Ambulanti Team al Mongol Rally 2014

Mongol Rally, Ambulanti Team

Mongol Rally, Ambulanti TeamIl viaggio non sarà facile, ma la causa è buona. Sei giovani coraggiosi partiranno il prossimo 26 luglio per il Mongol Rally, la celebre gara non competitiva che ogni anno raccoglie fondi e aiuti per le associazioni umanitarie attive in Mongolia e nei paesi attraversati dalla folle corsa. Alberto Grimaldi, Walter Morselli, Flavia Balzano, Ellinor Balbach, Mario Salvetti e Alberto Poli formano l’Ambulanti Team, un gruppo che riunisce esperienze di vita diverse ma accomunate dallo stesso desiderio di avventura: l’età varia dai 24 ai 27 anni, mentre le professioni spaziano fra il designer, l’architetto, l’acrobata e il mediatore culturale.

“Ci siamo conosciuti per motivi differenti: la maggior parte di noi ha frequentato la stessa scuola di design e grafica a Padova, ma poi si sono aggregati anche una ragazza tedesca e due modenesi”, spiega uno dei componenti più agguerriti, Alberto Grimaldi. “Eravamo tutti amici, chi di uno, chi dell’altro, e abbiamo deciso di condividere il nostro pallino per l’avventura”. A dare il “la” è stato Walter Morselli, viaggiatore per eccellenza, che ha già trascorso Alberto Grimaldi, Walter Morselli, Flavia Balzano, Ellinor Balbach, Mario Salvetti, Alberto Poli un anno in India per lavoro e che, per pura passione, ha girovagato in mezzo mondo. “Saturo di queste scorribande più o meno solitarie, ha deciso di coinvolgere gli amici in questo folle progetto, a cui il prossimo anno ne seguirà un altro altrettanto pazzo, ma ancora segreto”.

La partenza ufficiale del Mongol Rally è fissata per il 20 luglio da Londra e per il 22 luglio dalla Repubblica Ceca, ma l’Ambulanti Team – per conciliare le esigenze lavorative di tutti i suoi componenti – metterà in moto con qualche giorno di ritardo. “L’importante è raggiungere il traguardo di Ulan Bator entro il 31 agosto. Non ci spaventano i guasti, perché sono ferrato in campo meccanico e saremo sicuramente in grado di provvedere alle principali emergenze… anche se l’auspicio è che non si rompa mai nulla!”.

Sì, perché il regolamento del Mongol Rally è spietato: il viaggio deve avvenire senza l’ausilio di navigatori satellitari e senza alcuna assistenza tecnica, per cui i ragazzi dovranno vedersela da soli. In sostanza, se l’incontro ravvicinato con un cammello del Turkmenistan dovesse ammaccare la carrozzeria oppure se il senso dell’orientamento facesse cilecca in qualche altipiano del Pamir, beh, l’arte dell’arrangiarsi andrà cercata in casa; Ambulanti Team, Mongol Rallyanzi, in ambulanza. Sì, perché il mezzo scelto dal team è proprio un classico mezzo di soccorso. “Due anni fa, avevamo già pensato di partecipare al Mongol Rally, ma non avevamo un veicolo adatto, affidabile e spazioso. Poi, un giorno, abbiamo letto su un giornale l’annuncio di vendita di un’ambulanza e ci siamo detti: perché no? In fondo, c’è una qualche assonanza fra ambulanza e ambulanti, proprio come saremo noi in questa esperienza nomade”.

ITINERARIO AVVENTUROSO
Per il resto, un viaggio come questo ha poco di prevedibile e tanto di inatteso. “L’unico aspetto che abbiamo organizzato è quello burocratico: ci siamo affidati a un’agenzia di viaggio per ottenere i visti e conoscere tutte le procedure relative alle assicurazioni sanitarie. Il resto è un’incognita, ma siamo pronti ad affrontarla”. Prendendo la storica Via della Seta di Marco Polo, il viaggio prevede circa 13 mila chilometri, fra cui deserti in Iran, Turkmenistan e Gobi; strade a 5 mila metri di quota nel Tagikistan e Kirghizistan; infinite steppe nel Kazakistan. Insomma, un’avventura “oltre ogni limite” dove l’unico obiettivo è ricercare la libertà, interagire e aiutare le popolazioni locali.

Mongol Rally, Ambulanti Team, Alberto Grimaldi, Alberto PoliCome al solito, il percorso verso il traguardo è completamente a discrezione della squadra. “Idealmente, noi seguiremo un itinerario lungo Italia, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Serbia, Bulgaria, Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan, Kazakistan, Russia e Mongolia”, racconta Alberto. “Le strade che percorreremo saranno spesso ricoperte di sabbia, ghiaia o piene di buche, ma a tutto questo si aggiungeranno anche le altre difficoltà del viaggio, come i valichi di frontiera, l’uso della bussola e delle carte topografiche, le conversazioni con gli abitanti del posto in lingue sconosciute”.

Insomma, è chiaro che i nostri eroi non troveranno i soliti confort di casa. Ma allora perché partire? Per spirito di avventura sicuramente, ma anche per solidarietà. Gli equipaggi che si iscrivono al Mongol Rally hanno l’obbligo di raccogliere un minimo di mille sterline da devolvere in beneficienza. “I nostri fondi saranno donati alle fondazioni ufficiali del Mongol Rally, la Cool Earth e la Christina Noble Children’s Foundation, che segue diversi progetti in Mongolia mirati soprattutto a migliorare la vita dei bambini meno fortunati”. In particolare, i soldi serviranno a sostenere le spese di funzionamento del Blue Skies Ger Village a Ulan Bator, un villaggio che ospita bambini orfani e abbandonati, offrendo loro una nuova chance di vita con l’istruzione necessaria e tutto il supporto di una vera famiglia.

Ambulanti Team, Mongolia, beneficenza, Cool Earth, Christina Noble Children’s FoundationAVVENTURA E CULTURA
Durante il percorso, il team incontrerà alcune associazioni umanitarie (le prime ad avere aderito si trovano in Polonia, Ucraina e Serbia), offrendo ai bambini spettacoli e divertimento. “Ovviamente, il Mongol Rally non è da interpretare come un gara, perché non ci sono vincitori né vinti. A patto di arrivare sino alla fine entro il termine di agosto, le squadre possono impiegare quindici giorni come due mesi: per questo motivo, abbiamo già concordato fra noi alcune tappe nelle città più suggestive, così come l’esplorazione dell’intera costa balneare della Turchia. Nei nostri intenti, beneficenza e avventura andranno di pari passo”. Grazie al contributo di Alberto Poli, che oltre ad essere un fantastico acrobata ha anche competenze di video maker, il gruppo conta di realizzare un documentario finale che verrà postato sul sito ufficiale.

Collegandosi alla sezione Make this Possible, è possibile sostenere l’iniziativa con piccoli gesti che fanno una grande differenza: per esempio, con una piccola cifra che va da 1 euro e 4 euro si può attaccare la propria foto al veicolo; versando da 5 a 14 euro si riceve un ricordo speciale, una o più cartoline da ogni posto visitato dal team; con una spesa dai 15 ai 20 euro si avrà diritto a ricevere la t-shirt con i ringraziamenti di tutto il gruppo. E allora, con il vostro aiuto, che l’avventura abbia inizio!

Paola Rinaldi

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