Sulla terra e nel vento

Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda TransalpLui, lei e una vecchia Honda Transalp: in totale, 300 kg. Agata Invernizzi e Thomas Ferrari sono due fidanzati che, un bel giorno, hanno venduto tutto quello che avevano e poi sono partiti all’avventura, per girare il mondo con una moto. Lei ha 27 anni, è uno Scorpione irrequieto e il suo obiettivo è vivere in ciabatte; lui invece ha 33 anni, è un Ariete testardo e si descrive come un ingegnere atipico, nel senso che mette la camicia sopra i pantaloncini. Poi, in questo “ménage à trois”, c’è la rombante Serena: una due ruote blu e gialla che ha 22 anni, ma sembra ancora una ragazzina, e adora ricevere attenzioni, che Thomas non lesina affatto.Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda Transalp

DA TRE ANNI PER IL MONDO
“A luglio 2011, quando siamo partiti, sentivamo che Milano e l’Italia in generale non avessero più nulla da darci”, racconta Agata. “Entrambi avevamo appena terminato l’università e non ci sembrava che la nostra vita raggiungesse uno standard di qualità sufficientemente alto”. Così, hanno deciso di andare alla ricerca del posto più bello del mondo, che sapesse accoglierli per un po’ o magari per sempre. “Ovunque, non ci limitiamo ad attraversare i luoghi lentamente, ma ci fermiamo quel tanto che basta per vederli con altri occhi: ovviamente, per trovare il punto migliore sulla Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda TransalpTerra bisogna prima vederli tutti… per cui potrebbe servire ancora molto tempo”.

Ma quanto occorre per entrare nello spirito di un luogo? “Ci sono terre per cui sei mesi non sono sufficienti, come l’India o magari lo Sri Lanka, dove io e Thomas abbiamo trascorso un intero anno senza mai stancarci e continuando a scoprire cose nuove sino alla fine”, ricorda Agata. “In generale, noi cerchiamo di fermarci almeno due o tre giorni per ogni città, in modo da vivere pienamente ciascun Paese”. La loro passione per il cibo di strada (street food) aiuta la coppia a immergersiAgata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda Transalp fra i profumi e i sapori del posto, provando cose che altrove sarebbe impossibile sperimentare. “Il cibo consente anche di conversare con le persone locali, di confrontarsi con loro, di mettersi allo stesso livello di chi si incontra. Tutto questo ci permette di essere accolti con gioia e senza riserve”.

SI ALLOGGIA DOVE CAPITA
Si sa, quando si viaggia per il mondo con l’ottica di viverlo fino in fondo, la prima Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda Transalpqualità (indispensabile) è lo spirito di adattamento. Agata e Thomas non alloggiano in hotel a cinque stelle, ma si affidano alla rete del couchsurfing oppure accettano l’ospitalità delle persone, man mano che viene loro offerta. “Abbiamo anche dormito in tenda e nei templi, all’interno delle stanze dedicate ai pellegrini: insomma, ci piace essere coccolati dagli abitanti locali e, anche se viaggiamo così lenti e il nostro cammino compie spesso delle spirali, vogliamo cercare di arrivare in Australia prima del 2016”.

A proposito di coccole, la sera, prima di andare a dormire, Thomas e Agata si regalano sempre una storia della buonanotte. Dopo aver ultimato le novelle contenute nel celebre “Le mille e una notte”, Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda Transalphanno cominciato le “Favole al telefono” di Gianni Rodari. “Non ci piace la tv, a dire il vero non ne possedevamo una neppure a Milano, mentre leggere un libro può essere molto bello, intimo”. In fondo, anche la loro avventura è una bellissima storia da raccontare. “Una storia che inizia con una ragazza che faticava a lasciare che le altre persone le regalassero qualcosa, perché si sentiva sempre in debito”, ricorda Agata. “Questo viaggio invece mi ha insegnato a prendere, soprattutto nel mondo musulmano, dove le persone ci hanno spesso fermati per strada, dandoci frutta, acqua e ospitalità”.

IL VIAGGIO TI CAMBIA
Dopo questa esperienza, Agata si sente profondamente cambiata. Prima, a Milano, viveva in un palazzo, dove conosceva poco (se non per nulla) gli altri condomini. “Ora, quello stile di vita mi appare folle e, se dovessi rientrare in Italia, sicuramente non potrei tornare in una grossa città: sono abituata a Paesi come l’India o il Pakistan, dove è Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda Transalpassolutamente normale fermare per strada una persona e farle un complimento sul vestito che indossa o comunicarle qualsiasi cosa, senza apparire strambo come avverrebbe da noi”.

Per permettersi questa scorpacciata di mondo, Agata e Thomas hanno risparmiato per quattro anni prima della partenza e adesso, in cambio di vitto e alloggio oppure di qualche soldo, accettano vari lavoretti, strada facendo: lui è stato falegname e lei promoter, hanno fatto i manager di albergo, le guide turistiche e ultimamente, a Lahore, hanno confezionato dei modelli per una casa di abbigliamento. “Non si può vivere come se questa fosse una perenne vacanza, perché non lo è: bisogna darsi Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda Transalpdelle regole, forse anche più che a casa, senza mai lasciare nulla al caso”.

Dunque, poche cenette fuori casa, addio alle “birrette” serali e occhi continuamente puntati sul portafoglio. “Probabilmente, è la moto la nostra spesa di più grande: Serena è la più viziata dei tre”. Ma perché battezzarla Serena? “Prima di partire, abbiamo effettuato un giro di prova fino a Barcellona e praticamente si è fatta trascinare fin là, con tanta fatica: ogni tanto, beatamente, smetteva di funzionare, per cui abbiamo pensato a un nome che, con un pizzico di ironia, rappresentasse l’estrema serenità con cui lei decideva di lasciarci a piedi, senza troppo preavviso”.

Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda TransalpAll’inizio, avevano pensato di partire a bordo di un furgone, ma un calcolo veloce sulle spese che avrebbe comportato il suo spostamento li ha fatti ripiegare sulle due ruote. “Siamo felicissimi di questa scelta, perché con un furgone avremmo potuto trascorrere intere giornate senza incontrare nessuno, mentre la moto ci costringe a comunicare con il mondo esterno, spesso attirando la curiosità di chi ci vede arrivare. Può essere faticoso, stancante, ma il bello sta proprio qui”.

I MOMENTI DA RICORDARE
Se ogni giorno rappresenta un’esperienza da portare nel cuore, sicuramente alcuni momenti rimangono impressi più di altri. Per Agata, è indelebile la Agata Invernizzi, Thomas Ferrari, viaggio, moto, Honda Transalpcelebrazione di un funerale kurdo, quando è stata calorosamente accolta all’interno del parlatorio femminile. “C’erano centinaia di persone che arrivavano dalla Siria e dall’Iraq, oltre a enormi quantitativi di carne che venivano cotti ogni giorno come in una sorta di fiera, dove la gente tornava a incontrarsi dopo anni per ricordare il defunto. Ad un certo punto, ricordo di essere stata accolta nella stanza delle donne, proprio come una di loro”. Ma, forse, il momento più bello di tutti si ripete ogni mattina, quando i due fidanzati viaggiatori si svegliano insieme con tanta speranza e la mente sgombra da ogni preoccupazione. Sì, perché probabilmente il luogo più bello del mondo è ovunque possano tenersi per mano.

Paola Rinaldi