazzoboscareto.com), ubicata nel centro storico di Corinaldo, un meraviglioso borgo medievale a pochi chilometri da Senigallia. Questo nuovo bed and breakfast si rivolge prevalentemente alle coppie, ma il concetto di offrire una “casa fuori casa” persiste anche qui.

Vicino a San Pedro de Atacama, nel nord del Cile

In base alla tua esperienza di viaggiatrice, cosa cerca concretamente chi gira il mondo?
Premetto che viaggio sempre da sola, per cui le mie esigenze sono legate al fatto di non partire in compagnia. In base a questa mia esperienza, chi viaggia da solo cerca (al di là del servizio standard che ormai ciascun luogo offre) una certa reticolarità di relazioni, anche con i gestori del luogo in cui alloggia, ma anche esperienze autentiche da custodire gelosamente o da condividere con altri viaggiatori. Ormai da molti anni, si parla di “economia delle esperienze”, grazie soprattutto alle accurate ricerche di B. J. Pine e J. H. Gilmore, e io credo davvero che al viaggiatore curioso interessi vivere esperienze non troppo strutturate. Quello appunto che cerco di offrire io ai miei ospiti.

Tutti a cena in un ristorante tipico di Bariloche (Argentina)

Hai viaggiato molto nella tua vita: sempre per passione o anche per lavoro?
Molto spesso ho viaggiato per lavoro. Penso al periodo in cui svolgevo il dottorato di ricerca e avevo l’esigenza di consultare manoscritti in diversi archivi spagnoli. Precedentemente, sono stata spesso all’estero per studio: ho sempre avuto un debole per le lingue e le culture straniere, per cui ho frequentato corsi di lingua all’estero, soggiornando in famiglie in Germania, Stati Uniti, Francia, Spagna.

Dunque, sei una vera globetrotter…
Conosco abbastanza bene l’Europa, ma ancora meglio il Centro e Sud America, e dallo scorso anno mi sono aperta una porta in Asia. Ma il mondo è così grande che mi sembra di aver visitato pochissime nazioni. Queste linee di demarcazione tra “viaggi di piacere” e “viaggi di lavoro” sono poco nette nel mio caso, per cui ogni viaggio può rivelarsi anche una missione di lavoro, in base agli incontri e alle sollecitazioni che ricevo dai luoghi. Proprio sui miei viaggi e sui viaggi altrui a casa mia, sto scrivendo un libro di racconti dove tutte queste realtà diverse si intrecciano tra loro.

Cascate dell’Iguazú, lato argentino

C’è un Paese a cui sei maggiormente affezionata e in cui potresti anche trasferirti?
Non credo ne esista uno in particolare, pur essendo molto legata all’Argentina ad esempio, un posto in cui ho viaggiato molto e dove ho numerosi amici. Valuterei un trasferimento esclusivamente per ragioni lavorative, ma a quel punto le considerazioni da fare dovrebbero essere altre e di diverso ordine, quindi non soltanto legate a ciò che piace, ma soprattutto a qual è il luogo dove il nostro progetto può essere vincente.

Esiste un luogo che hai visitato, dove hai avuto l’impressione che le persone fossero più felici e soddisfatte della loro vita?
No, assolutamente. Bisogna sempre fare molta attenzione a non decodificare la realtà che troviamo in viaggio con i nostri filtri mentali, interpretandola alla luce del nostro modo di vivere, dei nostri valori e della nostra cultura. Ogni posto va compreso secondo la cultura di quel posto.

In treno da Bangkok ad Ayuthaya

Di solito viaggi da sola: perché?
Lo faccio da quando sono piccola e difficilmente potrei accettare di partire per un viaggio (e quindi non per una breve vacanza, che è un’altra cosa) con qualcuno. I miei viaggi sono sempre legati a una curiosità o a qualcosa di specifico. Come dire, sono viaggi molto personali e tagliati su misura in base alle mie esigenze.

Ti piace godere della compagnia di te stessa…
Sì, e quando ho voglia di interagire con gli altri le occasioni non mancano. Inoltre, i miei viaggi sono molto stancanti, impegnativi, e bisogna avere una forte motivazione che, appunto, è sempre molto personale.

Trekking nel Laos centrale, pausa pranzo con la guida

Cosa non deve mancare in valigia, al di là della destinazione?
Una mia caratteristica, che fa sorridere tutti gli amici, è che viaggio molto leggera. Non mi piace caricarmi di pesi, reali e simbolici, inutili. Partire carica di chili da trasportare mi predispone veramente male, forse perché i miei viaggi sono sempre molto itineranti o forse perché penso sempre di non aver bisogno di nulla. Nel mio zaino non manca mai la guida Lonely Planet dei Paesi in cui vado e che inizio a studiare per tempo, integrandone le informazioni attraverso i forum specifici di Tripadvisor, che è un portale che mi piace molto. Viaggio inoltre con abiti che semino lungo il cammino, per cui mi alleggerisco ulteriormente strada facendo, portando anche un po’ di Made in Italy nel mondo!

Perito Moreno, in Argentina

Che viaggiatrice sei?
Senz’altro curiosa e avventurosa, ma anche molto prudente. È necessario tenere sempre un profilo basso, in viaggio come nella vita in generale, molto rispettoso dei luoghi che si visitano.

Ti piace spostarti a piedi?
Moltissimo! A Cuba, per raggiungere una spiaggia isolata, ho camminato per circa 18 chilometri a una temperatura di circa 30 gradi. Sono arrivata a destinazione felicissima, facendo anche la considerazione che tutto sommato non avevo impiegato molto tempo per quel tragitto. Come dire che il bagno in quella meravigliosa acqua turchese me lo sono voluta meritare fino in fondo.

Salar de Uyuni, Bolivia

Per il resto, quali mezzi di trasporto prediligi?
Viaggio rigorosamente con i mezzi pubblici, preferendo i trasporti via terra, dove è possibile. Nei mezzi pubblici, si ha un contatto straordinario con i luoghi e con le persone che li attraversano. Ho conosciuto molto a fondo alcune località grazie a lunghe chiacchierate con chi mi sedeva accanto. Penso soprattutto a un viaggio in bus nel nord-ovest dell’Argentina, tra Salta e Tilcara, dove la mia vicina di viaggio mi ha raccontato alcune credenze tipiche della sua zona alle quali difficilmente, se non fosse stato per lei, avrei potuto accedere.

C’è una curiosità legata ai tuoi viaggi?
Assolutamente sì! Mi piace molto fotografare i dolci tipici dei posti in cui viaggio. Al ritorno, poi, scelgo sempre una bella foto e la espongo nella cucina del mio b&b, che è il luogo dove i miei ospiti la mattina si ritrovano tutti insieme per la colazione. A loro propongo prevalentemente prodotti tipici marchigiani (ciambellone, crostata con marmellata di visciole, lonzetta di fico, etc.) e mi piace che, nello stesso ambiente, siano esposte le immagini dei prodotti che invece sono stati offerti a me durante i miei viaggi. Sempre per creare una suggestione, una reticolarità, una proiezione in qualche altrove, un intreccio con chi viene.

Il cimitero dei treni ad Uyuni

Un souvenir che porti sempre a casa?
Una calamita da attaccare al frigorifero comune del b&b: ne ho di ogni angolo del mondo e, ultimamente, i miei ospiti mi spediscono quelle comprate nel corso dei loro viaggi, che colloco accanto alle mie. Bello, no?

Cosa cerchi principalmente quando sei lontana da casa?
Mi godo tutto quello che succede, nel positivo e nel negativo, e non mi creo aspettative di alcun genere. Cerco di comprendere le diverse culture e sicuramente leggo e studio molto prima di partire, mi traccio un itinerario di massima, da adattare poi a seconda di ciò che succede in viaggio. Mi piace pianificare per poi apportare correttivi strada facendo. Non mi piace arrivare impreparata in un posto, mi piace avere un passo spedito e concedermi il lusso di qualche momento di ozio, magari davanti a qualche pietanza street-food di qualche mercato gastronomico.

4000 Islands, nel sud del Laos

Un aforisma di Augusta Amiel-Lapeyre dice: “È quando il corpo è tra quattro mura che lo spirito fa i suoi viaggi più lontani”. Sei d’accordo o credi che viaggiare sia un modo per “crescere” anche interiormente?
Viaggiare ci fa indubbiamente bene. Ci fa crescere interiormente e ci mette alla prova con noi stessi, rafforza e consolida il nostro carattere. Aumenta le nostre capacità relazionali, introspettive e via dicendo. Anche la letteratura ci fa viaggiare, indubbiamente, e talvolta è proprio leggendo romanzi che mi capita di scoprire luoghi che poi mi attraggono al punto da volerci andare.

Prossimo viaggio?
Il 5 novembre parlo per Malaysia, Cambogia e Singapore. Tutto è nato lo scorso anno, quando durante il mio viaggio in Thailandia, Laos e Cambogia, per colpa di una banalissima storta al piede nel tempio di Angkor, sono stata costretta a rimpatriare (con tanto di stampelle!). In quell’occasione, a malincuore ho dovuto lasciare incompiuta una missione… ma mi sono ripromessa che l’avrei portata a termine il prima possibile. Lo faccio quest’anno: mai lasciare un lavoro (e un viaggio) a metà!

Paola Rinaldi

Clicca su Personaggi per leggere tutte le interviste

 

SHARE
Articolo precedenteStupor mundi
Articolo successivoAmiche, si parte!