Un tesoro in canoa

Marco Magrini, Andrea Nosenzo

Marco Magrini, Andrea NosenzoAnche senza mappa, un viaggio può condurre al tesoro. È successo a Marco Magrini e Andrea Nosenzo, due giovanissimi piemontesi che, come regalo per la loro maturità, hanno chiesto di navigare da Asti a Venezia, seguendo il corso del Triversa, del Tanaro e del Po. Detto, fatto. Lo scorso 16 giugno sono partiti e, fra una pagaiaia e l’altra, hanno trovato un tesoro in argento sul fondo di un torrente astigiano: bicchieri, tazze, piatti, vassoi e caraffe. Un ricco bottino, che adesso è custodito dai carabinieri della stazione di Villafranca d’Asti.

C’è chi ipotizza che il tesoro appartenga agli affiliati di una setta, attiva nella zona alla fine degli anni Ottanta, di cui i proprietari avevano dovuto sbarazzarsi per essere accettati dalla “santona”, poi finita in manette nel novembre del 1988 con una lunga serie di accuse: sequestro di persona, minacce, lesioni, estorsione. Sta di fatto che, sotto un ponte della strada che collega Tigliole d’Asti e Baldichieri, il tesoro ha fatto capolino e, se nessuno dovesse reclamarlo, tra un anno sarà di proprietà dei due ragazzi.

Il gruzzolo argentato è stato trovato dai canoisti alla fine della seconda giornata di navigazione sul Marco Magrini, Andrea NosenzoTriversa, quando hanno notato un luccichio nelle acque. Ma, a parte la sorpresa luccicante, il viaggio in canoa è stato soprattutto la sfida di due diciottenni che hanno voluto mettersi in gioco, dimostrare carattere, tenacia, maturità e voglia di fare. “È un po’ di tempo che pensavamo di fare una cosa del genere; poi, abbiamo visto a marzo che la navigazione del Po era fattibile fino a Venezia e così, a maggio, abbiamo deciso che appena finita la scuola saremmo partiti”, racconta Marco sul suo profilo Facebook.

Marco Magrini, Andrea Nosenzo“Avevamo paura di essere presi per pazzi”, continua, “ma soprattutto avevamo paura di fare una figuraccia a dire andiamo e poi non partire. Quindi, abbiamo aspettato il grande giorno per annunciare l’impresa, sicuri che da lì in poi qualcuno ci avrebbe seguiti attraverso Facebook”. Sicuramente, il tesoro nascosto non faceva parte dei loro programmi. E invece è arrivato, insieme alla notorietà, che adesso Marco e Andrea si godono con un sorriso rilassato, ricordando i luoghi incontaminati, gli straordinari incontri e la grande ospitalità, ricevuta ovunque, con inviti a cena e accoglienza per la notte. Quale sarà il vero tesoro che resterà nel loro cuore?