Dalla Malesia al Polo Nord

Sette colombe colorate, un fiore rarissimo e una corona di foglie d’ulivo. È questa la bandiera disegnata da una tredicenne della Malesia, Sarah Bartrisyia, che verrà piantata ad aprile sui fondali del Polo Nord, dopo un viaggio che costringerà i partecipanti a camminare, trascinando una slitta, in condizioni climatiche difficilissime, per 5-10 giorni, coprendo anche una distanza di 100 chilometri al giorno. Un cammino faticoso, estenuante, ma fortemente voluto da Greenpeace (www.greenpeace.org) per lanciare un messaggio di responsabilità al pianeta.

UN SIMBOLO DI PACE
A scegliere la bandiera è stata la nota stilista britannica Vivienne Westwood, che l’ha selezionata tra quelle presentate a un concorso riservato a ragazze e ragazzi di tutto il mondo, promosso dalla World Association of Girl Guides and Girl Scouts. Lo scopo dell’iniziativa era quello di realizzare una bandiera per simboleggiare la pace, la speranza e la comunità globale che si è impegnata per la protezione dell’Artico, firmando una petizione contro le trivellazioni petrolifere e la sovrappesca su www.savethearctic.org.

Alla competizione hanno partecipato ragazzi da 54 Paesi e alla fine ha vinto la giovanissima Sarah, che ha rappresentato sulla sua bandiera sette colombe colorate, che rappresentano i sette continenti; una corona di foglie d’ulivo, simbolo della protezione dell’Artico, e un fiore, la Trientalis, rarissimo ma presente anche in Italia come relitto glaciale sulle Alpi. Realizzata in titanio, la bandiera sarà piantata quattro chilometri sotto lo strato di ghiaccio, insieme a una capsula che contiene le firme dei milioni di persone che chiedono di difendere l’Artico.

Al momento, tiene a sottolineare Greenpeace, nessun Paese può vantare diritti sulle acque che circondano il Polo Nord ma, grazie allo scioglimento dei ghiacci per il cambiamento climatico, diversi Paesi e multinazionali si stanno muovendo per sfruttare le risorse ittiche dell’Artico e il petrolio. “La creatività dei giovani è una delle armi più potenti che abbiamo per costruire un futuro migliore”, ha detto Vivienne Westwood. “La bandiera che ha vinto simboleggia la pace, la speranza e la comunità globale. Sono orgogliosa che stia partendo per il Polo Nord”. Nella singolare giuria del concorso, figuravano anche due artisti scelti tra i nativi canadesi, una guida scout irlandese di 15 anni e una presentatrice tv sino-canadese.

STRENUA LOTTA
Greenpeace è impegnata nella lotta contro l’industria estrattiva (minerali e combustibili fossili) e le flotte pescherecce che minacciano l’Artico. “Il ghiaccio marino regola tutta la sua vita. Mentre si riduce e si assottiglia, gli effetti su fauna, flora e sulle popolazioni umane diventano sempre più pesanti”. L’aumento del livello del mare e la riduzione della copertura dei ghiacci fanno arrivare sulla costa onde sempre più alte, che causano fenomeni erosivi e l’evacuazione forzata di alcuni villaggi. “Senza ghiaccio, inoltre, per le popolazioni indigene l’accesso alle risorse sarà sempre più difficile: i cacciatori devono allontanarsi sempre di più dai villaggi per cacciare”.

Alcune specie sono già in grave pericolo, prossime all’estinzione, tra cuiorsi polari, foche, trichechi e balene. “Mentre esiste un Trattato Internazionale che regola le attività umane al Polo Sud, per l’Artico non esiste niente del genere. Mentre viene negoziato un accordo, che sia trasparente, inclusivo e giusto, tutti dovrebbero ‘congelare’ le proprie mire sull’Artico. Greenpeace chiede alle Nazioni Unite e ai Paesi di tutto il mondo di stabilire una moratoria immediata per fermare l’espansione delle attività industriali nelle aree rese via via accessibili dal ritirarsi dei ghiacci”.

 

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