Porto sorrisi ai bimbi del mondo

Che bello sarebbe girare il mondo per far sorridere i bambini… Detto, fatto. È partito il viaggio speciale di Andrea Caschetto, il 24enne ragusano che – con appena quattromila euro di budget – vuole toccare i quattro angoli del mondo non per visitare monumenti o studiare lingue straniere, ma per aiutare i minori in difficoltà. Gli orfanotrofi saranno le sue mete principali, dove lui intende proporsi come “motivatore di sorrisi”: date, luoghi e sopravvivenza verranno decisi e affrontati nel corso della sua avventura, dove al momento l’unica certezza è la prima tappa, Dubai, appena raggiunta. “La partenza è dipesa da una mia cara amica, Paulina, che lavora per una nota compagnia e mi ha dato uno ‘special price’ per raggiungere gli Emirati Arabi con 100 euro dall’Italia”, scrive Andrea sulla sua pagina Facebook.

Questa non è la prima volta che Andrea si allontana da casa, visto che a 15 anni ha viaggiato per la prima volta da solo durante in gita Andrea Caschetto, giro del mondo, Tanzania, Dubaiin Sardegna, a 16 anni è stato in Lituania, a 19 anni è partito come volontario della onlus ragusana “Un ponte per la vita” in direzione Pietermaritzburg, in Sudafrica, e ha poi condotto una serie infinita di altre esperienze in terra straniera, che gli sono valse il soprannome di “camaleonte di popoli”.

Da tutte queste “passeggiate” fra i continenti, nel 2013 è nata anche l’idea di un libro, “Arcobaleno – Scivolando per il mondo”, la storia di un bambino che usa l’arcobaleno come scivolo per raggiungere ogni volta una nazione diversa e che, una volta tornato nella sua terra d’origine, considera che “i viaggi non sono mai tempo perso”. Ovviamente si tratta delle nazioni che Andrea ha visitato davvero, ma viste attraverso gli occhi di un bambino per analizzare la differenza fra culture. Sin dall’inizio, l’obiettivo era quello di devolvere l’intero ricavato del libro alla costruzione di strutture sanitarie in Africa.

Andrea CaschettoPurtroppo, però, quell’esperienza lo ha messo di fronte a una parola terribile, che fa male solo a pronunciarla: pedofilia. “Ho scoperto che le persone che si occupano di volontariato non sono tutte buone, anzi. Ho contattato forze dell’ordine, questura, politici, programmi televisivi nazionali e associazioni, ma non ho ricevuto aiuti. La verità è che, nella nostra epoca, se non abbiamo prove video, non possiamo fare niente”. Ma Andrea, che non teme querele per diffamazione o qualcosa di peggio, continua a chiedersi cosa possa capitare ai bambini che ha abbracciato in Tanzania: così, ha messo da parte il libro e ha deciso di viaggiare anche per questo, per denunciare gli abusi sui minori.

“Io voglio combattere la pedofilia. Mi piacerebbe se si arrivasse almeno 3in Italia a pene pesantissime, per tali reati”.
In fondo, tutti restiamo un po’ bambini, almeno quando sogniamo. Con tutti questi pensieri per la testa, Andrea ha iniziato il suo giro del mondo e invita tutti: “Avete parenti o amici in giro per il mondo? Sarò lieto di andare a trovarli e di realizzare insieme a loro un video per voi e i vostri cari.
E poi avete idee? Le ascolto. Volete raggiungermi? Fatelo pure. Sarebbe bello un viaggio alla Forest Gump”. Anche perché, come sostiene lui, viaggiare è la palestra della mente.

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