In sella per Emergency

È partito. Prima di questa avventura, Maurizio Pistore ha già percorso, in moto o in auto, tutti i cinque continenti, ma questa volta il suo viaggio ha un sapore particolare. La sua impresa si chiama “All Around the World” e corona ben trent’anni di viaggi su due ruote: dopo aver viaggiato in lungo e in largo per l’Europa, una decina di anni fa ha iniziato ad avventurarsi al di fuori del vecchio continente.
I suoi compagni di avventura? Prima il “motorino”, poi una Vespa 150 e di seguito la Yamaha XT 550, la BMW R80GS, la F650, la F650GS, la KTM LC8 950 Adventure e una Yamaha XT 600.
Nella vita, Maurizio Pistore è un insegnante di educazione fisica, originario di Piove di Sacco e residente a Pontelongo, dove ha sede anche il “Motorbike Adventure Team”, l’associazione di cui è fondatore e socio (http://www.motorbiketeam.com/).

Ieri, 4 ottobre, Maurizio è partito per un giro del mondo a favore di Emergency: con la sua impresa, si occuperà di reperire fondi a favore della clinica cardio-chirurgica Salaam di Soba, alla periferia di Khartoum, l’unica struttura altamente specializzata e gratuita in un territorio che serve 13 nazioni e oltre 300 milioni di persone. “Come nei miei viaggi precedenti, anche questa volta c’è un aspetto umanitario: voglio legare la mia fortuna di poter fare queste traversate alla possibilità di essere utile alle persone meno fortunate di me”, ha motivato la sua avventura.

UN SOGNO LUNGO UN ANNO
Nelle lunghe sere trascorse davanti alla cartina del mondo, ha pensato molto a quale itinerario effettuare, quando partire, che mezzo utilizzare. La prima cosa che ha deciso è di non utilizzare l’aereo, ma di affidare gli spostamenti che non potrà effettuare con la moto (quelli da Africa ad Australia, da Australia a Sud America, da Alaska a Siberia) alla nave-cargo. La seconda cosa che ha voluto fortemente è collaborare con Emergency, immergendosi nei luoghi in cui quell’associazione umanitaria lavora con un’opera preziosa e insostituibile.

Su quelle due basi, il suo “sogno lungo un anno” ha preso corpo e l’idea si è fatta concreta: accompagnato solo dalla sua moto, Maurizio raggiungerà l’Africa, partendo da Tunisi e arrivando a Cape Town. A quel punto, si imbarcherà prima per l’Australia, poi per la Tierra del Fuego argentina, da cui risalirà fino a Prudhoe Bay, in Alaska. Dal Circolo Polare Artico, riprenderà la strada di casa attraverso le lande desolate della Siberia asiatica fino alle conosciute strade dell’Europa, dall’est di Bielorussia e Polonia all’occidente di Germania e Francia.

Sarà un viaggio che durerà circa 330 giorni, lungo almeno 100 mila chilometri. Tutto per un uomo solo e la sua moto, che sono pronti a partire. “Non sono il primo e non sarò l’ultimo motociclista a fare il giro del mondo in solitaria”, scrive Maurizio sul sito dell’associazione. “Ciascuno di coloro che l’hanno già fatto ha dato le spiegazioni e le motivazioni che l’hanno portato a pensare (prima) e ad effettuare (poi) un viaggio del genere. Io ci ho pensato tanto, e per tanto tempo, so cosa mi spinge, e il tutto si può sintetizzare in una sola parola: conoscenza”. Conoscenza di sé, conoscenza degli altri, conoscenza delle culture, conoscenza dei paesaggi, conoscenza delle situazioni. “Come dico sempre ai miei amici, sono uno dei peggiori motociclisti che io conosca, ma amo guidare, amo il senso di libertà che solo la moto sa dare e amo conoscere genti, culture, ambienti nuovi”.

GRANDE PASSIONE
Come la stragrande maggioranza dei motociclisti, Maurizio ha iniziato a usare la moto per le vacanze o le gite in montagna. La svolta è arrivata nel 2002 con la partecipazione a un moto-raid in Etiopia di 7000 chilometri e, l’anno successivo, all’Africa Australe Motoraid in Sud Africa, Botswana e Namibia. Nel 2005, è stato invitato dal “Marco Polo Team” a partecipare a un viaggio da Venezia a Pechino, mentre nel 2006 ha organizzato il suo primo viaggio da autodidatta insieme a due compagni di avventura, Alessandro Biagioni e Luca Bottin: da Caracas hanno raggiunto Buenos Aires, attraverso le foreste dell’Amazzonia.

Nel 2008, è stata la volta dei 18 mila chilometri da Padova a Capetown e infine, nel 2010, ha intrapreso un viaggio da Los Angeles al canale di Panama, sulle orme di Cristobal Colon e della cultura Maya. Oltre a quelli in moto, Maurizio ha effettuato molti altri viaggi, utilizzando i più svariati mezzi: fuoristrada a 4 ruote motrici, automobili, pulmini, barche a vela, piroghe. Ogni scusa era buona per mettersi in viaggio.

COME CONTRIBUIRE
Intorno all’iniziativa, è stato creato un sito di ricerca fondi (
www.buonacausa.org/all-around-the-world-motoraid-for-emergency), dove chiunque può lasciare un contributo a favore di Emergency. “L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ai 20 mila euro e siamo sicuri che con l’aiuto di tutti riusciremo anche in questa impresa titanica”.

 

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