The Railway Diaries

Immagine di The Railway Diaries, un viaggio di tre donne lungo l’antica Via della SetaUn viaggio orizzontale, dal 2 maggio al 15 agosto, da Venezia ad Almaty (Kazakistan), tralasciando Italia e Cina per dare spazio ai leggendari “paesi di mezzo” e alle loro genti.

Nawart Press, un collettivo di giornalisti indipendenti che trattano di esteri, ha lanciato il progetto The Railway Diaries, un viaggio lungo l’antica Via della Seta per svelarne non tanto il passato glorioso, quanto le persone che compongono il suo presente.

A compierlo saranno Giulia, Costanza ed Eleonora, tre giovani giornaliste freelance dai percorsi personali e professionali diversi ma complementari, che – riunite sulla terrazza di casa, al Cairo – si sono domandate: “Perché non far fruttare l’esperienza individuale intrapresa nel campo per realizzare qualcosa di nostro, un progetto che davvero rappresenti la nostra personalissima Immagine di The Railway Diaries, un viaggio di tre donne lungo l’antica Via della Setaidea di fare giornalismo senza doversi adeguare ai soliti schemi e stereotipi?”.
Così, hanno lanciato una campagna di crowdfunding per raccogliere i soldi necessari per coprire le spese vive del viaggio.

Gli spostamenti verranno effettuati esclusivamente via terra, in treno, un mezzo che si caratterizza per lentezza, continuità di spostamento e multiculturalità, perché sedere in un vagone significa stare a stretto contatto con le persone del posto, prendendo nota delle loro storie e opinioni.
Il materiale raccolto sarà scritto e descritto attraverso articoli, documentari, e reportage fotografici da diffondere su testate giornalistiche, tv, radio.
Per ogni tappa, le tre protagoniste hanno individuato delle storie di donne diverse fra loro, per dare spazio alla molteplicità e allontanarsi da stereotipi preconfezionati.

The Railway Diaries, viaggio lungo la Via della SetaParleranno di minoranze etniche e religiose, come le comunità Rom in Kosovo o le sacerdotesse zoroastriane dell’Iran; racconteranno antiche tradizioni, come le Vergini Giurate in Albania; scopriranno le conquiste femminili del Kurdistan turco con le storie di sindachesse di diverse municipalità, ma non solo.
Il progetto intende esplorare la vita quotidiana delle campagne, degli scambi commerciali o, ancora, delle avanguardie artistiche e culturali dell’Asia Centrale, mentre nuove e altre tappe saranno aggiunte strada facendo, secondo ciò che emergerà nei luoghi visitati e alle risorse a disposizione.

In territori dove, tradizionalmente, l’uomo si intratteneva fuori casa per via di guerre, commerci o convegni e alla donna spettavano i doveri di casa, si racconterà la cultura di un paese attraverso lo sguardo femminile, diffondendo un’informazione diversa, meno stereotipata e con più sfumature rispetto a quella monocromatica dei media tradizionali, con lo scopo di dar un volto e soprattutto una voce alla gente comune, che di solito non ce l’ha, per far sì che lo scambio culturale serva ad arricchire anziché dividere.

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