Innamorati con le ruote

Cristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, Borgosesia Da una coppia con le ruote, non può che nascere un viaggio.
Pedalando attraverso meravigliosi paesaggi e caratteristici paesini, seguendo i tratti orizzontali di città e pianure, ma anche quelli più verticali delle colline, Cristina Malagutti e Marco Iod (entrambi 37 anni) hanno raggiunto Londra in bicicletta, partendo dalla cintura di Borgosesia, in provincia di Vercelli.

L’idea è nata lo scorso inverno, quando Marco ha scoperto l’esistenza dell’Avenue Verte o Greenway, la pista ciclabile che unisce Parigi e Londra per oltre 400 chilometri, correndo attraverso castelli, cattedrali, angoli deliziosi di grandi città e incantevoli villaggi di campagna.

“Valutando tutte le problematiche che avrebbe comportato il trasporto delle nostre biciclette a Parigi, ci siamo domandati: anziché portarle, perché non ci andiamo?”, racconta Cristina.
“Così, abbiamo deciso di allungare Cristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, Borgosesia l’itinerario e trasformarlo in un’avventura che, alla fine, ci ha fatto pedalare per 23 giorni e 1564 chilometri”.

Se nelle intenzioni iniziali c’era una minuziosa pianificazione del percorso, gli impegni di lavoro e la vita frenetica hanno messo un freno ai preparativi, che si sono ridotti a una guida sull’Avenue Verte e un paio di volumi sulla Francia in bicicletta.
“Ci siamo orizzontati strada facendo, improvvisando giorno per giorno”, riprende Cristina. “La sera, in tenda, consultavamo la cartina e il navigatore sul cellulare, cercando di capire come procedere il giorno successivo”.

INCONTRI DELIZIOSI
A fornire un supporto alla coppia sono state anche le numerose persone incontrate per caso, che si sono messe a disposizione per indicazioni e aiuti di ogni genere.

“Purtroppo, il tempo della scorsa estate non è stato benevolo nei nostri confronti, perché abbiamo affrontato spesso pioggia e condizioni poco favorevoli”, interviene Marco.
“Ma Cristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, Borgosesia si sa che i viaggi riservano sempre grandi sorprese e, infatti, ci è capitato di essere invitati in un camper per sorseggiare un thè caldo, ma anche di essere ospitati nel giardino di una donna inglese, Nathalie, che ci ha permesso di piantare la tenda e ci ha messo a disposizione la doccia di casa per ritemprarci un po’ dal freddo e dalla fatica”.

Nei ricordi della coppia ci sono anche la titolare di un ristorante cinese in Francia, che ha offerto loro una tisana rigenerante in una giornata di pioggia battente, e il signor Francis che, vedendoli in difficoltà, non soltanto ha spiegato – un po’ in francese e un po’ in inglese – le varie strade alternative e poco trafficate da imboccare, ma li ha addirittura fiancheggiati per un lungo tratto sulla statale, controllando di tanto in tanto che stessero proseguendo sulla rotta giusta lungo le vie secondarie.

“Di tanto in tanto, in lontananza, vedevamo un uomo sbracciarsi per richiamare la nostra attenzione”, riferisce Marco con un sorriso. “Era lui che ci aspettava per darci ulteriori indicazioni su dove andare e cosa fare: un incontro straordinario”.

NON ERA LA PRIMA VOLTACristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, Borgosesia
Le “prove generali” per questo viaggio a Londra si sono svolte due anni fa, quando Cristina e Marco hanno affrontato la loro prima avventura in bicicletta, da casa a Roma, lungo la Via Francigena.

“Non salivo in sella dall’adolescenza e quei diciassette giorni hanno rappresentato una sfida personale, che ha rafforzato la fiducia nelle mie capacità”, ricorda Cristina.
“Sono partita senza sapere come si usassero i cambi della mountain bike, prendendomi una pausa dalla mia solita vita d’ufficio, sedentaria, che non mi consente allenamenti particolari: eppure, chilometro dopo chilometro, ho capito che, avendo tempo a disposizione, forza di volontà e un pizzico di fortuna, posso arrivare dove voglio o quantomeno lontano”. Cristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, Borgosesia

Per Marco, invece, non era la prima avventura slow sulle strade del mondo, perché aveva già affrontato per due volte il Cammino di Santiago.

Insieme, ne hanno percorso un pezzo a piedi, la Via de la Plata, e in quell’occasione Cristina ha imparato la sua prima grande lezione da viaggiatrice: gli unici tempi da ascoltare sono quelli del proprio corpo.
“In quell’occasione, per una serie di motivi, dovevamo rispettare una tabella di marcia precisa e un chilometraggio quotidiano: pur trattandosi di un viaggio lento, ho richiesto a me stessa uno sforzo eccessivo, non ho rispettato i miei limiti fisiologici e questo mi ha provocato una forte tendinite. Ogni viaggio è come una passeggiata in montagna, dove è necessario trovare il proprio ritmo per evitare di farsi male e arrivare alla meta”.

Cristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, BorgosesiaAi due innamorati, risoluti a raggiungere un traguardo insieme, il viaggio a Roma ha dimostrato che basta chiudere la porta per iniziare una bella avventura. “Ricordo ancora la prima tappa a Vercelli, a sessanta chilometri da casa”, interviene Marco. “Fra le risaie, ci siamo accorti di scorci e luoghi che forse avevamo attraversato centinaia di volte in auto, ma di cui non avevamo avuto la stessa percezione: conquistare un tratto di strada con fatica, pedalando con i bagagli al seguito e contando sulle proprie forze anziché su un motore, ti permette di vivere i luoghi con un’intensità straordinaria”.

Cristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, Borgosesia Una lezione per tutti, perché non è necessario percorrere migliaia di chilometri per sentirsi “fuori dal mondo”.
Basta uscire dal proprio cortile, orto o pianerottolo per iniziare un viaggio, e magari ritrovare se stessi.

“Anche se li abbiamo affrontati in coppia, i nostri viaggi sono stati a tratti solitari”, riflette Cristina. “Vuoi per la fatica che ci impediva spesso di parlare, vuoi per la tipologia di strada che non permetteva di procedere sempre affiancati, ho avuto modo di pensare molto: in definitiva, per me è stata un’esperienza rigenerante, perché mi sono riappropriata di tutte quelle riflessioni che, nel tran-tran quotidiano, non hai modo, voglia o tempo di fare, sciogliendo nodi abbandonati chissà dove nella mente”.

Marco invece ha riconsiderato la nozione del tempo, così fondamentale nella vita di tutti i giorni.
“Quando rientri da un viaggio, la maggior parte delle persone ti chiede quanti giorni hai impiegato per raggiungere la meta, o al massimo con quale mezzo sei tornato indietro, mettendo in secondo piano le cose che hai visto, le esperienze che hai vissuto, le persone che hai conosciuto”, commenta lui.
“In realtà, il tempo è l’aspetto meno importante di un’avventura come questa, perché quando pedali non conta l’orologio, non esiste una pianificazione scandita in maniera rigida, mentre ti accorgi che nella vita di tutti i giorni quella ‘misura’ fatta di minuti e secondi diventa Cristina Malagutti, Marco Iod, bicicletta, Parigi, Londra, Borgosesia importantissima e troppo breve per farci rientrare tutto”.

SI CONTINUA A PEDALARE
La prossima tappa non è ancora decisa, ma il desiderio di ripartire c’è, eccome.
Fra i due viaggi a Roma e Londra, Marco e Cristina non hanno risparmiato qualche biciclettata (fra cui quella lungo la Ciclabile del Danubio), ma per il momento non hanno ancora fissato la prossima meta e neppure come raggiungerla.
Un giorno, non mi spiacerebbe partire con un mezzo urbano come la Graziella, che sicuramente ci permetterebbe di avvicinare tante persone, incuriosite”, conclude Marco.
Penso che si possa partire con qualsiasi cosa, se hai voglia di farlo: dalla bici di fortuna alle scarpe da ginnastica, tutto può farci conquistare un traguardo e un sogno”.

Paola Rinaldi

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