Il mio viaggio social

Alessandro Altomonte, Motociclismo All Travelers, Fammi Strada, 47 mila chilometri, cinque mesi, otto moto, un incidente e due multe: con questo bilancio, il romano Alessandro Altomonte è rientrato dal suo viaggio social lungo l’Italia, da Milano a Capo Passero (Sicilia), in cui si è lasciato guidare dai membri della community Motociclismo All Travellers, che gli hanno suggerito percorsi, offerto un piatto di minestra e un posto per la notte sul divano di casa. “Sicuramente, è stata una delle più belle esperienze della mia vita”, la descrive Alessandro, “condivisa con persone straordinarie, piene di disponibilità, simpatia e amicizia”.

Hai scoperto che in Italia è possibile un turismo anticonvenzionale?
Assolutamente sì. Il mio valore aggiunto è stato sicuramente l’appoggio delle persone del luogo, che ovviamente possiedono un bagaglio di cultura e conoscenza di gran Motociclismo All Travelerslunga superiore rispetto alle classiche guide, a volte troppo standardizzate. Gli abitanti di un territorio lo padroneggiano, ne frequentano le strade meno note e spesso meno agevoli, ne conoscono gli angoli più suggestivi che altrimenti sarebbe impossibile raggiungere, se non per caso. Per esempio, grazie al Rifugio del Fargno, ho raggiunto di notte un luogo meraviglioso fra i Monti Sibillini, avvalendomi di una strada piuttosto difficile da percorrere in moto: tutta la fatica è scomparsa di fronte allo spettacolo che mi attendeva alla meta, con un cielo stellato, limpido, privo di qualsiasi forma di inquinamento.

Esiste davvero la famosa fratellanza tra motociclisti?
Sì, devo confermarlo. Ho ricevuto dritte, aiuti, sostegno e un’amicizia davvero organizzata, strutturata per non lasciarmi mai solo. In tutti e cinque mesi di viaggio, mi è capitato nel complesso di non avere appoggi per una sola settimana, ma facendo un Motociclismo All Travelersbilancio credo che questo sia avvenuto nelle zone d’Italia in cui la notizia della mia esperienza aveva avuto meno eco.

Le regioni più sorprendenti?
Innanzitutto il Friuli, che non avevo mai avuto modo di visitare: è una regione meravigliosa dal punto di vista paesaggistico, tanto da essere paragonabile alla Costa Azzurra francese, ma anche per la storia, perché ad esempio nel paese di Sauris si parla il tedesco più antico del mondo. Ma forse il territorio più bello in assoluto è la Sardegna, da scoprire però al di là delle mete più rinomate e turistiche. Ho volutamente evitato la zona di Porto Cervo e delle grandi ville da sogno per immergermi invece nella natura selvaggia e incontaminata del Gennargentu, della Costa Verde, della Valle della Luna e di numerose altre porzioni di costa ed entroterra.

Al contrario, c’è una regione poco adatta ai viaggi in moto?Motociclismo All Travelers
Anche se a malincuore cito il Molise, dove ho trovato grande accoglienza, ma in cui la grossa pecca sono le strade, che in tutta la regione versano in condizioni pessime e, per certi versi, pericolose per spostarsi sulle due ruote.

C’è stato un momento di cui puoi dire “Io c’ero”?
Un bel ricordo è quello del Motoraduno in Sardegna dedicato a Marco Simoncelli, mentre “Io c’ero” posso dirlo per un evento drammatico: lo scontro avvenuto ad agosto fra i due caccia dell’Aeronautica militare, che sono poi precipitati sui monti della Laga, a una trentina di chilometri da Ascoli Piceno. Stavo visitando la Gola del Furlo quando mi sono passati sopra la testa e, poco dopo, ho sentito lo schianto.

Motociclismo All TravelersFra le tante esperienze all’attivo, purtroppo ci sono anche due multe…
Sì, e sicuramente tutti i motociclisti possono immaginarne la provenienza. Su 47 mila chilometri, le uniche due infrazioni sono state rilevate in Toscana, che rappresenta un po’ la “maglia nera” per chi ama le due ruote, perché i velox sono poco visibili e segnalati. Per di più, il mio sgarro non era così eccessivo: 57 km/h nel primo caso, 62 km/h nell’altro.

Non è stata la stessa moto a portarti dall’inizio alla fine del viaggio, vero?
Esatto. Ne ho testate otto, che le varie case motociclistiche mi hanno messo a disposizione strada facendo. Pur non avendo un tragitto prestabilito, perché la rotta cambiava a seconda dei consigli che ricevevo, sapevo di poter sfruttare un mezzo per un certo arco di tempo, per cui raggiungevo il concessionario più comodo o direttamente gliMotociclismo All Travelers uffici della casa produttrice, se mi trovavo nei paraggi.

Tracciando un bilancio finale di questa bella esperienza, quale ispirazione ti ha dato il viaggio?
Ha rafforzato un’idea che ho in cantiere da qualche tempo, cioè quella di organizzare dei tour per motociclisti, soprattutto stranieri, a cui fare da guida fra le bellezze del nostro Paese. In più, sempre con la rivista Motociclismo e con le case motociclistiche che mi hanno supportato, stiamo già valutando una nuova partenza per il 2015, sempre con il format di “Fammi strada”, anche se leggermente differente.

Insomma, l’avventura continuerà…
Sì, l’auspicio è quello. In questo viaggio ho conosciuto persone meravigliose, molte delle quali mi hanno raggiunto all’Eicma, l’esposizione internazionale del ciclo e motociclo che si è svolta dal 6 al 9 novembre a Milano, la mia ultima tappa prima di rientrare a casa. Giusto in tempo per il mio compleanno, il 10 novembre, quando famiglia e amici mi hanno accolto con un forte abbraccio. Sono tornato.

Paola Rinaldi